Schede anagrafiche piloti

SCORRI LA PAGINA E TROVI LA SCHEDA DEL PILOTA SCELTO

 

Dati Anagrafici Michele Alboreto

Nazionalità ITALIANA

Data di Nascita 23 DICEMBRE 1956 MORTO 25 APRILE 2001

Luogo di nascita MILANO

 Carriera con la Ferrari

Stagioni DAL 1984 AL 1988

GP disputati 194

Gran premi vinti 5

Titoli mondiali vinti 2 POSTO 1985

Pole position 2

Risultati nel campionato del mondo F1 con la Ferrari

1984 (Ferrari 126 C4 V6 Turbo)

1985 (Ferrari 156/85 V6 Turbo)

1986 (Ferrari F1/86 V6 Turbo)

1987 (Ferrari F1/87 V6 Turbo)

1988 (Ferrari F1/88C V6 Turbo)

Profilo

Primo, Michele Alboreto, secondo, Alain Prost: questo l'ordine d'arrivo del Gran Premio di Germania 1985, che proietta il pilota della Ferrari in testa al campionato del mondo.

Il campionato è a metà del suo cammino, ma nelle successive sette gare, la Ferrari va in crisi, mentre la McLaren riesce a mantenere alto il suo livello. Alla fine sono 20 i punti che separano il ferrarista dal francese: 53 per il pilota milanese contro i 73 del futuro "professore". Una grande occasione perduta, quindi, e un boccone amarissimo per Alboreto. Anche perché, dopo quel 1985, in Ferrari iniziò per il milanese quella parabola discendente che lo portò a fine '88 al divorzio da Maranello. La carriera di Alboreto, fino a quel momento, era stata caratterizzata da un crescendo che lo aveva portato a far sperare in nuovi fasti per l'automobilismo italiano, dopo i due titoli conquistati da Alberto Ascari nel '52 e '53, sempre con la Ferrari. In F.1, il milanese fa subito capire di che pasta è fatto, visto che nell'82, a Las Vegas, ottiene con la Tyrrell il primo successo, per ripetersi a Detroit l'anno successivo. A quel punto, Enzo Ferrari si convince e, dopo anni di ostracismo nei confronti dei piloti italiani, dà nuovamente fiducia a un suo connazionale. Uno dei ricordi più belli che tuttoggi Alboreto ha della sua carriera è proprio quell'ingaggio: è stato l'ultimo pilota italiano a essere stato scelto dal "Drake" in persona. L'idillio dura cinque stagioni. Il 14 agosto 1988 Enzo Ferrari muore: qualche tempo prima aveva convocato Michele per l'ultima volta, per chiedergli cosa intendesse fare. Per l'anno successivo era già deciso l'arrivo di Mansell al fianco di Berger, ma lui, "il Gran capo", aveva ancora l'ultima parola: se Michele lo avesse voluto, avrebbe potuto rinnovargli il contratto, pur forzando la mano ai suoi uomini. Alboreto ringraziò, ma preferì andarsene tornando a quella Tyrrell che lo aveva fatto debuttare in F.1. Il destino di Alboreto in F1, con l'addio alla Ferrari, si compie con una mesta parabola discendente. Dopo la Tyrrell, c'è l'Arrows, la Scuderia Italia, la Minardi: tutte macchine di seconda e terza schiera, tutte monoposto con la quale nessuno avrebbe mai potuto cogliere un risultato significativo. La morte dell'amico Senna a Imola '94, lo scuote a tal punto che decide, quasi attraversato da un oscuro presentimento, di lasciare la F1. Prova una breve avventura negli Usa, in Formula Indy e poi si getta a capofitto con le barchette: la vittoria, nel 2000, con l'Audi pare segnare il ritorno di Alboreto alla ribalta del mondo motoristico agonistico. E invece si tratta dell'ultimo acuto di una carriera, e di una vita, che si conclude il 25 aprile 2001 nel rettilineo di un nuovo circuito sperimentale vicino a Dresda, nella Germania est, dopo un breve, tragico ma spettacolare volo a 380kmh a bordo della Audi R8, tradito dallo scoppio di una gomma.

 

Dati Anagrafici Clay Regazzoni

Nazionalità

Svizzera

Data di Nascita

5 Settembre 1939

Luogo di nascita

Mendrisio, Lugano (Svizzera)

 Carriera con la Ferrari

Stagioni

6 (1970-1971-1972-1974-1975-1976)

GP disputati

73

Gran premi vinti

4 (Italia 70, Germania 74, Italia 75, USA West 76)

Secondi posti

11

Terzi posti

8

Quarti posti

8

Quinti posti

4

Sesti posti

3

Titoli mondiali vinti

-

Pole position

5 (Messico 70, Gran Bretagna 71, Argentina 73, Belgio 74, USA West 76)

Risultati nel campionato del mondo F1 con la Ferrari

1970 (Ferrari 312B)

3° (33 punti)

1971 (Ferrari 312B)

7° (13 punti)

1972 (Ferrari 312B2)

6° (15 punti)

1974 (Ferrari 312B3)

2° (52 punti)

1975 (Ferrari 312B3)

5° (25 punti)

1976 (Ferrari 312T)

5° (31 punti)

Profilo

L'ultimo Gran Premio in programma nel 1974 è quello degli Stati Uniti, che si disputa sul circuito di Watkins Glen. A contendersi il titolo sono Emerson Fittipaldi e Clay Regazzoni, il primo con la McLaren, il secondo con la Ferrari: entrambi vantano 52 punti in classifica generale. In prova, i due sono separati da 7 centesimi di secondo e le premesse per una battaglia al fulmicotone ci sono tutte. Ma poi, in gara, la Ferrari del ticinese arranca fino a scivolare in undicesima posizione, mentre il brasiliano conquista un quarto posto che gli consente di sopravanzare il rivale di tre punti e di fregiarsi così del secondo titolo iridato, dopo quello aggiudicatosi due anni prima con la Lotus. Finisce in questo modo il sogno di Regazzoni, un sogno che non si realizzerà mai più. Anzi, la carriera del ticinese finirà nel peggiore dei modi: con una violenta uscita di pista con la Ensign a Long Beach nel 1980. In seguito a questo incidente, Clay sarà costretto sulla sedia a rotelle. Una carriera che in F.1 era nata sotto i migliori auspici nel 1970 (anno in cui "Rega" si aggiudica il campionato europeo di F.2 con la bolognese Tecno) quando era approdato alla Ferrari conquistando un promettente quarto posto alla prima uscita in Olanda. Presto era arrivata anche la prima vittoria, in quello stesso anno, a Monza, per la gioia dei tifosi del Cavallino rampante che aspettavano da quattro anni un trionfo della Rossa sulla pista di casa. E a Monza Clay si era ripetuto nel '75, l'anno che avrebbe portato il primo titolo a Niki Lauda, suo compagno di squadra. Era stato proprio Regazzoni a portarsi dalla BRM (nella quale aveva militato nel '73, quando era stato giubilato da Maranello) quel ragazzino austriaco, non pensando certo che la convivenza sarebbe diventata presto molto difficile.

Dati Anagrafici Niki Lauda

Nazionalità

Austriaca

Data di Nascita

22 Febbraio 1949

Luogo di nascita

Vienna (Austria)

 Carriera con la Ferrari

Stagioni

4 (1974-1975-1976-1977)

GP disputati

56

Gran premi vinti

15 (Spagna e Olanda 74; Montecarlo, Belgio, Svezia, Francia, USA 75; Brasile, Sud Africa, Belgio, Montecarlo e Gran Bretagna 76; Sud Africa, Germania e Olanda 77 )

Secondi posti

12

Terzi posti

5

Quarti posti

2

Quinti posti

4

Sesti posti

2

Titoli mondiali vinti

2 (1975-1977)

Pole position

23 (Sud Africa, Spagna, Montecarlo, Olanda, Francia, Gran Bretagna, Germania, Austria e Italia 74; Spagna, Montecarlo, Belgio, Olanda, Francia, Germania, Austria, Italia e USA 75; Belgio, Montecarlo e Gran Bretagna 76; USA West e Austria 77)

Risultati nel campionato del mondo F1 con la Ferrari

1974 (Ferrari 312 B3)

4° (38 punti)

1975 (Ferrari 312 B3)

1° (64.5 punti)

1976 (Ferrari 312 T)

2° (68 punti)

1977 (Ferrari 312 T2)

1° (72 punti)

Profilo

Il pilota austriaco arriva a Maranello nel 1974, consigliato da quel Clay Regazzoni incontrato alla BRM nell'anno di esilio dalla Ferrari da parte del pilota elvetico. Si tratta di un giovane che fino a quel momento ha conquistato, proprio con la BRM, solo un quinto posto nel Gran Premio del Belgio del 1973, ma piace a Enzo Ferrari l'idea di costruire in casa un nuovo campione, a ulteriore dimostrazione che le sue macchine possono far vincere chiunque. Di fatto, già dal primo anno nel team del Cavallino rampante, Lauda dimostra una meticolosità e una precisione che, unite alla determinazione, fanno di lui il personaggio chiave per il futuro della scuderia. A far crescere la posizione di Niki all'interno della squadra si aggiunge il fallimento di Clay Regazzoni nell'attacco a Fittipaldi per la conquista del mondiale 1974. Nella stagione successiva, l'austriaco è l'incontrastato leader del team e può concentrarsi su un campionato che non gli sfugge. Così come non gli sfuggirà due anni dopo. Di mezzo, c'è un 1976 sconcertante, che vede Lauda rinunciare al titolo in Giappone con un ritiro che di fatto butta alle ortiche la corona iridata. Pochi mesi prima, Niki era sfuggito miracolosamente al rogo della sua Ferrari nella corsa del Nurburgring, ed era ritornato in pista dopo soli quaranta giorni, dimostrando a Monza di essere sempre quel pilota determinato che si conosceva. Ma al Fuji accade qualcosa di inspiegabile. Il sodalizio con Maranello termina alla fine del '77, dopo la conquista del secondo titolo: Lauda dice di avere bisogno di nuove motivazioni, che ha già trovato alla Brabham sponsorizzata Parmalat con la quale vincerà i Gran Premi di Svezia e d'Italia del '78. L'anno successivo è un disastro per l'austriaco, che abbandonando Maranello si era lasciato sfuggire un'imprudente dichiarazione come questa: "Vedremo fra due anni dove sarà la Ferrari e dove sarò io": la Ferrari trionfa nel mondiale con Scheckter, mentre Lauda non vince neanche una gara. Un risultato che induce Niki ad abbandonare la F.1. Ci tornerà nel 1982, convinto dalla bontà del Project 4 della McLaren, una monoposto che gli consentirà di vincere il suo terzo alloro due anni dopo, prima di ritirarsi definitivamente alla fine dell'85. Questo il giudizio di Enzo Ferrari sul pilota austriaco: "Lauda appare subito un giovane serio, puntiglioso nella sua preparazione e nella messa a punto della vettura che gli riusciva istintiva, naturale. In gara espresse subito doti di sicurezza e determinazione. Lo paragonerei a Collins, come stile di guida e comportamento. In poco tempo diventò un grande, intelligente pilota: questo è fuori discussione. Con la Ferrari ha fatto molto, e tanto di più poteva fare. Quanto al suo carattere, io non esprimo giudizi sugli uomini, posso al massimo avanzare delle opinioni perché sono convinto che nella vita non si possa giudicare un essere umano se non ci si è trovati nelle identiche condizioni nelle quali egli ha agito. Ecco perché non ho pensato di scrivere su Niki Lauda, mentre Lauda, quando se n'è andato, ha trovato il tempo di dedicare alla Ferrari e ai suoi uomini un intero protocollo accusatorio (il riferimento è alla pubblicazione "Protokoll" di Niki Lauda, nda). Quando Scheckter vinse il suo titolo mondiale, Lauda mi inviò un messaggio di felicitazioni, al quale risposi: "Caro Niki, grazie del tuo telex, che mi ha suggerito un'amara riflessione: se Lauda avesse ritenuto di restare alla Ferrari potrebbe avere già eguagliato il record di Fangio". Si tratta di una piccola imprecisione, che si perdona volentieri a Ferrari: pur restando a Maranello e vincendo i mondiali del '78 e del '79, Lauda non avrebbe potuto comunque eguagliare i titoli di Fangio, giacché, tenendo conto dei sue campionati vinti nel '75 e nel '77, l'austriaco avrebbe cumulato in tutto quattro allori, contro i cinque dell'argentino.

Dati Anagrafici Rubens Barrichello

Nazionalità Brasiliana                 

Nato il 23-mag-72

A Sao Paulo                                 

Residenza Montecarlo

Stato Civile sposato con Silvana

Altezza 1m72                              

Peso 76kg                                   

La scheda tecnica:

Rubens Barrichello è il primo pilota brasiliano a guidare una Ferrari F1. Il brasiliano di origine trevigiana (i suoi bisnonni emigrarono a San Paolo proveniendo da Castel di Godego, Treviso) è stato un talento precoce dell'automobilismo. Già a 16 anni i media brasiliani lo avevano promosso a rango di `'giovane Senna''. Barrichello è un pilota veloce e dotato di una guida molto pulita. Il suo meglio lo da sul bagnato dove è capace, al pari del compagno di squadra Schumacher, di staccare al limite dimostrando così grande sensibilità di guida. Altro punto di forza sta nella capacità di fare bene in qualifica, staccando ottimi tempi e dimostrando una buona capacità di scelta tattica. La carriera di Barrichello ha vissuto tre momenti particolari: dal debutto in F1 alla morte di Senna, periodo in cui ha dimostrato di avere un talento sopraffino; dalla morte di Senna alla fine della suo rapporto con la scuderia Jordan, in cui ha vissuto una grave crisi sia tecnica che personale a causa della pressione che la stampa brasiliana gli ha procurato in qualità di `'erede'' di Senna; e il periodo Stewart, nel quale ha portato la scuderia dell'ex campione del mondo Jackie Stewart, a livelli di ottima competitività. La scommessa Ferrari appare essere quindi il punto più alto di una carriera altalenante: la presenza `'schiacciante'' di Schumacher lo ha messo, però, in crisi, così nel primo come nel secondo anno in rosso. Rubinho, a inizio stagione, si è lasciato andare a polemiche che lo hanno isolato all'interno della squadra. Spesso in difficoltà psicologica nei confronti del compagno di squadra, continua a offrire prestazioni poco convincenti anche se il suo contratto è stato rinnovato fino al 2002 compreso.

Dati Anagrafici Eddie Irvine

Nazionalità

Britannica

Data di Nascita

10 Novembre 1965

Luogo di nascita

Conlig, Down, Irlanda del Nord (Gran Bretagna)

 Carriera con la Ferrari

Stagioni

4 (1996-1997-1998-1999)

GP disputati

65

Gran premi vinti

4 (Australia, Austria, Germania e Malesia 99)

Secondi posti

4

Terzi posti

9

Quarti posti

4

Quinti posti

4

Sesti posti

2

Titoli mondiali vinti

-

Pole position

-

Risultati nel campionato del mondo F1 con la Ferrari

1996 (Ferrari F310)

10° (11 punti)

1997 (Ferrari F310B)

8° (24 punti)

1998 (Ferrari F300)

4° (47 punti)

1999 (Ferrari F399)

2° (74 punti)

Profilo

A fine stagione '95, la Ferrari, dopo lunga e attenta valutazione delle possibilità che offre il mercato piloti, decide di affiancare   all'asso tedesco Michael Schumacher, fresco campione del mondo, nonché sottratto alla Benetton (dove andranno proprio i ferraristi del vecchio corso, Berger e Alesi) con un contratto principesco. Il pilota irlandese, fino a quel momento, ha guidato per la Jordan, con cui aveva debuttato in F.1 nel Gran Premio del Giappone del '93. Con Schumacher, Eddie deve subito piegarsi al ruolo di seconda guida, finché arriva il Gran Premio di Gran Bretagna del '99, con un incidente che mette k.o. kaiser Schumi. Da quel momento, a metà stagione, la Ferrari si affida all'irlandese per contrastare Mika Hakkinen nella corsa al titolo. E Eddie non delude, aggiungendo altre tre vittorie alla prima ottenuta ad inizio stagione in Australia: ma non basta, perché nell'ultima corsa in Giappone, ancora una volta, il Cavallino rampante viene battuto come era accaduto nelle due precedenti stagioni con Schumi: nel '98 e con Villeneuve nel '97. Un'ultima gara che però per Irvine coincide con l'ultima gara con la Ferrari: il suo divorzio da Maranello e il suo conseguente passaggio alla Jaguar è ormai cosa nota. Fra le motivazioni dell'irlandese, quella di non poter più pensare di fare la spalla a Schumacher, dopo aver dimostrato di poter lottare per il mondiale. E' anche vero che, lasciata la Ferrari, non sappiamo quando Eddie avrà ancora l'opportunità di vivere una stagione come quella del '99. 

Dati Anagrafici Jean Alesi

Nazionalità

Francese

Data di Nascita

11 Giugno 1964

Luogo di nascita

Avignone (Francia)

 Carriera con la Ferrari 

Stagioni

5 (1991-1992-1993-1994-1995)

GP disputati

79

Gran premi vinti

1 (Canada 95)

Secondi posti 

6

Terzi posti

9

Quarti posti

7

Quinti posti

8

Sesti posti

2

Titoli mondiali vinti

-

Pole position

1 (Italia 94)

Risultati nel campionato del mondo F1 con la Ferrari

1991 (Ferrari F1-91)

7° (21 punti)

1992 (Ferrari F92A)

7° (18 punti)

1993 (Ferrari F93A)

6° (16 punti)

1994 (Ferrari 412T1)

5° (24 punti)

1995 (Ferrari 412T2)

5° (42 punti)

Profilo

Dopo Berger e Alboreto, è proprio Jean Alesi il pilota che vanta le maggiori presenze in Ferrari ma, a differenza dei suoi due colleghi, il francese dal sangue siciliano ha ottenuto una sola vittoria nelle 79 gare disputate con Cavallino rampante, quella nel Gran Premio del Canada del 1995. Questo dicono le fredde cifre che riguardano la permanenza di Jean a Maranello, dal 1991 al 1995: cinque stagioni caratterizzate da giornate esaltanti ma conclusesi sempre senza la vittoria, e da momenti di grande tensione, soprattutto dall'arrivo in squadra di Jean Todt in qualità di direttore sportivo. Eppure, Alesi aveva fatto fuoco e fiamme pur di approdare a Maranello dopo le due stagioni trascorse alla Tyrrell che lo aveva lanciato in F.1 come sicuro campione del mondo del futuro Così, almeno, era apparso ai più quel focoso francesino capace di tener testa con la monoposto del "boscaiolo" alla McLaren di Senna in un indimenticabile Gran Premio degli Stati Uniti svoltosi sul tracciato cittadino di Phoenix. Velocissimo e grintoso, Alesi ha però anche evidenziato un carattere fragile e in alcune occasioni iracondo, che lo ha portato in alcune occasioni a sfiorare la crisi anticipata con la propria squadra. Quella del '95 è stata l'ultima stagione vissuta da Jean con la Ferrari: dal '96, infatti, è passato alla Benetton con Gerhard Berger, suo compagno di squadra a Maranello negli ultimi tre anni. 

Dati Anagrafici Gerhard Berger

Nazionalità

Austriaca

Data di Nascita

27 Agosto 1959

Luogo di nascita

Wörgl, Innsbruck (Austria)

 Carriera con la Ferrari 

Stagioni

6 (1987-1988-1989-1993-1994-1995)

GP disputati

96

Gran premi vinti

5 (Giappone e Australia 87; Italia 88; Portogallo 89; Germania 94)

Secondi posti 

8

Terzi posti

11

Quarti posti

11

Quinti posti

3

Sesti posti

5

Titoli mondiali vinti

-

Pole position

4 (Portogallo, Giappone e Australia 87; Gran Bretagna 88) 

Risultati nel campionato del mondo F1 con la Ferrari

1987 (Ferrari F1-87)

5° (36 punti) 

1988 (Ferrari F1-88)

3° (41 punti)

1989 (Ferrari F1-89)

7° (21 punti)

1993 (Ferrari F93A)

8° (12 punti)

1994 (Ferrari 412T1)

3° (41 punti)

1995 (Ferrari 412T2)

6° (31 punti)

Profilo

Sono due i matrimoni di Berger con la Ferrari: la prima volta l'unione è durata dal 1987 al 1989, la seconda dal 1993 al 1995, per un totale di cinque vittorie. Il primo successo con la Scuderia Ferrari, il pilota austriaco lo ottiene nel suo primo anno a Maranello, nel Gran Premio del Giappone del 1987, per ripetersi nella successiva gara in Australia: un finale di stagione che fa ben sperare per la stagione successiva, ma nell'88 non c'è nulla da fare contro le McLaren che uccidono il campionato vincendo quindici delle sedici gare in programma: è proprio Berger a vincere con la Ferrari l'unico Gran Premio "concesso" da Senna e Prost, quello d'Italia, il più importante per il Cavallino rampante. A fine '89, Gerhard lascia Maranello per la McLaren, dove rimane per tre anni, dopo i quali ritorna alla Ferrari per restarci fino alla fine del '95, quando il Cavallino rampante decide di cambiare i propri fantini ingaggiando Schumacher e Irvine. Nel secondo periodo da ferrarista, Berger ottiene una sola vittoria nel Gran Premio di Germania del 1994. L'88 e il '94 rappresentano le migliori stagioni di Berger alla Ferrari, visto che in entrambe le annate il pilota austriaco si piazza al terzo posto nel campionato del mondo. Gli anni trascorsi da Berger alla Ferrari sono anche caratterizzati da un terribile incidente di cui è protagonista il pilota austriaco nel Gran Premio di San Marino del 1989, quando, al secondo giro, la sua Ferrari va dritta alla curva del Tamburello (che nel '94 ucciderà Senna) per il cedimento di uno spoiler e si schianta contro il muro prendendo fuoco: Gerhard viene salvato dal tempestivo intervento degli uomini del soccorso della CEA, che entrano in azione dopo pochissimi secondi. Ricoverato con alcune ustioni alle braccia e alle mani, Berger salterà il successivo Gran Premio di Montecarlo per ripresentarsi regolarmente in pista nella gara in programma in Messico poco più di un mese dopo l'incidente.

 

Dati Anagrafici Alain Prost

Nazionalità

Francese

Data di Nascita

24 Febbraio 1955

Luogo di nascita

Lorette, Saint-Chamond, St Etienne (Francia)

 Carriera con la Ferrari

Stagioni

2 (1990-1991)

GP disputati

31

Gran premi vinti

5 (Brasile, Messico, Francia, Gran Bretagna e Spagna 90)

Secondi posti

5

Terzi posti

4

Quarti posti

4

Quinti posti

2

Sesti posti

-

Titoli mondiali vinti

-

Pole position

-

Risultati nel campionato del mondo F1 con la Ferrari

1990 (Ferrari 641)

2° (71 punti (73))

1991 (Ferrari 642)

5° (34 punti)

Profilo

Vanta già tre allori Alain Prost quando viene ingaggiato dalla Ferrari per disputare la stagione 1990. Nell'85, nell'86 e nell'89, il "professore" aveva centrato il titolo con la McLaren, ma proprio nella scuderia di Ron Dennis era arrivato Ayrton Senna nell'88 e la convivenza fra i due assi era subito apparsa faticosa per entrambi. Fino ad arrivare al clamoroso episodio consumatosi in Giappone nell'89, dove il francese aveva deliberatamente urtato la vettura del compagno di squadra vincendo automaticamente il titolo: una storia che si ripeterà sempre su quella pista alla fine del '90... Il primo anno di Prost alla Ferrari è caratterizzato dalla possibilità concreta del Cavallino rampante di lottare per il titolo: il francese, infatti, taglia per primo il traguardo in ben cinque Gran Premi, salendo altre quattro volte sul podio conseguentemente a secondi e terzi posti conquistati. Risultati che gli consentono di sperare nella conquista del campionato del mondo, la cui classifica è capeggiata dal rivale di sempre: Ayrton Senna. Si arriva così in Giappone, con Suzuka ancora una volta arbitra dei destini dei due contendenti, con la differenza che in questa occasione, è Senna ad avere la certezza del titolo se Prost dovesse fallire l'obiettivo. Cosa che avviene puntualmente, con l'aiuto del pilota brasiliano che manda fuori il ferrarista alla prima curva. Il maltolto è stato reso, e fra i due piloti sarà ormai guerra aperta a colpi di dichiarazioni fino alla pace che "scoppierà" solo qualche anno dopo. Archiviata con delusione la prima stagione in rosso, Prost è tradito nel suo secondo anno a Maranello da una vettura non più all'altezza della precedente, che lo costringe a togliersi dalla testa ogni sogno di gloria: i migliori risultati saranno soltanto cinque podi (tre volte terzo e due volte secondo). Mentre Senna conquista il terzo alloro, la situazione fra la Ferrari e il pilota francese va deteriorandosi giorno dopo giorno, con Prost che non manca occasione per lanciare frecciate ed accuse a tutto e tutti del suo team. Finché in un'ennesima dichiarazione, il "professore" arriva a definire la sua "642" un trattore: la reazione di Maranello è immediata e Alain viene licenziato in tronco alla vigilia del Gran Premio di Australia, l'ultimo in programma. Sulla monoposto del francese salirà Gianni Morbidelli, mentre Prost annuncia il ritiro dalle corse. Trascorrerà un anno sabbatico prima di mettersi al volante della super Williams e conquistare il suo quarto titolo iridato nel 1993. Poi, il definitivo stop e nel '97 l'acquisizione della Ligier, diventata appunto Prost Grand Prix.

Dati anagrafici

Felipe Massa
Data di nascita  25 aprile 1981
Luogo di nascita  San Paolo (Brasile)
Nazionalità  Brasiliana
Stato civile  Celibe
Team  Ferrari

La storiaPeter Sauber è famoso per individuare i talenti del futuro e alla fine del 2000 è lui a scoprire Kimi Raikkonen al quale offrela chance di debuttare nella categoria regina. Quando il finlandese sceglie di firmare con la McLaren, Peter Sauber deve trovare un'altra giovane speranza... ed è Felipe Massa ad ottenere il volante libero.
Nato il 25 aprile 1982 a San Paolo, Felipe Massa ha appena 19 anni quando disputa il suo primo Gran Premio. Il brasiliano debutta nel kart e conquista la quarta posizione nella categoria micro-kart nel 1990. Dopo esser stato sesto nel '91 e terzo nel '93, continua questa serie di successi nel 1998 quando fa il suo debutto nella Formula Chevrolet ottenendo la quinta piazza nel campionato brasiliano e conquistando il titolo l'anno successivo.
Nel 2000, Felipe vince i Campionati italiano ed europeo di Formula Renault. Nel 2001si aggiudica il campionato europeo di F3000 nella penultima gara della stagione.
Tutti parlano bene di lui, a cominciare da Peter Sauber che convinto dai primi giri che effettua alla fine della stagione in un test al Mugello firma un contratto con il giovane pilota brasiliano.
La prima stagione di Massa è l'occasione di dare prova della sua velocità, ma è anche segnata da diverse uscite di pista. Il suo migliore risultato è il quinto posto ottenuto in Spagna. Non è sufficiente per mantenere il suo posto nella squadra ma, dopo un anno alla Ferrari come collaudatore nel 2003, Massa può tornare alla Sauber nel 2004.
Nel 2004 Felipe segna punti in cinque occasioni classificandosi al 12 posto finale in campionato. Tuttavia non è in grado di esprimere le stesse prestazioni del compagno di squadra Giancarlo Fisichella. L'apice della stagione 2004 non è il quarto posto ottenuto in Belgio, ma il giro condotto in testa a Interlagos, l'ultima gara dell'anno disputata davanti al suo pubblico.
Massa rimane alla Sauber nel 2005 ed è raggiunto dall'ex-campione del mondo Jacques Villeneuve. Non impressionato dal suo nuovo compagno di squadra, Massa domina il canadese nella prima parte della stagione, mentre Villeneuve si sta adattando alla squadra svizzera. E' comunque una stagione difficile per la Sauber e Massa raccoglie un totale di undici punti, ottenendo come migliore risultato un quarto posto a Montréal.
Nel 2006 debutta come pilota ufficiale della Ferrari affiancando Michael Schumacher. Nel corso della stagione conquista 2 vittorie, 3 pole position e 2 giri veloci, chiudendo la stagione al terzo posto nella classifica piloti. Nel 2007 dinuovo terzo in classifica ma dimostrando un enorme maturità.

La carriera

Titoli vinti Campionato di F. Chevrolet brasiliana (1999)
  Campionato di F. Renault italiana e europea (2000)
  Campionato di Euro 3000 (2001)
Gran premi vinti 1 gp della Turchia (1996)
  1 gp del Brasile (2006)
1990-1997 Karting brasiliano
1998 F. Chevrolet brasiliana
1999 1° in F. Chevrolet brasiliana
2000 1° in F. Renault italiana e europea
2001 1° in Euro 3000
2002 13° in F.1 con Sauber
2003 test driver Ferrari in F.1
2004 12° in F.1 con Sauber
2005 13° in F.1 con Sauber
2006 3° in F.1 con Ferrari
2007 3° in F.1 con Ferrar

Dati anagrafici Kimi Raikkonen
Data di nascita 17 ottobre 1979
Luogo di nascita