Schede tecniche

La prima vettura costruita dalla Ferrari è la FERRARI 125 S

         
Ferrari F12 Berlinetta Ferrari california+30 Ferrari 458 Spider Ferrari Superamerica 45 Ferrari FF
Ferrari SA-Aperta Ferrari 599 Gto Ferrari 458 Italia Ferrari 599 XX Ferrari Superfast Aperta
Ferrari Scuderia Spider 16M Ferrari GT California Ferrari F430 Scuderia Ferrari Millechili Ferrari FS 599
Ferrari GTB Fiorano Ferrari P4/5 Ferrari FXX Evoluzione Ferrari FXX Ferrari 430
Ferrari 612 Scaglietti Ferrari 360 Gtc Ferrari 360 Challenge Ferrari 575M Maranello Ferrari Enzo
Ferrari 550 Barchetta Ferrari 360 Spider Ferrari Rossa Ferrari 360 Modena Ferrari F50
Ferrari F355 Ferrari 348TB/348TS Ferrari F40 Ferrari Mondial Ferrari 308 GTB / GTS
Ferrari 288 GTO Ferrari Testarossa Ferrari Dino 246 GTS Ferrari Modulo Ferrari 330GTC/GTS

FERRARI F12 Berlinetta (anno 2012)

L’impostazione è quella classica delle gran turismo, con il motore anteriore-centrale e il cambio in blocco col differenziale a schema transaxle. E la silhouette, frutto della collaborazione tra il centro stile della Casa modenese e la Pininfarina, è un compromesso tra le proporzioni esterne, compatte, e le esigenze di efficienza aerodinamica.Tutto sommato, il design della nuova coupè è abbastanzatradizionale, molto Pininfarina

La F12 berlinetta ha un passo ridotto, il propulsore di 6.2 litri da 740 cavalli, la plancia e sedili sono stati abbassati, e il nuovo progetto delle sospensioni e del cambio hanno permesso di contenere le dimensioni della parte posteriore, con enormi vantaggi quanto a baricentro, che è molto basso e anche arretrato.

Lo scheletro della F12 è il telaio “spaceframe” in alluminio e la scocca è realizzata con 12 differenti leghe di alluminio: la rigidità torsionale è superiore del 20 per cento rispetto alla precedente coupé con motore V12, e al tempo stesso il peso della berlinetta è stato contenuto in 1.525 kg, con una distribuisce dei pesi che assegna il 46 per cento sull’asse anteriore e il 54 sul posteriore.

Sul V12 di 6.2 litri, i motoristi della Ferrari hanno ottenuto valori mai raggiunti prima in una vettura stradale: 740 cavalli a 8.250 giri al minuto – potenza specifica 118cv/litro – coppia motrice di 690 Nm, di cui l’80 per cento è sviluppata già al régime di 2.500 giri e arriva al limite di 8.700. Al poderoso 12 cilindri a V è accoppiato il cambio F1 a doppia frizione con rapporti ravvicinati.

Quanto all’aerodinamica, a Maranello sono riusciti a raddoppiare l’efficienza complessiva: il carico verticale è di 123 kg alla velocità di 200 km/h, e il Cx è 0,299. La nuova coupé V12 è dotatadell’innovativo “Aero Bridge”, cioè il il cofano motore è sfruttato per generare deportanza, deviando i flussi dalla parte superiore alla fiancata. Le portelle di raffreddamento delle prese aria freni, inoltre, si aprono soltanto se richiesto in funzione delle temperature

Le qualità tecnologiche della F12 berlinetta includono anche l’impianto frenante carboceramico, le“sospensioni magnetoreologiche Evoluzione”, la totale integrazione dei controlli elettronici di dinamica della vettura quali il differenzale E-diff, ESC, F1-Trac, e il sistema Abs a elevate prestazioni.

SCHEDA TECNICA

Motore - anteriore-centrale in posizione longitudinale, 12 cilindri a V di 65 gradi; cilindrata 6.262 cc; potenza massima 740 cavalli a 8.250 giri; coppia motrice massima 690 Nm a 6.000 giri.

Dimensioni e peso - lunghezza mm 4.618; larghezza mm 1.942; altezza mm1.273. Peso1525 kg. 
Rapporto tra peso e potenza 2,1 kg/cv.
Distribuzione dei pesi 46% asse anteriore, 54% asse posteriore. 
Prestazioni - accelerazione da 0 a 100 km/h in 3”1, da 0 a 200km/h in 8”5; velocità massima oltre 340 km/h 
Consumo 15 litri ogni 100 km; emissione anidride carbonica 350 grammi per km.

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FERRARI California+30 (anno 2012)

La 458 Oltre all'erede della 599 GTB Fiorano, Ferrari porterà a Ginevra anche l'evoluzione della California con più cavalli e peso ridotto. Oltre a questo aggiornamento, la GT di Maranello avrà diritto al nuovo pacchetto Handling Speciale.

Da tempo circolavano voci intorno ad un’ipotetica introduzione di una versione aggiornata della California. Questirumors sono stati appena confermati dalla Ferrari che presenterà interessanti novità.

La nuova California sarà caratterizzata da due aspetti fondamentali: aumento della potenza e riduzione del peso complessivo. Intorno a questi due concetti ruota un dato significativo: 30. Trenta sono i cavalli extra che il propulsore della GT di Maranello avrà a disposizione ma sono anche i chili in meno rispetto al modello attuale. Ciò significa che il V8 a iniezione diretta da 4.3 litri eroga adesso 490 cavalli, vale a dire la stessa cavalleria della “vecchia” F430, e 505 Nm di coppia massima raggiunti a 5.000 giri/minuto, anziché 460 cv e 485 Nm del modello disponibile attualmente sul mercato. Questo aumento di potenza è dovuto principalmente all’adozione di nuovi collettori di scarico e alla rimappatura della centralina elettronica della 2+2 italiana.

Anche la parte telaistica ha ricevuto le dovute attenzioni grazie alle nuove tecnologie di lavorazione dell’alluminio maturate negli ultimi anni da parte del Cavallino Rampante. Sulla bilancia la California mostra un peso di 30 kg inferiore e, nonostante questi chili in meno, la coupé cabrio mantiene la sua rigidezza che ha sempre avuto. A questo punto non si può negare che le sue prestazioni siano rimaste inalterate: infatti la California 2012 compie lo 0-100 in appena 3.8 secondi. Sebbene la sportività sia ancor più accentuata in quest’ultima versione, il piacere di guida non manca mai ed è sempre presente. La California rappresenta la perfetta unione tra potenza allo stato puro con un’indimenticabile ed unica esperienza di guida en plein air.

Le novità non sono finite qui. Diventano sempre più interessanti. Per coloro che desiderano una guida ancora più sportiva e coinvolgente, Ferrari ha concepito un nuovo allestimento Handling Speciale, disponibile come optional. Le modifiche che contraddistinguono questo pacchetto riguardano maggiormente novità a livello della meccanica e dell’assetto. Il pack comprende ammortizzatori magnetoreologici di ultima generazione gestiti da una centralina che consente una risposta del 50% più rapida, molle delle sospensioni più rigide per garantire un controllo ottimale del veicolo senza compromettere il comfort e nuova scatola dello sterzo in grado di assicurare inserimenti in curva più rapidi rispetto ad una “normale” California.

Tutte queste migliorie contribuiscono a rendere la sportiva modenese sempre più affilata e grintosa, lasciando invariate le sue doti da GT in grado di accogliere quattro persone al suo interno. In occasione dell’introduzione del nuovo allestimento, sono state sviluppate nuove colorazioni da parte del Centro Stile Ferrari per soddisfare i palati più fini dei potenziali acquirenti del Cavallino, i quali potranno scegliere tra numerose verniciature bicolori, tristrato, storiche e altre livree già disponibili per i modelli della gamma Ferrari attuale. In poche parole, un programma di personalizzazione che permette di rendere esclusiva ed unica la sua Rossa e che in Ferrari chiamano “Tailor Made”.

Ciliegina sulla torta, la Ferrari California 2012 gode anche del nuovo Programma Genuine Maintenance, una garanzia di ben sette anni valida per tutti gli interventi di manutenzione.

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FERRARI 458 Spider (anno 2011)

La 458 spider è spinta dal motore V8 ad iniezione diretta da 4499 cm3 e 570 CV vincitore del premio International Engine of the Year 2011, assegnato per l’eccellenza ingegneristica in termini di guidabilità, prestazioni, efficienza e raffinatezza progettuale. Il sistema di trasmissione è costituito dall’ormai celebre cambio F1 doppia frizione a 7 marce con comandi al volante, mentre la dinamica veicolo è gestita dall’E-Diff3, che integra il controllo di trazione F1-Trac e l’ABS prestazionale velocità massima 320 km/h da 0-100 3.4s.

Le calibrazioni delle nuova vettura, come la mappa pedale acceleratore e la taratura dello smorzamento delle sospensioni multi-link, sono state progettate per assicurare la massima sportività e il più appagante piacere di guida con il tetto aperto, come vuole la tradizione delle esclusive spider di Maranello. Anche il suono del motore è stato studiato per garantire il pieno coinvolgimento degli occupanti a vettura scoperta.

Il tetto rigido, totalmente in alluminio, offre numerosi benefici rispetto alla tradizionale soluzione con capote in tela, tra cui un risparmio di peso di 25 chili e un tempo di apertura o chiusura di soli 14 secondi. L’hard top, perfettamente integrato nel design della vettura, è progettato per essere ripiegato anteriormente al vano motore riducendo lo spazio richiesto per l'alloggiamento. Vengono così mantenuti eccellenti valori di aerodinamica, a tutto vantaggio delle prestazioni complessive, consentendo anche la presenza di una comoda panchetta porta bagagli dietro i due sedili.

Al posteriore la 458 spider ha una linea fortemente innovativa con le pinne disegnate per ottimizzare il flusso d’aria verso il cofano motore e le prese dei radiatori dell’olio frizione e cambio. Per il massimo confort di marcia con tetto aperto la 458 Spider è dotata di un efficace wind stop in vetro, regolabile elettronicamente in altezza, che distribuisce in maniera ottimale i flussi all’interno dell’abitacolo permettendo una normale conversazione fino a oltre 200 km/h.
Le nuove soluzioni tecniche adottate per il telaio assicurano lo stesso livello di rigidità strutturale indipendentemente dalla configurazione di marcia aperta o chiusa. Il risultato è una vettura capace di offrire emozioni di guida uniche conciliando prestazioni squisitamente Ferrari e piacere di guida all’aria aperta.

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FERRARI Superamerica 45 (anno 2011)

Come per tutti i Progetti Speciali Ferrari il design è personalizzato: la Superamerica 45 si caratterizza in particolare per la presenza di un hard-top rotativo in fibra di carbonio. Il cofano baule è completamente nuovo ed è stato studiato per ospitare il tettuccio nella configurazione aperta. La particolare conformazione del cofano permette inoltre una significativa riduzione della resistenza all’avanzamento e l’aumento della deportanza.

Le pinne sono in tinta carrozzeria, integrali con i parafanghi posteriori e incorporano i voletti. La vista laterale si contraddistingue per la presenza di una doppia presa d’aria sul parafango anteriore. Specifica anche la calandra dalla griglia cromata così come i montanti del parabrezza, gli specchietti e le maniglie delle porte. 

La Superamerica 45 ha una colorazione esclusiva in Blu Antille, una tonalità che richiama un’altra importante vettura della collezione di Peter Kalikow, la 400 Superamerica cabriolet del 1961 nr. 2331SA. I cerchi sono in tinta, con le razze diamantate in contrasto. Il tetto e gli altri elementi in fibra di carbonio della carrozzeria – splitter anteriore, brancardi laterali e diffusore posteriore – sono di uno speciale blu scuro in contrasto, un tema stilistico derivato dall’abitacolo: in particolare dalla plancia e dalla zona guidatore nella quale spicca anche il touch-screen centrale del sistema infotelematico.

Gli interni rappresentano un’altra area di raffinata personalizzazione grazie all’accurato accostamento tra pelle color Cuoio e dettagli in carbonio Blu Scuro.

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FERRARI FF (anno 2011)

È arrivata della Casa di Maranello, la nuova FF, la quattro posti più versatile nella storia della marca, nonché la prima vettura del Cavallino a trazione integrale.

Tutto per 4

La Ferrari FF - acronimo di Ferrari Four (quattro posti, quattro ruote motrici) -, definisce un concetto assolutamente nuovo di Gran Turismo sportiva, rompendo con il passato e tracciando una vera e propria rivoluzione. Questa nuova 12 cilindri, disegnanta da Pininfarina, concilia, come nessuno mai ha saputo fare prima, il carattere estremamente sportivo con la grande fruibilità, la raffinata eleganza e il comfort, per regalare a e passeggeri emozioni uniche. La FF adotta, per la prima volta nella storia della Casa di Maranello, un sistema di trazione integrale, il 4RM brevettato dalla Ferrari, che riduce del 50% il peso rispetto a uno tradizionale, mantiene una ripartizione delle masse con il 53% sul posteriore ed è completamente integrato con i controlli elettronici per avere prestazioni record su tutti i terreni e in tutte le condizioni, con la gestione, a ogni istante, della coppia applicata su ciascuna ruota.

 
La nuova Ferrari FF è stata disegnata da Pininfarina

Prestazioni

La FF, che ha nuove sospensioni a smorzamento magnetoreologico e l'ultima generazione dell'impianto frenante Brembo in carbo-ceramica ha prestazioni eccezionali: il suo motore V12 da 6261 cc a iniezione eroga 660 CV a 8000 giri/min, accoppiato al cambio F1 doppia frizione, garantisce accelerazioni elevatissime (3,7" da 0-100 km/h) e una velocità massima di 335 km/h. Il miglior rapporto peso/potenza della categoria, 2,7 Kg/CV, insieme alla perfetta ripartizione dei pesi, conferisce poi alla vettura un’eccezionale prontezza di risposta su ogni tipo di percorso: dalla pista alla città, fino alle strade a bassa aderenza anche fortemente innevate.

 
La FF può ospitare 4 persone e ha un bagagliaio da 450 litri

Abitabilità

La nuova vettura di Maranello offre ai passeggeri massima flessibilità di spazi, con ricche dotazioni ed eleganti finiture, per una qualità di vita a bordo mai raggiunta prima su una vettura così prestazionale: può ospitare comodamente, infatti, quattro persone e ha un vano bagagli di ben 450 litri, ampliabili fino a 800 grazie ai sedili posteriori ribaltabili. Vastissima la gamma di personalizzazioni e accessori che include sei colori specifici e interni con pelli alla semianilina, innovative per modalità di selezione e trattamento. La Ferrari FF debutterà ufficialmente al Salone dell’Auto di Ginevra, in programma dal 3 al 13 marzo 2011.

Scheda tecnica

Motore
Tipo
V12 - 65°
Cilindrata totale
6262 cm³
Alesaggio e corsa
94 mm x 75,2 mm
Potenza massima
660 CV a 8000 giri/min
Coppia massima
683 Nm a 6000 giri/min
Potenza specifica
77 kW/litro - 105 CV/litro
Regime massimo
8000 giri/min
Rapporto di compressione
12,3:1
Dimensioni e Peso
Lunghezza
4907 mm
Larghezza
1953 mm
Altezza
1379 mm
Passo
2990 mm
Carreggiata anteriore
1676 mm
Carreggiata posteriore
1660 mm
Peso a secco*
1790 kg
Peso in ordine di marcia*
1880 Kg
Distribuzione dei pesi
47% Ant - 53% Post
Capacità vano baule
450 litri
Capacità serbatoio
91 l
Pneumatici e cerchi
Anteriore
245/35 ZR 20 8,5 J x 20"
Posteriore
295/35 ZR 20 10,5 J x 20"
Posteriore invernale
285/35 ZR20 10,5 J x 20"
Freni
Anteriore
398 mm x 38 mm
Posteriore
360 mm x 32 mm
Trasmissione e cambio
4RM e Cambio F1 Doppia Frizione a 7 marce
-
Controlli elettronici
Controllo 4RM (integrazione dei controlli di F1-Trac, Ediff e PTU); ABS/EBD; ESC
-
Sospensioni
SCM3
-
Prestazioni
Velocità massima
335 km/h
0-100 km/h
3.7 sec
0-200 km/h
11 sec
100-0 km/h
35 m
Rapporto peso/potenza
2.7 kg/CV
Consumi ed emissioni (combinato ECE + EUDC)
Consumo**
15,4 l/100 km
Emissioni CO2**
360 gr/km
Note
*
Allestimento base Europa
**
Con allestimento HELE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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FERRARI SA-APERTA (anno 2010)

Anteprima della supercar di Maranello che porta le iniziali di Sergio e Andrea Pininfarina ai quali viene reso omaggio per gli 80 anni della fabbrica. Deriva dalla 599 Gto, motore V12 da 670 Cv. Prezzo: oltre 400.000 euro

Un grande omaggio a un grande stilista: Pininfarina. La Ferrari presenta al Salone di Parigi la SA APERTA, serie speciale prodotta in tiratura limitatissima di 80 esemplari, già tutti venduti. Sono 80 come gli anni della Pininfarina che la Ferrari ha voluto celebrare rendendo omaggio nella sigla anche a Sergio e Andrea che hanno legato il nome della loro azienda ai modelli di più grande successo della Casa di Maranello.

Non è una novità per la Ferrari, quella di legare ai suoi più celebri partners alcune delle grandi supercar del presente. Come è stato per la 612 Scaglietti, la granturismo più datata nel listino della Ferrari, dedicata alla carrozzeria di Sergio Scaglietti che dal 1951 collabora con la Casa di Maranello.
La SA APERTA è una roadster che consente di vivere en plein air le emozioni offerte dalla tradizionale architettura con motore V12 anteriore. La vettura è infatti dotata solo di un leggera capote da usare in caso di condizioni atmosferiche particolarmente avverse.
Il parabrezza ribassato e l’altezza totale ridotta conferiscono alla SA APERTA un aspetto slanciato e filante. Dal montante anteriore si sviluppa un movimento ad arco che si conclude posteriormente su due pinne con funzione aerodinamica e che permette la perfetta integrazione dei due roll-bar sagomati sul profilo dei sedili.
Il telaio, ridisegnato, è dotato di una rigidezza paragonabile alla berlinetta 599 Gto e con una differenza di un peso trascurabile grazie al lavoro compiuto sulle linee di forza della struttura.
Con i suoi 670 CV la SA APERTA interpreta lo spirito sportivo della 599 Gto, incorporando la tecnologia Ferrari più avanzata per prestazioni di assoluta eccellenza e il massimo divertimento di guida. Il design sportivo anche degli interni si caratterizza per il ricorso a materiali, trattamenti e colori particolarmente ricercati, che grazie alle infinite combinazioni possibili rendono ogni esemplare della SA APERTA un pezzo esclusivo ed unico.
Esclusivo e unico anche il prezzo: oltre 400.000 euro. Ma chi si può permettere una meraviglia del genere non ha problemi di certo per pagarlo.

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FERRARI 599 GTO (anno 2010)

Super test con la vettura di serie più potente mai prodotta a Maranello. Derivata dalla 599XX è in grado di toccare i 335 orari. Su strada è incredibilmente veloce e incollata all'asfalto.

599 e non una di più, proprio come la sua sigla: 599 GTO. Quella che è la più recente 12 cilindri Ferrari è una specie di arma assoluta. Messa in cantiere quale evoluzione della già esuberante GTB spinta da un V12 di 6 litri da 620 cv di potenza, dichiara 670 cv a 8250 giri ed è la Ferrari stradale più potente di sempre.  

Deriva dalla 599XX messa a punto per la clientela desiderosa di scendere in pista con una vettura pensata apposta per questo, o quasi. La 599 GTO pesa circa un quintale in meno della GTB, grazie a mirati alleggerimenti di parecchie componenti, tra parti meccaniche, carrozzeria e interni.

La linea è aggressiva, con ampio uso di fibra di carbonio nello spoiler anteriore, nelle minigonne laterali e nel grande diffusore aerodinamico dietro. Lo stile della GTB, firmata da Pininfarina, è comunque rimasto inalterato.

Sono molti gli aspetti che all’interno danno da pensare di essere alla guida di un’auto da corsa, non solo per gli ampi inserti in fibra di carbonio. I sedili anatomici alleggeriti e in un pezzo unico sono dotati di cinture di sicurezza a 4 punti. E il volante a tre razze è dotato di uno speciale manettino per regolare su cinque posizioni diverse l’intervento di controllo di trazione, controllo di stabilità, velocità di risposta del cambio, taratura delle sospensioni e antibloccaggio dei freni.

Lo stesso impianto frenante è in materiale carboceramico della seconda generazione, ossia anche con pastiglie e non solo dischi in materiale composito. Il cambio è unicamente di tipo elettroattuato, con comandi al volante in stile Formula 1 tramite due leve fisse ai lati della corona.

In listino a 320.000 euro, i 599 esemplari prodotti sono già stati tutti venduti. Guidare la 599 GTO rappresenta dunque una rara occasione, ma certamente di quelle che lasciano entusiasti.

Il contagiri a sfondo giallo è in bella evidenza al centro della strumentazione, ma guidando in maniera brillante non si fa in tempo a leggerlo! Aiutano dunque i cinque led rossi che, accendendosi in successione, dicono che gli 8500 giri di entrata in funzione del limitatore si avvicinano ed è ora di passare alla marcia superiore.

Le cambiate avvengono in 60 millesimi di secondo, neppure un batter di ciglia, e il motore urla spinto al massimo nella configurazione “race”, quasi come uno Stuka in picchiata durante la seconda guerra mondiale: tanto che tutti si affrettano a lasciar strada alla coupé di Maranello.

Spinta verso il limiti, la 590 GTO richiederebbe una decina di patenti di scorta… anche se i margini di sicurezza sono notevoli grazie a tenuta di strada e frenata eccezionali.

Solo la pista può, in ogni caso, dare un’idea delle possibilità della nuova GTO. Che, ricordiamolo, è in grado di toccare i 335 orari accelerando da 0 a 100 km/h in 3,35 secondi e da 0 a 200 all’ora in 9,8 secondi.

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FERRARI 458 ITALIA (anno 2009)

La Ferrari 458 Italia è un'auto sportiva, con carrozzeria di tipo berlinetta, costruita dalla casa automobilistica italiana Ferrari, dal 2009.

Meccanica

Si tratta di una vettura a due posti, con motore 8 cilindri disposti a V. La denominazione della vettura fa un riferimento alla cilindrata (di 4,5 litri), seguito dal numero dei cilindri del motore. La vettura è stata presentata in anteprima sul web il 28 luglio 2009, mentre la presentazione ufficiale è avvenuta alla 63ª edizione del Salone dell'auto di Francoforte che si è svolta dal 17 al 27 settembre 2009.

Il nuovo prodotto, secondo i comunicati aziendali, è frutto di un'importante evoluzione tecnica che le consente di ottenere emissioni e consumi inferiori rispetto al precedente modello "F430", pur avendo maggiore cilindrata e potenza. Tale miglioramento è merito del contenimento dei pesi e dell'attenzione ad una valida profilatura aerodinamica che genera un carico verticale di 140 chilogrammi a 200 km/h con un coefficiente di resistenza aerodinamica pari a 0,33 Cx.

La "458 Italia" monta un motore V8 di 90° montato in posizione posteriore-centrale, dotato di iniezione diretta e affiancato ad un cambio elettroidraulico a doppia frizione con 7 rapporti, tecnologia che la casa italiana aveva già sperimentato sulla recente California Il propulsore è caratterizzato da un rapporto di compressione particolarmente elevato (12,5:1), ottenuto anche grazie ad una ridotta altezza di compressione dei pistoni.

La vettura è sviluppata su un telaio in lega d'alluminio realizzato con tecnologie di derivazione aerospaziale,[1] con sospensioni anteriori a triangoli sovrapposti e multilink per quelle posteriori.

La vettura è dotata di un'unica centralina Magneti Marelli abbinata al manettino Ferrari di derivazione Formula 1. Un'unica centralina consente di gestire e disinserire l'E-Diff (differenziale elettronico), il F1-Trac (sistema di trazione) e l'ABS.

Particolare attenzione è stata prestata all'ergonomia degli interni e dei comandi di guida, questi ultimi tutti raggruppati sul volante per garantire una maggiore concentrazione alla guida senza distogliere le mani dallo stesso.[2]. Alla creazione e alla messa a punto della vettura ha partecipato, come consulente, il pilota automobilistico pluri-iridato di Formula 1 Michael Schumacher.

Carrozzeria

Il profilo estetico della carrozzeria richiama le classiche linee sportive, generalmente create dalla Pininfarina per i precedenti modelli Ferrari, inserendo alcuni particolari innovativi, come i nuovi gruppi ottici a "scimitarra", simili a quelli della Ferrari California, e la sistemazione dei tre terminali di scarico, uniti al centro del paraurti posteriore, molto simili a quelli della Ferrari F40. Questi ultimi presentano due misure differenti: più piccolo quello centrale e più grandi quelli laterali.

Dati tecnici

La Ferrari 458 Italia è lunga 4527 mm per 1937 mm di larghezza e 1213 mm di altezza con un passo di 2650 mm. Il propulsore V8, di una cilindrata complessiva di 4.499 cm³, eroga 570 CV a 9000 giri (con una potenza specifica di 127 CV/litro), con una coppia massima di 540 N·m a 6000 giri (con coppia specifica di 120 N·m/litro). Oltre l’80% di essa è disponibile dai 3250 giri. Questi valori, dichiarati dalla casa, sono da primato assoluto, non solo nei confronti della gamma attuale o della storia della casa automobilistica ma anche nei confronti di tutto il segmento di riferimento.

I consumi e le emissioni (ciclo ECE + EUDC) sono di 13,7 l/100 km pari a 320 g/km di CO2, la vettura ha un peso ridotto, nella versione con cerchi forgiati e sedili racing specifici pesa 1380 kg, il rapporto peso/potenza di 2,42 kg/CV. La distribuzione dei pesi è di 42% all'anteriore e 58% al posteriore. La vettura è dotata di freni a disco Brembo con un sistema di precarico dei pistoni che riduce a 32,5 metri lo spazio di frenata per fermare la vettura da una velocità di 100 km/h.

Sempre secondo quanto dichiarato, la Ferrari 458 Italia arriva ad una velocità di 100 km/h da ferma in meno di 3,5 secondi e raggiunge una velocità massima superiore ai 320 km/h. A migliorare le prestazioni contribuiscono le appendici aerodinamiche anteriori poste ai lati del logo della Casa di Maranello, somiglianti per forma agli alettoni delle monoposto di Formula 1, la cui incidenza viene automaticamente regolata dalle deformazioni assunte a causa della velocità. La trazione, come da tradizione della Casa, è posteriore. La vettura è dotata di cerchi da 20" con pneumatici 235/35 all'anteriore e 295/35 al posteriore.

La 458 Italia nei media

La berlinetta sportiva italiana è apparsa nel video della canzone Safety dell'artista russo Dima Bilan e della cantante statunitense Anastacia.

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FERRARI 599 XX (anno 2009)

Due XX" indizi non fanno una prova ma è davvero forte il sospetto che alla Ferrari la doppia X sia ormai diventata sinonimo di prestazioni estreme, un po’ come quella tripla, XXX, che a ogni latitudine richiama l’idea di "luci rosse". A Maranello, anche con una X in meno, sanno comunque scatenare la libidine degli appassionati: dopo la FXX del 2005, è ora la volta della 599XX, una sportiva che incarna lo stato dell’arte della tecnologia automobilistica applicata a un’auto a motore anteriore.

SOLO PISTA

Come il numero lascia intuire, questa Ferrari è sviluppata evolvendo in senso sportivo la base della 599 GTB Fiorano. La 599XX non è omologata né per circolare su strada né per gareggiare in alcuna categoria, ma è attesa protagonista di un calendario internazionale di eventi in pista che si svolgerà a cavallo tra il 2010 e 2011, proprio come era stato a suo tempo per la FXX. E, allo stesso modo, l’opportunità di guidarla sarà un privilegio per pochissimi clienti selezionati (per la FXX erano stati 30, tra cui Michael Schumacher), visto che per la 599XX si parla di un costo per il pacchetto "auto-partecipazione eventi" superiore al milione di euro.

SU LE MANICHE

Per giustificare una simile cifra in Ferrari si sono rimboccati per bene le maniche, ribaltando come un calzino la 599 con l’intento di tirarne fuori tutte le potenzialità in fatto di prestazioni. E quanto il lavoro abbia dato i suoi frutti lo dimostra il tempo sul giro dichiarato sulla pista di Fiorano. Il cronometro dice 1’17", meno di quanto fatto dalla citata FXX, che pur aveva dalla sua un’architettura più favorevole, con motore centrale (e telaio in fibra di carbonio), contro quello anteriore della 599.

9000 E UNA NOTTE

già che si parla di motore, vale la pena di iniziare da lì l’esame della 599XX. Gli ingegneri hanno spremuto per bene il V12 sei litri della Fiorano vulgaris, che passa dagli originari 620 cv ai 700 della variante pistaiola. L’incremento è ottenuto grazie soprattutto a un diverso disegno delle camere di combustione, ora libere di respirare meglio grazie a profonde modifiche agli impianti di scarico e di alimentazione, in cui spicca un inedito airbox in carbonio. Altri interventi mirano alla riduzione degli attriti interni e all’alleggerimento di vari componenti, come l’albero motore, che contribuiscono a far salire il regime di rotazione massimo a ben 9.000 giri. Degna spalla di tanto motore è un cambio robotizzato capace di cambiare marcia in soli 60 millisecondi.

FIGLIA DEL VENTO

Ammantata nello stesso colore della F2008, la 599XX sa sedurre però anche da ferma. La sagoma resta quella del modello di serie ma qua e là si notano numerose modifiche volte a migliorare il rendimento aerodinamico. Questa Ferrari adotta un inedito effetto suolo, ottenuto grazie all’Actiflow System, che utilizza due ventole nella zona del bagagliaio per estrarre aria da sotto il fondo sigillato e per espellerla poi da apposite fessure attorno alle luci di coda. L’effetto che si ottiene è duplice: da una parte si riduce la resistenza all’avanzamento, dall’altra si aumenta l’effetto deportante. In tal senso giocano un ruolo importante anche le pinne che ornano i montati posteriori, chiaramente ispirate alla Formula 1. In moneta sonante, il carico verticale a 200 km/h è di 280 kg, pronti a diventare 630 quando si supera la soglia dei 300 all’ora.

SI FERMI CHI PUO’

Per non lasciare nulla al caso in Ferrari hanno scelto di montare anche schermi "wheel donuts" tra le ruote e i freni, che beneficiano così di un maggior raffreddamento. I dischi sono in materiale carboceramico mentre le pastiglie sono in carbonio e permettono di adottare pinze più compatte a parità di efficienza frenante. Tutto ciò fa capolino da dietro cerchi da 19" con canale da 11 all’anteriore e da 12 al posteriore, che calzano pneumatici slick rispettivamente 29/67 e 31/71.

CHIP AL POTERE Per garantire al pilota un comportamento degno di un’auto da competizione senza richiederne però l’impegno fisico, la 599XX porta tra i cordoli anche l’High Performance Dynamic Concept. Il piatto forte del menù sono sospensioni a controllo magnetoreologico di seconda generazione, che, grazie a un’elettronica avanzatissima, non si limitano a reagire in tempo quasi reale alle sollecitazioni ma cercano anche di anticiparle. Quanto basta per convincere anche i piloti professionisti a non staccare i controlli elettronici per migliorare i tempi sul giro e ad affidarsi a loro volta al chip.

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FERRARI P540 SUPERFAST APERTA (anno 2009)

La P540 Superfast Aperta è un’autovettura sportiva costruita dalla Ferrari nel 2009 in un esemplare unico, che si basava sulla 599 GTB Fiorano. È anche conosciuta con il soprannome di The Golden Ferrari.

Edward Walson commissionò la costruzione della vettura nel 2008, chiedendo alla Ferrari di fabbricare un’interpretazione moderna del modello placcato d’oro, realizzato da Medardo Fantuzzi, per l’episodio diretto da Federico Fellini intitolato Toby Dammit del film Tre passi nel delirio. La “P540 Superfast Aperta” rappresentava la seconda automobile di un programma speciale. Era una cabriolet due posti con motore centrale e trazione posteriore

Il modello fu svelato al pubblico l’11 dicembre 2009, ma ci furono immagini in anteprima

Motore

Il motore era un 12 da 5999 cc che erogava una potenza di 620 CV e una coppia di 448 N•m, rispettivamente a 7600 ed a 5600 giri al minuto. La denominazione ufficiale del motore era Tipo F140c.

Trasmissione

La trasmissione era composta da un cambio a sei rapporti semiautomatico derivante dalla Formula 1.

Lo sviluppo

Progettata da Pininfarina e costruita a Maranello, questo modello era omologato alle norme ed ai requisiti internazionali riguardanti la sicurezza. Usando come materiale di costruzione la fibra di carbonio, la vettura era sufficientemente rigida per la conversione della 599 GTB Fiorano in una versione cabriolet. Il tempo impiegato per il suo sviluppo fu di 14 mesi.

Lunghezza: 4731 mm

Larghezza: 1954 mm

Altezza: 1300 mm

Passo: 2750 mm

Massa: 1710 kg

Design: Pininfarina

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FERRARI GT CALIFORNIA (anno 2008)

La California è il primo modello nella gamma Ferrari ad adottare una carrozzeria di tipo coupé-cabrio, con capote in metallo, scomponibile e ripiegabile. Inizialmente il prototipo era denominato F149, ma la casa di Maranello ha poi deciso di rievocare la storica Ferrari 250 GT California della quale il nuovo modello riprende alcuni tratti stilistici.

Il design

La carrozzeria della vettura è caratterizzata da molteplici richiami al passato, con elementi stilistici classici mescolati a nuovi tagli sportivi in linea con l'attuale stile Ferrari. La casa produttrice espone la scelta stilistica di questa vettura come un elegante equilibrio di superfici concave e convesse che dona alla California un aspetto in classico stile Ferrari[1]. Il design è a cura di Pininfarina che ha collaborato con la Ferrari anche per il sistema di movimento del tettuccio rigido elettronico, campo in cui la Pininfarina è presente da molti anni, gli studi aerodinamici hanno permesso di ottenere un corpo vettura che genera una deportanza di 70 kg ad una velocità di 200 km/h.

Struttura

Il telaio della California è modulare in alluminio e la struttura della vettura è caratterizzata da uno schema transaxle, con motore in posizione anteriore/centrale a trasmissione posteriore, che distribuisce il 53% dei pesi sul posteriore. La capote rigida è elettronica azionabile dall'abitacolo tramite un tasto, il tempo per la completa apertura e chiusura dichiarato dalla casa è fra i 14 e i 15 secondi e il peso della capote rigida è inferiore a tutte le capote in tela degli altri modelli Ferrari. L'auto è lunga 4,56 metri e larga 1,90 metri.

Meccanica e motore

La California è dotata di un motore V8 con angolo tra le bancate di 90° completamente inedito, forgiato in alluminio, ha una cilindrata di 4.296 cm³ ed è dotato di un sistema di alimentazione ad iniezione diretta, eroga una potenza massima di 460 CV a 7.500 giri/min; la trasmissione con doppia frizione è posteriore a 7 rapporti, cambio automatico o sequenziale comandi al volante. Grazie ad un dispositivo, denominato Launch Control, ripreso dal reparto corse Ferrari, la California passa da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi mentre la velocità massima è di 310km/h. Un altro sistema direttamente derivato dal reparto corse della Ferrari è l’F1 Trac Evoluzione, un sistema di controllo della motricità, controllato dal manettino, che offre un’accelerazione più uniforme e un aumento del 20% dell'accelerazione in uscita di curva rispetto ai sistemi tradizionali di trazione e stabilità. Le sospensioni multilink sono caratterizzate da una struttura a doppia forcella ad A, che grazie al F1 Trac offrono un maggiore comfort alla vettura. L'impianto frenante è Brembo formato da dischi in carboceramica. il consumo medio dichiarato dalla Casa è di 13,2 l/100 km ed emissioni di 310 g/km di anidride carbonica. Alla creazione e alla messa a punto della vettura ha partecipato, come consulente, il pilota automobilistico pluri-iridato di Formula 1 Michael Schumacher.

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FERRARI SCUDERIA SPIDER 16M (anno 2008)

Una sorpresa, un regalo, un sogno per migliaia di tifosi. Si chiama Ferrari Scuderia Spider 16M ed è l’ultima fuoriserie della Casa del cavallino rampante presentata in occasione delle “Finali Mondiali”presso l'Autodromo Internazionale del Mugello.E’ un’auto, di cui si parlava da tempo e che Ferrari ha voluto dedicare alla vittoria (agrodolce) del Campionato Mondiale Costruttori 2008. Solo 499 esemplari. Una serie limitata dunque, destinata a quei clienti appassionati che vogliono abbinare alle prestazioni già estreme ed entusiasmanti dalla Scuderia, il fascino di una vettura scoperta.
La Ferrari Scuderia Spider 16M si riconosce dalla livrea specifica disponibile in due varianti: la configurazione base è nera con contorno grigio; in alternativa è disponibile la livrea tricolore nel catalogo di personalizzazione "Carrozzeria Scaglietti". Sulla griglia posteriore è presente la targhetta celebrativa del 16° mondiale Costruttori F1 conquistato dalla Ferrari. Per quanto riguarda gli interni, a sottolineare l'esclusività della vettura, la targhetta "serie limitata" realizzata in argento e posizionata al centro della plancia sopra le bocchette di aerazione. Ulteriori contenuti esclusivi sono il roll bar con guscio esterno in carbonio e l'impianto audio specifico di ultima generazione a cui possibile abbinare l'
Ipod Touch 16 GB personalizzato Ferrari estraibile con alloggiamento sulla vela centrale della plancia
Dal punto di vista tecnico la Scuderia Spider è caratterizzata da un peso a secco di 1340 Kg (- 80 kg rispetto alla F430 Spider), che grazie alla potenza di 510 CV erogata dal motore V8 e ad un rapporto peso potenza di 2.6 kg\CV, assicura prestazioni di assoluto rilievo: accelerazione 0-100 km/h in soli 3.7 secondi e velocità massima di 315 km/h.

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FERRARI F430 SCUDERIA (anno 2008)

Ad agosto 2007 Ferrari ha diffuso le foto ufficiali della 430 Scuderia, una versione alleggerita e potenziata pensata per la pista ed erede della 360 Challenge Stradale. In questa vettura sviluppata in collaborazione con Michael Schumacher, in particolare il peso viene ridotto di 100 kg per arrivare a 1.250 a secco e 1350 in ordine di marcia, e il motore è potenziato a 510 cv e 470 N·m di coppia, con un regime massimo raggiungibile dal motore di 8640 rpm, per un rapporto peso potenza di 2,45 kg/CV. L'accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 3,6 s, la velocità massima è di 320 km/h e il chilometro da fermo viene percorso in 20.9 s. È stata dotata anche di potenti freni carboceramici che contribuiscono all'alleggerimento generale della vettura. Rispetto alla F430 stradale cambiano anche le opzioni del manettino disponibili: sparisce l’impostazione neve/ghiaccio più blanda, si parte quindi da fondi sdrucciolevoli, passando poi per normal,Sport, Race ed i nuovi CT barrato e CST barrato. In queste due ultime posizioni si lascia prima il solo controllo di stabilità e, come ultimo ed estremo Setup, si lascia tutto al totale controllo del pilota. La 430 Scuderia è stata presentata proprio da Michael Schumacher al Salone dell'auto di Francoforte di Settembre 2007[2]. Esteticamente questo modello si differisce dalla versione normale per il nuovo paraurti (caratterizzato da un design più "affilato"),per le minigonne leggermente differenti (in particolare per le prese d' aria davanti alle ruote posteriori) ma soprattutto dal posteriore più sportivo con un nuovo estrattore areodinamico e presa d' aria più grande. Da notare i due grossi terminali di scarico singoli (in posizione quasi centrale) in sostituzione ai classici doppi di dimensione relativamente contenuta. I cerchi pentarazze sono diversi e verniciati oro. Il corpo della vettura è attraversato longitudinalmente da una coppia di fasce sfumate. Gli specchietti laterali sono in carbonio con trama a vista. Anche gli interni risultano essere ancora più sportivi rispetto alla F430 in configurazione standard.

  • Lunghezza:4512 mm
  • Larghezza:1923 mm
  • Altezza:1214 mm
  • Passo:2600 mm
  • Carreggiata anteriore:1669 mm
  • Carreggiata posteriore: 1616 mm
  • Peso in ordine di marcia: 1450 kg
  • Motore Numero di cilindri:8 cilindri a V90°

  • Alesaggio x corsa: 92 mm x 81 mm

  • Cilindrata unitaria:538,5 cm3

  • Cilindrata totale: 4.308 cm3

  • Rapporto di compressione:11,3:1

  • Potenza massima: 360,4 kW (490 CV a 8.500 giri/min)

  • Coppia massima: 465 Nm (47,4 kgm) a 5.250 giri

  • Potenza specifica: 114 CV/l

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FERRARI MILLECHILI (anno 2007 concept car produzione 2011)

La millechili” è anche il progetto grazie al quale la Ferrari svilupperà e costruirà delle vetture con basso peso. Lo sviluppo è in collaborazione con la facoltà di ingegneria meccanica dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Millechili Lab, questo il nome del progetto, è un’intesa che coinvolge gli studenti nello studio di vetture a basso peso.

La produzione del modello è previsto per il 2010. Sarà basato sul corpo vettura in alluminio della F430, con 2650 mm di passo ed un motore V10 erogante 600 CV

La concept car Millechili, con ritrovati tecnici provenienti anche dalla FXX, sarà la base di una nuova fuoriserie della Ferrari.

Il progetto Millechili

Lo scopo principale del progetto Millechili è di studiare e progettare telai di autovetture leggere per modelli ad alte prestazioni, grazie al lavoro di studenti e dottorandi[1].

Ci sono solo poche condizioni per la progettazione, più precisamente la possibilità di messa in serie dei prodotti ed il rispetto delle alte prestazioni richieste ai modelli. I futuri telai, creati per vetture con motore centrale, dovrebbero essere disponibili nel 2012.

Il progetto ha a disposizione diversi ritrovati tecnici, tra cui delle workstation con sistema Unix, oltre a due con sistema Windows. Ogni PC era fornito di diversi software, come il CAD, gli stessi usati dalla Ferrari. Ciò fu fatto per la semplificazione della trasmissione dati.

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FERRARI FS 599 (prototipo anno 2007)

Cita fonti interne alla casa di Maranello, la Ferrari avrebbe deciso di entrare nel segmento dei SUV di lusso per contrastare la Porsche Cayenne prsunta presentazione per l'anno 2011 Attualmente noto con il nome di Ferrari FS 599 Fuoristrada, il progetto ambisce a diventare il SUV piu’ veloce al mondo e dovrebbe essere presentato al Salone di Ginevra nel 2010.
Il motore sarebbe derivato da quello della Ferrari 599 GTB Fiorano e dovrebbe garantire 600 cavalli. Le doti off-road non sembrano una delle priorità del team di progettazione e la potenza sarà probabilmente ripartita per due terzi al posteriore. Il peso sarà di circa 2,2 tonnellate ma lo scatto 0-100 Km/h dovrebbe comunque avvenire in meno di cinque secondi grazie al cambio derivato dalla F1. L’obiettivo è una velocità massima di 300 Km/h per eclissare facilmente le prestazioni della Cayenne Turbo. Il prezzo sarà probabilmente di circa 250.000 Euro.

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FERRARI GTB FIORANO (ANNO 2007)

La Ferrari 599 GTB Fiorano è un'autovettura coupé presentata nel 2006 al Salone dell'automobile di Ginevra e che viene prodotta dalla Ferrari dall'anno 2007.

Nel nome, 599 rappresenta la cilindrata, GTB è l'acronimo di Gran Turismo Berlinetta e Fiorano indica il paese in cui si trova la pista di prova della Ferrari, per indicare l'utilizzo per cui la 599 è stata pensata. Si tratta di una gran turismo del "Cavallino", disegnata con la collaborazione di Pininfarina e considerata l'erede della 575M Maranello. Al momento dell'uscita era anche la V 12 stradale più potente mai costruita a Maranello dopo la Ferrari Enzo. Questa supercar monta un motore da 5.999 centimetri cubici, derivato da quello della Enzo, con dodici cilindri a V di 65 gradi da 620 cavalli, montato in posizione anteriore centrale. Supera i 330 Km/h e raggiunge i 100 km/h in soli 3,7 secondi[1]. I tanti aiuti elettronici permettono a chiunque abbia un minimo di esperienza di poter guidare con sicurezza la 599 GTB; così tutta l'esperienza della scuderia in Formula 1 viene trapiantata dalla pista alla strada. Sul mercato si trova a confrontarsi con i modelli più prestazionali di altre case automobilistiche famose come ad esempio la Lamborghini Murciélago o la Aston Martin DBS V12.

La 599XX e la 599 HGTE

La 599XX è la versione più "cattiva" della normale 599 e può essere usata solo in pista. Il motore (il 6.0 V12) è lo stesso ma con potenza aumentata fino a 730 CV e un carico aerodinamico di 630 kg a 300 km/h[2]. La 599 GTB Fiorano HGTE (che sta per Handling Gran Turismo Evoluzione) è una versione che ha modifiche tecniche sulla meccanica, sull'assetto e sugli pneumatici per conferire un handling ancora più sportivo e compatto, con inserimenti più repentini in curva e maggiore prontezza di risposta ai comandi.

La 599XX è la prima auto derivata da un modello stradale ad abbattere il record dei 7 minuti sul circuito tedesco del Nürburgring con un tempo di 6:58.16, battuto però, nel mese di giugno dalla Pagani Zonda R con un tempo di 6:47.50.

599 GTO

Il giorno 8 aprile 2010 è stata presentata in anteprima mondiale sul sito della casa la 599 GTO (Gran Turismo Omologato); si tratta di una serie speciale in tiratura limitata a 599 esemplari. Questa versione, che si potrebbe definire la variante stradale dell'estrema 599XX, è caratterizzata da prestazioni ulteriormente migliorate rispetto a quelle della HGTE, grazie a una potenza massima portata a 670 CV, una coppia massima di 620 Nm erogata a 6500 giri/min ed una ulteriore riduzione di peso che ha portato a contenere la massa in 1490 kg[5]. Il rapporto peso/potenza è stato portato a 2,23 kg/CV ed il cambio è stato modificato per gestire la scalata multipla.

Con una velocità massima dichiarata di oltre 335 km/h, e un'accelerazione da 0 a 100 e da 0 a 200 km/h rispettivamente in 3,35 e in 9,8 s, si tratta di una delle Ferrari più veloci di sempre.

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FERRARI P4/5 (anno 2006)

La Ferrari P4/5 (nome ufficiale Ferrari P4/5 by Pininfarina) è un'automobile ad alte prestazioni. La Ferrari Enzo costituisce la base per questa vettura, ridisegnata dalla Pininfarina per il collezionista americano James Glickenhaus e prodotta in un unico esemplare.

L'ordinante voleva una Enzo che però assomigliasse alla Ferrari 330 P3/4 del 1967, che lo stesso ha restaurato. Questo desiderio gli è costato 4 milioni di dollari.

La P4/5 è stata presentata il 18 agosto del 2006 al Concorso d'eleganza a Pebble Beach.

Sviluppo

Nel 2005 James Glickenhaus immaginava una moderna interpretazione della Ferrari P3/4, e nel 2006, in giugno, firmò un contratto con la Pininfarina. Dopo aver comprato l'ultima Ferrari Enzo la portò alla famosa carrozzeria insieme all'immagine della Ferrari 330 P4, della quale la P3/4 ha la carrozzeria. Ken Okuyama, lo stilista capo Pininfarina, era felice di poter sia disegnarla che costruirla

Anche se la P4/5 ha molte parti in comune alla Enzo, più di 200 parti sono state create appositamente per la P4/5. Il design è di Jason Castriota

Interni

Gli interni sono stati disegnati in gran parte da Glickenhaus stesso. Contengono un iPod e un computer portatile. La P4/5 ha anche il condizionatore potenziato e un roll-cage in alluminio modificato per realizzare la visione di Glickenhaus. I sedili sono su misura del collezionista americano e di suo figlio.

Esterno

Rispetto alla vettura d'origine, la "Enzo", presenta un peso inferiore di 270 kg e un'aerodinamica migliorata, soprattutto nel campo della resistenza all'avanzamento, determinando una stabilità e un'aderenza migliorate.

Caratteristiche

  • Accelerazione 0-100 km/h: 3,55 secondi

  • Velocità massima: 362 km/h

Motore

Il propulsore, rimasto lo stesso della Enzo presenta le seguenti caratteristiche:

  • Tipo: V12 a 65° con 5998 cc e 4 valvole per cilindro.

  • Potenza: 660 CV (485 kW) a 7800 giri/min

  • Coppia massima: 657 Nm a 5500 giri/min

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FERRARI FXX EVOLUZIONE anno 2006)

L’innovativo programma FXX, basato sull’omonimo prototipo e varato dalla Ferrari nel giugno del 2005, viene esteso al biennio 2008/2009. La vettura, espressione più avanzata della tecnologia sviluppata a Maranello, è aggiornata con un pacchetto evolutivo volto a migliorarne ulteriormente guidabilità e prestazioni. Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione tra la Ferrari e i suoi “Clienti Collaudatori”, a cui si è aggiunto il prezioso supporto di Michael Schumacher.Gli esemplari FXX dotati di questo aggiornamento sono riconoscibili anche dalla nuova livrea, oltre che dal diverso profilo delle ali posteriori.
L’utilizzo della FXX, non omologata per l’impiego stradale e per la quale non è previsto alcun impiego nelle competizioni, è esclusivamente riservato alla pista nell’ambito dello specifico programma di ricerca e sviluppo, concordato con un selezionato gruppo composto da oltre venti “Clienti Collaudatori” svolto nel corso di 14 sessioni collettive e altrettante private, nel corso dei primi due anni di vita del programma. Grazie ai rilievi forniti da questi ultimi, sulla base degli oltre 16.500 chilometri di test effettuati nel 2006 e ai 18.500 nel 2007, gli interventi si sono concentrati sulle aree dell’aerodinamica, della meccanica e dell’elettronica. Michael Schumacher ha affiancato i clienti nel ruolo di test driver, mettendo a disposizione la propria esperienza in più occasioni. Anche grazie al contributo del sette volte Campione del Mondo di Formula 1, le conoscenze acquisite attraverso il programma FXX hanno trovato immediata applicazione su di una vettura Ferrari di produzione. La nuova 430 Scuderia, berlinetta a forte vocazione sportiva nata sulla base della F430, incorpora infatti alcune soluzioni tecniche sperimentate proprio sulla FXX: il “Base Bleed”, effetto di lavaggio della sovrapressione nel vano ruota, che migliora l’efficienza aerodinamica, e il sistema di accensione dotato di centralina dedicata, in grado di rilevare le correnti di ionizzazione al fine di ottimizzare l’anticipo del motore.
I tecnici di Maranello hanno quindi potuto sfruttare questo patrimonio di informazioni per mettere a punto un kit di aggiornamento, che permette di abbassare il tempo di percorrenza sul giro a Fiorano a meno di 1′16′’, contro 1′18′’ della versione precedente. Il motore V12 di 6262 cm3 è ora in grado di erogare 860 CV a 9500 giri/m con una cambiata che avviene in un tempo di 60 ms. (valore inferiore di 20 ms. rispetto al precedente), con rapporti adeguati ai 1000 giri/m in più offerti dal propulsore. Il nuovo sistema di traction control, sviluppato in stretta collaborazione con gli ingegneri della Gestione Sportiva, permette al pilota di scegliere tra 9 diverse impostazioni (più la posizione off) gestibili da un manettino posizionato sul tunnel centrale. Questo sistema consente al pilota di regolare in modo accurato la vettura, variandone il comportamento anche curva per curva, come i piloti di Formula 1 sono soliti fare per massimizzare le prestazioni e ridurre il degrado degli pneumatici. Il controllo della trazione è quindi ora meno invasivo e più flessibile nell’adattarsi allo stile di guida del singolo pilota, un’esigenza emersa dall’uso in pista di questa vettura ad elevate prestazioni da parte di guidatori non professionisti. Le specifiche coperture Bridgestone da 19′’ traggono ulteriori benefici in termini di consumo dall’introduzione di un nuovo set up della vettura e di una sospensione anteriore ulteriormente sviluppata, mentre l’impianto frenante Brembo, dotato di dischi di generose dimensioni in Composite Ceramic Material, è ora più efficiente e in grado di assicurare un durata doppia delle pastiglie. Le indicazioni dei collaudatori hanno poi spinto gli ingegneri della Ferrari a studiare nuove soluzioni per aumentare il carico aerodinamico al retrotreno. Sono stati pertanto introdotti un nuovo estrattore posteriore, un nuovo nolder e nuove ali posteriori, che generano un incremento complessivo del 25% in termini di efficacia aerodinamica. Adeguata a queste modifiche anche la gestione dell’aerodinamica attiva anteriore. Grazie all’aggiunta di nuovi canali alla telemetria che indica ora anche i valori di angolo sterzo e pressione pompa freni, l’interazione tra il “Cliente Collaudatore” e i tecnici del Cavallino Rampante è ancor più rafforzata. Infine, dal prossimo anno sarà possibile installare due ulteriori telecamere che, in aggiunta a quella già esistente orientata verso il posteriore, forniranno al pilota, grazie agli schermi montati in abitacolo, una visibilità ottimale dal posto di guida senza sacrificare in alcun modo l’aerodinamica. Il pacchetto evoluzione della FXX comprende la partecipazione ad una serie di eventi in pista che la Ferrari organizzerà nel 2008/2009 in diversi circuiti a livello internazionale. Saranno sei gli appuntamenti per ciascun anno (due in Nord America, due in Europa e due in Asia) ai quali si aggiungerà, come ormai tradizione, il prestigioso fine settimana delle Finali Mondiali, al termine di ciascuna stagione sportiva. In queste occasioni, come già avvenuto nel biennio 2006/2007, le vetture saranno seguite da un team ufficiale di quindici tecnici, tra ingegneri, elettronici e meccanici, in grado di fornire tutta l’assistenza e il supporto necessari al cliente, che potrà comunque continuare a scendere in pista anche autonomamente, in occasione di sessioni private.

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FERRARI F430 (anno 2004)

La F430 è una berlinetta supersportiva prodotta dalla Ferrari dal 2004 al 2009; ha sostituito in catalogo la 360 Modena e a sua volta è stata sostituita dalla 458 Italia.

Il contesto

Presentata ufficialmente durante il Motor Show di Parigi nel settembre 2004, la F430 segna l'arrivo di una nuova generazione di modelli, con Motore V8, prodotti dalla Ferrari.

Questa autovettura porta con sé uno sviluppo nell'uso dell'alluminio, iniziato con la 360 Modena. L'auto offre inoltre molte innovazioni significative, che derivano dall'esperienza accumulata in Formula 1. La F430 è infatti stata la prima auto al mondo a montare l'E-Diff, un differenziale elettronico, e il cosiddetto "manettino" derivato dalla F1, che permette di controllare le dinamiche del veicolo. La produzione di questo modello è terminata nel 2009.

La doppia presa d'aria anteriore di forma ovoidale era simile alla 156 F1, quest'ultima soprannominata sharknose, letteralmente naso di squalo.

Meccanica

Il motore della F430 è un V8 di 90° con monoblocco e testate realizzate in lega di alluminio. Rispetto all'unità montata sulla Ferrari 360, esso presenta varie differenze a livello di componentistica. Innanzitutto ha subito un incremento di cilindrata, passando da 3.586 cc a 4.308 cc; nonostante ciò, il peso dello stesso è diminuito di circa 4 kg, mentre le performance sono notevolmente migliorate, con un aumento del 25% della coppia, che arriva a 465 Nm a 5.250 giri/min, ed un aumento del 23% della potenza, che tocca i 490 CV a 8.500 giri/min. In linea con le ultime scelte tecniche, la F430 ha una distribuzione a 4 valvole per cilindro con doppio albero a camme in testa per bancata.
Il miglioramento delle prestazioni, la riduzione del peso e delle dimensioni della vettura sono, tutti, affinamenti da attribuire anche al lavoro svolto dalla sezione sportiva della casa di Maranello. La velocita massima dichiarata dalla casa, è di 315 km/h per la berlinetta e di 310 km/h per la spider, mentre l'accelerazione da 0 a 100 km/h viene effettuata in 4,00 secondi per la berlinetta e 4,10 secondi per la spider.

Una delle caratteristiche tecniche presenti sulla F430 è l' E-Diff, cioè differenziale elettronico. Questa soluzione è stata usata per molti anni in F1. In pista, l'E-Diff garantisce la presa massima in uscita dalle curve. Questo sistema è disponibile sia nella versione F1, sia nel modello manuale.

La coppia è distribuita continuativamente alle ruote grazie ad una frizione a doppio disco, controllata da un sistema idraulico. La quantità di coppia realmente trasmessa alle ruote dipende da alcuni parametri di guida (inclinazione del pedale dell'acceleratore, angolo di sterzata, velocità di rotazione della singola ruota) e porta vantaggi considerevoli in termini di prestazioni, stabilità, sicurezza attiva e risposta. Gli aiuti elettronici forniti dal differenziale riducono i tempi sul giro, sul circuito di Fiorano, di circa tre secondi rispetto alla 360 Modena. Una nuova intelaiatura della trasmissione in alluminio ospita la scatola del cambio insieme col differenziale elettronico, così come il serbatoio dell'olio. il cambio è a 6 rapporti e l'ultima marcia è stata allungata per permettere un miglior utilizzo della potenza e della coppia del nuovo motore. La Ferrari F430 è disponibile sia con il cambio manuale classico, sia col cambio F1, con le leve dietro il volante, che la Ferrari ha continuamente sviluppato e raffinato da qualche anno a questa parte. Cambiare marcia richiede appena 100 millisecondi.

Come nella Formula 1, il guidatore della F430 può cambiare la messa a punto della sua automobile per mezzo del selettore posizionato sul volante. Il manettino è un commutatore rotante che è stato adottato direttamente dalla corsa. Questo interruttore controlla celermente le regolazioni delle sospensioni, la stabilità ed il controllo della trazione, l'E-Diff e la velocità di innesto delle marce (col cambio F1), e ovviamente coordina al meglio il funzionamento di tutte queste funzioni. Il manettino permette di cambiare le regolazioni per soddisfare le preferenze personali del guidatore, a seconda dello stato del fondo stradale e del grip offerto dall'asfalto. Le regolazioni a disposizione del guidatore sono 5, ovvero: Ghiaccio, Normal, Sport, Race & CST OFF. A seconda della regolazione scelta, il controllo della stabilità ed il controllo della trazione saranno attivati o disattivati.

Le sospensioni della F430 sono del tipo a triangoli sovrapposti sia all'anteriore che al posteriore, per la prima volta su Ferrari V8 sono regolabili per fornire un equilibrio fra sportività e comodità. Lavorando in stretta collaborazione con Brembo, gli assistenti tecnici del Ferrari hanno sviluppato dei dischi con una lega che include l'uso del molibdeno per migliorare la dissipazione di energia e calore. Questa nuova lega fornisce prestazioni di frenata significativamente migliori senza aumentare peso e dimensioni. Un'alternativa eccezionale sono i dischi in ceramica che forniscono un rendimento ancora superiore con, in più, una significativa riduzione di peso.

Estetica

L'aerodinamica della F430 ha determinato un miglioramento del 50% rispetto alla 360 Modena, conferendo stabilità alle alte velocità. A 200 km/ora, il carico verticale è di 45 chilogrammi maggiore rispetto alla 360 Modena, e diventa di 85 chilogrammi a 300 km/ora. Questo risultato eccellente è stato in parte realizzato includendo un nuovo spoiler nella parte inferiore del paraurti anteriore.

La parte posteriore si fa notare per l'estrattore, che fa aumentare la velocità dell'aria che passa sotto l'auto. Questo passaggio d'aria genera una depressione che schiaccia l'auto al suolo. Le due prese d'aria per il motore sono posizionate vicino la ruota in una zona dove passa un grande flusso d'aria, garantendo così un maggior volume di aria al motore.

Il design dell'auto è stato realizzata da Pininfarina. Tutte le caratteristiche del progetto danno risalto allo stile aggressivo dell'automobile e rispondono a requisiti funzionali precisi per quanto riguarda i flussi di raffreddamento del motore e le proprietà aerodinamiche. La carrozzeria è contraddistinta da due prese di aria ellittiche che alimentano i grandi radiatori richiesti per dissipare il calore del motore. L'ispirazione per la figura è stata presa dalle vetture da corsa della Ferrari, campioni del mondo F1 quell'anno.

I fari anteriori si estendono longitudinalmente e sono estremamente compatti grazie all'uso del bixenon. I fari posteriori posti vicino allo spoiler, e che fuoriescono dalla coda, rendono l'automobile immediatamente riconoscibile anche quando si guida di notte. Davanti le ruote anteriori, gli scarichi dell'aria dirigono il flusso d'aria dal radiatore lungo i lati dell'auto. La sezione posteriore ripropone le caratteristiche che hanno dato alla Enzo una personalità così grande: i fari che fuoriescono dalla carrozzeria e l'estrattore rendono quest'auto riconoscibile a prima vista. Uno scarico per l'aria è stato posto nella parte posteriore per migliorare il raffreddamento nello scompartimento del motore.

Ogni sforzo inoltre è stato fatto per progettare i singoli componenti che danno risalto all'unicità ed alle prestazioni dell'automobile: le ruote sono una combinazione del classico design Ferrari e delle prestazioni eccezionali in termini di rigidità e peso leggero. Gli specchietti, con l'indicazione del modello dal lato del conducente, sono sostenuti da un doppio braccio così come lo erano sulla Testarossa negli anni ottanta. Inoltre i terminali di scarico hanno un high-tech design che li rende molto aggressivi.

Gli interni della F430 sono in controtendenza rispetto alla moda di creare interni ricchi a scapito del peso. Così la F430 adotta la filosofia usata sulla Enzo, che ha puntato sulla funzionalità e sull'uso dei materiali alta tecnologia. L' abitacolo ,quindi,risulta essere minimalista e corsaiolo ma contemporaneamente lussuoso e raffinato. Gli alloggi delle bocchette dell'aria, dei comandi per il riscaldamento e della radio sono realizzate con fibra di carbonio. Gli strumenti includono un grande contagiri posizionato centralmente su una superficie gialla o rossa, evidenziata da un anello esterno di metallo, a fianco il tachimetro che ha come fondo scala i 360 km/h.

I comandi più importanti sono stati posti sul volante, come, per esempio, "il manettino" e il tasto di accensione. I pannelli della portiera hanno un design semplice e funzionale in conformità con la filosofia dell'auto. Anche il tunnel centrale è ridotto al minimo.

Versioni speciali

430 Scuderia

Ad agosto 2007 Ferrari ha diffuso le foto ufficiali della 430 Scuderia[1], una versione alleggerita e potenziata pensata per la pista ed erede della 360 Challenge Stradale. In questa vettura sviluppata in collaborazione con Michael Schumacher, in particolare il peso viene ridotto di 100 kg per arrivare a 1.250 a secco e 1350 in ordine di marcia, e il motore è potenziato a 510 cv e 470 N·m di coppia, con un regime massimo raggiungibile dal motore di 8640 rpm, per un rapporto peso potenza di 2,45 kg/CV. L'accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 3,6 s, la velocità massima è di 320 km/h e il chilometro da fermo viene percorso in 20.9 s. È stata dotata anche di potenti freni carboceramici che contribuiscono all'alleggerimento generale della vettura. Rispetto alla F430 stradale cambiano anche le opzioni del manettino disponibili: sparisce l’impostazione neve/ghiaccio più blanda, si parte quindi da fondi sdrucciolevoli, passando poi per normal,Sport, Race ed i nuovi CT barrato e CST barrato. In queste due ultime posizioni si lascia prima il solo controllo di stabilità e, come ultimo ed estremo Setup, si lascia tutto al totale controllo del pilota. La 430 Scuderia è stata presentata proprio da Michael Schumacher al Salone dell'auto di Francoforte di Settembre 2007[2]. Esteticamente questo modello si differisce dalla versione normale per il nuovo paraurti (caratterizzato da un design più "affilato"),per le minigonne leggermente differenti (in particolare per le prese d' aria davanti alle ruote posteriori) ma soprattutto dal posteriore più sportivo con un nuovo estrattore areodinamico e presa d' aria più grande. Da notare i due grossi terminali di scarico singoli (in posizione quasi centrale) in sostituzione ai classici doppi di dimensione relativamente contenuta. I cerchi pentarazze sono diversi e verniciati oro. Il corpo della vettura è attraversato longitudinalmente da una coppia di fasce sfumate. Gli specchietti laterali sono in carbonio con trama a vista. Anche gli interni risultano essere ancora più sportivi rispetto alla F430 in

Scuderia Spider 16M

Il 9 novembre 2008 è stata svelata la Ferrari Scuderia Spider 16M, variante scoperta della 430 Scuderia. Come indica la sigla 16M, questa versione celebra il 16º titolo mondiale costruttori conquistato dalla Scuderia Ferrari nel campionato di Formula 1 nella stagione 2008. Equipaggiata con il V8 da 510 CV e 470 N·m della analoga versione coupé, questa vettura è in grado di raggiungere una velocità massima di 315 km/h e di effettuare l'accelerazione 0-100 km/h in 3,7 s. La tiratura è di 499 esemplari.

F430 GTC

Variante da competizione della F430, realizzata nel 2006 dal Dipartimento Corse Clienti e sviluppata in collaborazione con Michelotto Automobili a disposizione dei team privati per gareggiare nella classe GT2 delle corse di durata come FIA GT, ALMS, LMS e 24 Ore di Le Mans[3].

L'originale telaio in alluminio viene irrobustito da una gabbia a traliccio tubolare sempre in alluminio posta nell'abitacolo; il motore ha una cilindrata ridotta a 3.996 cc per far rientrare la vettura nella classe di peso dai 3,8 ai 4,0 litri (accorgimento che permette un risparmio di peso di 50 kg, limitando il peso totale a 1.130 kg), la potenza erogata è contenuta in 440 CV per mezzo di flange poste, come da regolamento, sui condotti di aspirazione, monta inoltre due silenziatori sui collettori di scarico per limitare il rumore[4]. A livello aerodinamico il fondo vettura è totalmente piatto come da regolamento, all'anteriore vi è un largo spoiler rasente il suolo e sul paraurti vi sono 2 grandi sfoghi d'aria laterali per lo smaltimento dell'aria calda che investe i radiatori, al posteriore monta un alettone sopra il cofano.

F430 Spider Biofuel

Si tratta di un esercizio di tecnica della casa automobilistica di Maranello, ed è stata presentata nel 2008 al Salone di Detroit. Il suo motore V8 concepito per bruciare un carburante contenente 85% di etanolo, prodotto dalle biomasse, chiamato anche E85. Il propulsore molto interessante è oggetto di studio per altri tipi di competizione con carburanti ecologici[5].

Derivate

A partire da questo modello, a fine novembre 2010 e' stato proposto un prototipo di una nuova versione della Lancia Stratos.[6]

Risultati sportivi

Nelle competizioni ha colto innumerevoli vittorie di classe, le più prestigiose sono:

La F430 nei media

Curiosamente, le prime due presenze della F430 nei film si sono avute nello stesso lasso di tempo (fine estate 2006): è apparsa in anteprima nel film della Disney-Pixar Cars - Motori ruggenti; l'auto, di colore Rosso Corsa, nella pellicola è "doppiata" in tutte le versioni da Michael Schumacher; nel film Miami Vice, uscito in Italia appena un mese dopo Cars, è presente un esemplare (in versione spider F1, colore nero Daytona) della F430, che risulta essere il primo consegnato negli Stati Uniti.

Nel film di Verdone "Italians" nel primo episodio che vede protagonisti Scamarcio e Castellitto, quest'ultimo ne guida una in una sfida (che vince) contro una Lamborghini Murcièlago in una gara nel deserto.

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FERRARI FXX (anno 2004)

La Ferrari FXX è una autovettura ad alte prestazioni prodotta nel 2005 in 30 esemplari. È destinata unicamente all'utilizzo in pista nell'ambito di un programma di ricerca e sviluppo promosso dalla Ferrari a vantaggio dei suoi clienti più appassionati.

L'autovettura usa tecnologia sviluppata sulla Enzo e la combina con tutte le ultime novità della Ferrari e dei suoi fornitori abituali.

Essenzialmente è una evoluzione della Enzo, con cui condivide diverse parti, anche se alcuni componenti significativi sono di nuova progettazione; il motore è basato su quello della progenitrice, ampliato dagli originari 5.998 cc agli attuali 6.262 cc. Anche la potenza ha subito un notevole incremento, passando dai 660 cv ai circa 800 erogati a 8.500 giri nella prima versione presentata nel 2005[1].

Il cambio deriva direttamente dalla vettura di Formula 1 ed ha un tempo di risposta di circa 80 ms; l'impianto frenante è stato anch'esso adeguato, sempre dalla base della Enzo, con i dischi in materiale carboceramico. Gli pneumatici della FXX da 19 pollici (483 mm) tipicamente "slick" sono stati sviluppati espressamente per questa vettura dalla Bridgestone.

Anche le prestazioni di questo modello sono notevoli, con una velocità di punta limitata a 345 km/h essendo un'auto destinata all'unico uso in pista, dove difficilmente si superano tali velocità, mentre la velocità massima stimata senza limitatore è di 390 km/h ed una accelerazione da 0 a 100 km/h inferiore ai 2,8 secondi. Nel 2007 in alcuni test sul Circuito di Fiorano la vettura condotta da Andrea Bertolini ha girato con il tempo di 1'16" stabilendo la sua migliore prestazione, 9 secondi più rapida rispetto al miglior tempo della Ferrari Enzo da cui deriva.

Un'altra caratteristica che la rende simile a una vettura da corsa è quella di avere l'abitacolo costruito attorno al pilota con configurazione personalizzata del sedile di guida e della pedaliera; sempre di derivazione dall'attività sportiva è la presenza di un completo sistema di telemetria, che permette la rilevazione di tutti i parametri di utilizzazione della vettura.

Alla sua uscita sul mercato, nel 2005, la FXX è risultata la più cara vettura sul mercato con un prezzo di vendita di 1,8 milioni di Dollari, battendo il primato precedente, appartenente dal 1994 alla Schuppan 962CR venduta per circa 1,5 milioni.

Tutti i 30 esemplari previsti sono stati immediatamente venduti ad una selezionata clientela Ferrari, che avrà la possibilità di partecipare anche agli ulteriori programmi previsti dalla casa.

Originariamente erano previsti 29 esemplari, ma in seguito ne è stato realizzato uno ulteriore (completamente nero) per Michael Schumacher, che l'ha portato in pista in occasione del Ferrari Day del Nurburgring e le finali Mondiali Ferrari di Monza e gli è stato consegnato nel 2005 al suo rientro dopo il GP di Turchia. Lo stesso Schumacher è stato ospite nella puntata di apertura della tredicesima stagione di Top Gear stabilendo proprio con la sua FXX un tempo di 1.10.07, uno dei migliori di sempre sul circuito della trasmissione televisiva, tuttavia essendo un veicolo non qualificato cioè una vettura non omologata per l'uso stradale ed equipaggiata con pneumatici slick, il suo tempo non viene preso in considerazione e non è riportato nella classifica che prevede solamente auto immatricolabili per l'uso stradale.

Specifiche tecniche della vettura

  • Tipologia: Motore V12 in alluminio, aspirato, con cilindri a V di 65°, montato longitudinalmente in posizione centrale

  • Valvetrain: doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro a fasatura variabile

  • Alimentazione: Bosch Motronic ME7 Iniezione Sequenziale Elettronica

  • Alesaggio x corsa: 92,0 mm x 78,0 mm

  • Cilindrata totale: 6.262 cm³

  • Rapporto di compressione: 11,6:1

  • Potenza massima: >800 CV (>588 kW) a 8.500 giri/min

  • Potenza specifica: >127,75 CV (>94 kW) per litro

  • Coppia massima: 690 Nm a 5.750 giri/min

  • Rapporto peso/potenza: 1,44 kg/CV

  • Velocità massima: 390 km/h (senza limitazione)

  • 0-100 km/h: 2,8 secondi

  • Sospensioni: doppi triangoli sovrapposti con push rod

  • Sterzo: a cremagliera servoassistito

  • Sistema di trazione: posteriore con controllo elettronico di trazione

  • Trasmissione: semiautomatica a sei marce con comandi al volante

  • Costruzione: telaio e corpo vettura in fibra di carbonio, con subframe posteriore in lega

  • Freni anteriori: dischi Brembo CCM in carboceramica con sistema anti-bloccaggio ABS

  • Freni posteriori: dischi Brembo CCM in carboceramica con sistema anti-bloccaggio ABS

  • Pneumatici anteriori: Bridgestone slick da 19", 483 mm x 229 mm

  • Pneumatici posteriori: Bridgestone slick da 19", 483 mm x 330 mm

Dimensioni e pesi

  • Lunghezza: 4702 mm

  • Larghezza: 2035 mm

  • Altezza: 1147 mm

  • Passo: 2650 mm

  • Carreggiata anteriore: 1660 mm

  • Carreggiata posteriore: 1650 mm

  • Peso: 1155 kg

Esemplari prodotti

  • 24 FXX color rosso con riga bianca

  • 1 FXX colore giallo con riga bianca

  • 1 FXX colore nero con riga bianca

  • 1 FXX colore azzurro

  • 1 FXX colore bianco

  • 1 FXX colore grigio

  • 1 FXX colore nero (n°30 - di proprietà di Michael Schumacher)

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FERRARI 612 SCAGLIETTI (anno 2004)

La 612 Scaglietti è una autovettura prodotta dalla Ferrari a partire dal 2004.

È una coupé immatricolata come 2+2 posti che è andata a sostituire la Ferrari 456M. Si tratta della seconda autovettura prodotta dalla casa di Maranello completamente in alluminio dopo la Ferrari 360 Modena.

È una coupé immatricolata come 2+2 posti che è andata a sostituire la Ferrari 456M. Si tratta della seconda autovettura prodotta dalla casa di Maranello completamente in alluminio dopo la Ferrari 360 Modena.

Caratteristiche tecniche - Ferrari 612 Scaglietti

Configurazione
Carrozzeria: Coupé Posizione motore: anteriore centrale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (Lungh.xLargh.xAlt.) 4.902 x 1.957 x 1.344 mm
Interasse: 2.950 mm Carreggiate: anteriore 1.688 - posteriore 1.641 Capacità serbatoio: 110
Posti totali: 2+2 Bagagliaio: 240
Masse / in ordine di marcia: 1.840 kg

Meccanica

Tipo motore motore V12 con inclinazione di 65°
Distribuzione: 4 valvole per cilindro Alimentazione: -
Cilindrata alesaggio x corsa: 89x77 mm, cilindrata unitaria: 479,03 cc, totale: 5748.32 cm3
Prestazioni del motore Potenza: 540 cv a 7250 giri/minuto; potenza specifica: 94 cv/litro / Coppia: 60 kgm a 5250 giri/minuto
Frizione: monodisco a secco Cambio: meccanico a 6 rapporti+RM o F1A (elettroattuato con leve al volante)
Pneumatici 245/45-18 anteriori e 285/40-19 posteriori

Prestazioni dichiarate

Velocità massima 315 km/h
Accelerazione da 0 a 100 km/h: 4,2 secondi

Altro

Rapporto di compressione 11,2:1

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FERRARI 360 CHALLENGE STRADALE (anno 2003)

La Ferrari 360 è un'auto sportiva prodotta dalla Ferrari tra il 1999 e il 2004, (2003 Challenge stradale) anno in cui fu poi sostituita dal nuovo modello, la F430.

La Ferrari 360 si divise in tre modelli: Modena, Spider e Challenge Stradale.

Il contesto

La 360 Modena è una berlinetta sportiva che monta un motore a benzina con trazione posteriore. La "piccola" di casa Ferrari ha preso parte a numerosi eventi sportivi con la versione Challenge, alleggerita rispetto al modello di base ma con lo stesso motore. Questo nuovo modello segna una svolta decisiva per la storia della Ferrari, infatti non ha più i fanali anteriori "a scomparsa", sostituiti da altri "a vista" con nuove tecnologie di illuminazione; non presenta più neanche le classiche linee tese, come la sua progenitrice, la Ferrari F355. Il motore ora è il nuovo V8 a 5 valvole per cilindro, con angolo di 90° e con cilindrata portata a 3.586 cm3, ed eroga 400 cavalli a 8500 giri/minuto. Grazie ad un largo impiego di alluminio, ora ha un peso minore del 28% rispetto alla F355, nonostante abbia delle dimensioni maggiori.

Nel 2000 è nata la 360 Spider, una versione roadster. Disponibile anche con il cambio F1 di diretta derivazione dai modelli di Formula 1

Una caratteristica particolare di questo modello è il fatto che il motore, in posizione posteriore, è in bella vista attraverso il lunotto posteriore della vettura.

L'ultima versione presentata in ordine di tempo, nel 2003, è la Challenge Stradale che ripresenta la carrozzeria coupé della versione Modena con alcuni accorgimenti più corsaioli come l'adozione di specchietti più piccoli. Le modifiche più importanti sono in ogni caso un alleggerimento della vettura, grazie ad un maggiore utilizzo di metalli più leggeri; il peso è sceso, in questo modello a kg. 1.180, accompagnato anche da un incremento della potenza del motore, giunta a 425 CV. Con questa versione speciale della 360 Modena, si voleva arrivare ad un obiettivo preciso: quello di regalare al guidatore delle sensazioni che solo un'auto da competizione riesce a dare utilizzandola, oltre che in pista, anche su strada.

La Ferrari 360 Modena nelle competizioni

Nel 2000 la Ferrari sviluppa la 360 Challenge, in poco più di 300 esemplari, per le gare monomarca e per vari campionati FIA, utilizzando la meccanica di serie, ma con un peso ridotto a 1.170 kg (120 in meno rispetto alla 360 Modena di serie). Nel 2001, vide la luce una versione rivisitata della challenge, capace di 415 cavalli. Nel 2002, la 360 ha cominciato a gareggiare in campionati ufficiali più importanti, come la FIA GT e nella prestigiosa 24 Ore di Le Mans. Il reparto corse clienti, per partecipare, aveva progettato 20 esemplari di 360 Modena omologati dalla FIA che avevano una carrozzeria ribassata e composta da fibra di carbonio, con un vistoso alettone posteriore. Il motore era stato potenziato fino a 430 cavalli. Per gareggiare contro le Porsche GT3-RS, nel 2003 è stata sviluppata la 360 GTC, capace di 445 cavalli a 8750 g/m, ed il peso è stato diminuito a 1.100 kg.

Configurazione
Carrozzeria: Coupé Posizione motore: posteriore longitudinale Trazione: posteriore

Dimensioni e pesi

Ingombri (Lungh.xLargh.xAlt.) 4.477 x 1.922 x 1.214 mm
Interasse: 2.600 mm Carreggiate: anteriore 1.669 - posteriore 1.617 Capacità serbatoio: 95 l
Posti totali: 2+2 Bagagliaio: -
Masse a vuoto: 1.290 kg

Meccanica

Tipo motore 8 cilindri a V
Distribuzione: Bialbero a camme in testa. Alimentazione: iniezione Bosch motronic ME 7.3
Cilindrata (Alesaggio x Corsa 85,0 x 79,0); totale 3.586 cm3
Prestazioni del motore Potenza: 400 CV, potenza specifica: 111,5 cv/litro
Accensione: elettronica Bosch ME 7.3 Impianto elettrico: -
Frizione: monodisco a secco Cambio: a 6 marce

Telaio

Corpo vettura Tipo "space frame" in alluminio.
Sterzo a cremagliera.
Pneumatici Ant.265/645 Post.305/680 Cerchi: da 18"

Prestazioni dichiarate

Velocità massima 300 km/h
Accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi

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FERRARI 360 GTC (anno 2003)

La 360 GTC è stata una autovettura da competizione costruita dalla Ferrari dal 2003 al 2004. Derivava dalla 360 e fu studiata per competere nella classe N-GT. Fu presentata al Salone dell'automobile di Bologna il 6 dicembre 2003 con il corpo vettura progettato da Pininfarina.

Con un peso di 1100 kg, fu sviluppata a Maranello in collaborazione con la Michelotto Automobili. Fu il risultato dei successi conquistati nei test della Ferrari 360 GT, con un cambio sequenziale a sei rapporti oltre ad un miglioramento del sistema elettronico realizzato dalla Magneti Marelli.

L’aerodinamica fu sostanzialmente diversa dalla 360 GT, così che la 360 GTC fu omologata come la Challenge Stradale dalla FIA e dalla ACO, prendendo spunto dagli elementi caratteristici: il paraurti anteriore, le minigonne, il portellone del cofano motore e la coda. L’analisi alla galleria del vento portò ad un nuovo sistema di ali posteriori, con un notevole incremento del carico verticale.

Il motore era centrale longitudinale con sigla F131. Era un V8 a 90° con cilindrata di 3586,2 cc e ne furono migliorati i consumi e la potenza, che ora era di 445 CV a 8750 giri al minuto. La coppia motrice era di 410 N·m. L’alimentazione era con doppio albero a camme in testa e cinque valvole per cilindro. L’iniezione era Magneti Marelli MR3. Non era sovralimentata ed era a trazione posteriore.

Dimensioni

Carreggiata anteriore: 1714 mm. Carreggiata posteriore: 1573 mm. Larghezza massima anteriore: 1985 mm (sull'asse anteriore). Larghezza massima posteriore: 1925 mm (sul paraurti posteriore). Larghezza totale: 2050 mm (sugli specchietti retrovisori). Lunghezza totale: 4557 mm.
Passo: 2600 mm. Altezza totale: 1185 mm. Peso: 1100 kg (tutti i liquidi a livello, senza benzina e pilota).

Motore

Posizione: centrale-posteriore, disposizione longitudinale. Tipo: Ferrari F131, 8 cilindri con disposizione a V di 90°. Capacità: 3586.2 cm3. Alesaggio: 85 mm. Corsa: 79 mm. Potenza massima: 445 CV a 8.750 rpm. Coppia massima: 410 Nm a 6.500 rpm.
Materiali: basamento e teste cilindro in lega di alluminio, bielle in titanio, albero motore forgiato in acciaio.  Aspirazione: aspirazione dell'aria limitata da 2 restrittori Ø 30,8 mm (come da regolamento FIA N-GT) situati all'ingresso dell'air-box, apertura tramite 2 farfalle meccaniche.
Distribuzione: 4 alberi a camme (2 per ogni testa cilindro) guidati da 2 cinghie dentate, 5 valvole per cilindro (3 di aspirazione, 2 di scarico). Iniezione ed accensione: gestione elettronica motore Magneti Marelli MR3, mappatura motore regolabile, iniezione benzina tramite 1 iniettore per cilindro, accensione tramite 1 candela per cilindro.Impianto scarico: tubolari in Inconel, non silenziato (rumorosità 120 db).
Impianto raffreddamento: a liquido, 2 radiatori situati davanti alle ruote anteriori.
Impianto lubrificazione: a carter secco, pompa ad ingranaggi, scambiatore di calore acqua-olio e filtro. Carburante: senza piombo 102 RON, 88 MON.

Trasmissione


Posizione: posteriore, disposizione longitudinale. Tipo: a 6 marce + retromarcia, comando sequenziale. Ingranaggi: non sincronizzati, rapporti di trasmissione regolabili. Differenziale: autobloccante, regolabile a lamelle, tipo "power flow". Frizione: tridisco sinterizzata da 5" 1/2, comando idraulico.Materiali: scatole e coperchi in magnesio.Impianto lubrificazione: pompa ad ingranaggi, radiatore e filtro.

Telaio e carrozzeria


Telaio: monoscocca in alluminio, gabbia di sicurezza in acciaio (come da regolamento FIA), motore e cambio senza funzione portante fissati rigidamente al telaio, guida a sinistra.
Serbatoi: 2 serbatoi in gomma FT3 (come da regolamento FIA sulla sicurezza) posizionati dietro la paratia abitacolo, capacità 100 lt. (come da regolamento FIA N-GT), bocchettoni di rifornimento rapido.Sterzo: a pignone e cremagliera, servoassistenza di tipo idraulico.
Sospensione anteriore: a ruote indipendenti, bracci triangolari in alluminio, geometria anti-dive, molle elicoidali, ammortizzatori regolabili, barra stabilizzatrice regolabile (disponibile in diversi diametri),portamozzi in lega di alluminio, fissaggio ruota con un singolo dado a sgancio rapido.
Sospensione posteriore: a ruote indipendenti, bracci triangolari in alluminio, geometria anti-squat, molle elicoidali, ammortizzatori regolabili, barra stabilizzatrice regolabile (disponibile in diversi diametri),portamozzi in lega di alluminio, fissaggio ruota con un singolo dado a sgancio rapido.
Impianto frenante: a comando idraulico,circuito anteriore e posteriore indipendenti, bilanciamento della frenata regolabile dal pilota.
Impianto frenate anteriore: Brembo, dischi in acciaio 380x32 mm, pinze a 6 pistoni (30/32/40 mm).
Sistema frenate posteriore: Brembo, dischi in acciaio 332x32 mm, pinze a 4 pistoni (38/42 mm), limitatore di pressione.
Cerchi anteriori: 10" x 18", monoblocco in alluminio BBS.
Cerchi posteriori: 11" x 18", monoblocco in alluminio BBS.
Pneumatici anteriori: Pirelli 265/645/18.
Pneumatici posteriori: Pirelli 305/680/18.
Materiali carrozzeria: paraurti, cofani, parafanghi anteriori, porte, brancardi e alettone posteriore in materiali compositi; tetto e parafanghi posteriori in alluminio; vetri porta, vetri laterali e lunotto post. in Lexan.
Dispositivi aerodinamici: spoiler anteriore regolabile, alettone posteriore monoprofilo regolabile, fondo posteriore con diffusore.

Equipaggiamento


Sistema di sollevamento rapido composto da 3 martinetti ad aria.
Parabrezza termico.
Cruscotto retro-illuminato.
Impianto di acquisizione dati Magneti Marelli DAS4.
Volante a sgancio rapido.
Impianto antincendio automatico come da regolamento FIA.
Kit attrezzatura manuale tecnico catalogo ricambi.

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FERRARI 575M Maranello (anno 2002)

Questa supercar Ferrari monta un motore da 5.75 litri con dodici cilindri a V da 515 CV (379 kw) a 7250 giri, e 60 kgm a 5250 giri (588,6 Nm) di coppia massima, con un incremento medio di 1,5 kgm tra 1000 e 4000 giri rispetto al propulsore precedentemente installato sulla Ferrari 550 Maranello. Lo stesso propulsore è stato montato anche sulla Ferrari 612 Scaglietti. Supera i 300 km/h e raggiunge i 100 km/h in soli 4,1 secondi. È stata la prima Ferrari a 12 cilindri a montare il cambio tipo Formula 1. Il prezzo al lancio del modello era di 196.000 per la versione col cambio manuale e di 204.000€ col cambio f1 (entrambi a 6 marce).

Nel 2005 venne presentata la versione chiamata 575 Superamerica in produzione limitata a 559 esemplari, che presentava un potenziamento del motore a 540 CV. Si trattava di una cabriolet con tetto rigido, realizzato dallo stilista Leonardo Fioravanti, che, a richiesta, poteva essere in vetro termico ad oscuramento autoadattativo (a seconda dell'intesità della luce solare) e dotato di pannelli fotovoltaici in grado di mantenere, nell'abitacolo, la temperatura preimpostata dal proprietario. Alla fine del 2006 è stata presentata la sua erede, la Ferrari 599 GTB Fiorano.

Caratteristiche tecniche

  • Cilindrata: 5748cc

  • Distribuzione: bialbero a camme in testa

  • Numero valvole: 4 per cilindro

  • Rapporto compressione: 11:1

  • Alimentazione: iniezione elettronica Bosch Motronic M 7.1

  • Raffreddamento: ad acqua

  • Lubrificazione: a carter secco

  • Potenza max : 515 cv a 7250 giri/min.

Telaio

  • Telaio: tubolare in acciaio

  • Sospensioni: ruote indipendenti, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici, barra *antirollio, bracci triangolari sovrapposti (all'anteriore), quadrilateri deformabili (al *posteriore)

  • Freni: a disco autoventilanti

  • Sterzo: a cremagliera

Trasmissione

  • Trazione: posteriore

  • Frizione: monodisco a secco

  • Cambio: in blocco col differenziale (6 rapporti + retromarcia)

Prestazioni

  • Velocità max: 325 km/h

  • 0/100 km/h: 4.2sec.

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FERRARI ENZO (anno 2002)

La Ferrari Enzo è un'autovettura coupé prodotta dalla Ferrari in occasione dei 55 anni di attività della casa di Maranello nel 2002

Presentata ufficialmente al Salone dell'automobile di Parigi a ottobre del 2002 e nata sulla base dell'esperienza in Formula 1, la Enzo è una delle auto più ammirate e ricercate dagli appassionati e dagli acquirenti del marchio. Esteticamente appare sportiva e allo stesso tempo elegante. Il suo nome è un tributo al fondatore dell'azienda Enzo Ferrari.

La produzione inizialmente prevista e programmata per la Ferrari Enzo era di soli 349 esemplari. Il modello però ebbe un tale successo che per la prima volta, e secondo alcuni anche con una caduta di stile[1], la Ferrari aumentò il numero originariamente deciso portandolo a 399. A questo proposito Luca Cordero di Montezemolo disse: "Anche se sono molto attento ai numeri e all'esclusività, ho dovuto prendere atto del fatto che avremmo scontentato troppi collezionisti non aumentando la produzione della Enzo Ferrari". La produzione di questa vettura è durata dal 2002 al 2004.

Un ulteriore esemplare è stato costruito per essere donato nel 2005 dalla Ferrari a papa Giovanni Paolo II, che la mise all'asta per poi devolvere in beneficenza l'intera somma ricavata.

Acquistare una Ferrari Enzo non era così semplice: per averla era la Ferrari stessa a contattare la clientela, selezionandola tra alcuni V.I.P. e persone che già possedevano o avevano posseduto un totale di cinque modelli Ferrari. I fortunati erano quindi chiamati a Maranello per personalizzare e rendere unico il proprio esemplare in una apposita linea di produzione dedicata alla Enzo. Le varianti comprendevano la scelta del sedile su misura tra quattro taglie disponibili (S, M, L, XL) e la regolazione della pedaliera tra sedici possibili configurazioni. I colori possibili per la carrozzeria erano "Rosso corsa", "Giallo Modena", "Nero Daytona". Il prezzo era di 665.000 €.

La Enzo monta un motore V12 (Dino F140) di 65° aspirato montato in posizione centrale di 5998,80 cm3 erogante 660 cavalli con rapporto di compressione di 11,2:1. Telaio e carrozzeria sono interamente realizzati in fibra di carbonio, le sospensioni sono a doppio quadrilatero deformabile sia all'avantreno che al retrotreno. I freni sono realizzati in composito ceramica-carbonio e la potenza alle ruote posteriori viene gestita attraverso un cambio a 6 marce sequenziale con leve al volante.

La sua linea si deve, come per molti altri modelli Ferrari, alla carrozzeria Pininfarina. L'elevata conoscenza ed esperienza Ferrari nel campo della Formula 1 hanno inciso profondamente nello sviluppo aerodinamico della vettura che, sorprendentemente, non fa uso di un vero e proprio alettone posteriore ma di una piccola appendice aerodinamica che si inclina quando si raggiungono velocità superiori agli 80 km/h. Gran parte del carico aerodinamico è infatti generato dal fondo appositamente studiato della vettura che con l'ausilio degli estrattori posteriori crea un effetto deportante.

Data la configurazione esclusivamente sportiva della vettura, non ha né impianto stereo né alzacristalli elettrici.

Le prestazioni di questa vettura costituiscono un caso piuttosto singolare: mentre i dati circa l'accelerazione sono stati normalmente comunicati dalla Casa, il dato relativo alla velocità massima raggiunta non è mai stato indicato con precisione. Circa il tempo di copertura degli 0-100 km/h, la Enzo impiega appena 3,6 secondi. Impiega poi meno di 10 secondi per passare da 0 a 200 km/h; con partenza da fermo, copre il chilometro in soli 19,6 secondi,mentre la velocità massima è indefinibile, ma superiore ai 350 km/h.

Vetture derivate

La Maserati MC12 è stata la prima derivata della Enzo. La Ferrari FXX e la FXX Evo ne sono un'evoluzione non omologata per l'utilizzo stradale. Dallo stesso telaio della Enzo è stata costruita anche la Ferrari P4/5, esemplare unico, allestito su ordinazione per James Glickenhaus.

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FERRARI 550 BARCHETTA (anno 2001)

Nel 2000 venne realizzata la Ferrari 550 Maranello Barchetta, il cui design era sempre di Pininfarina. Fu un'ottima occasione per celebrare l'entrata della Ferrari nel nuovo millennio, e i settant'anni di vita della famosa casa stilistica.

Altro non era che una 550 scoperta, di cui vennero realizzati soli 448 esemplari (tutti nel 2001). Questa versione raggiungeva una velocità di punta inferiore alla classica 550.

La berlinetta, secondo i dati dichiarati dalla Ferrari, è capace di raggiungere una velocità massima di 320 chilometri orari, e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi.

L'abitacolo è particolarmente curato, e può ospitare due persone (conducente incluso). La maggior parte dei rivestimenti è in pelle, e la strumentazione è si di impostazione corsaiola (dunque molto semplice), ma anche molto elegante, un'auto lussuosa e sportiva al tempo stesso, dove gli indicatori sono sempre facilmente leggibili.

Scheda tecnica Ferrari 550 Barchetta

Motore

Trasmissione

  • frizione monodisco a secco con mozzo elastico

  • cambio in blocco col differenziale, meccanico manuale a innesti frontali

  • 6 rapporti in avanzamento più retromarcia

  • differenziale autobloccante a lamelle

  • trazione posteriore

Dimensioni e massa

  • carreggiata anteriore 1632 mm

  • carreggiata posteriore 1586 mm

  • serbatoio carburante 114 litri

  • pneumatici anteriori 255/40 ZR 18

  • pneumatici posteriori 295/35 ZR 18

  • freni anteriori a disco 330 mm x 32 mm

  • freni posteriori a disco 310 mm x 28 mm

Prestazioni

  • velocità massima 320 km/h

  • accelerazione 0-100 km/h in 4,4 secondi

  • distanza 0-400 metri in 12,5 secondi

  • distanza 0-1000 metri in 22,5 secondi

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FERRARI 360 SPIDER (anno 2000)

La Ferrari 360 Spider è una splendida macchina che continua la tradizione sportiva della casa di Modena. Ha una cilindrata di 3586cm3 ad iniezione elettronica. E' alimentata a benzina, raggiunge i 290Km/h e fa segnare 4,6 secondi da 0 a 100. Dichiara 400 CV e la coppia massima è di 370 Newton a 4750 giri.

Questo gioiellino pesa solo 1350Kg grazie all'uso dell'alluminio nella costuzione della scocca e della carrozzeria: solo 60Kg in più dello coupè.Il motore 8 cilindri ed il cambio aleve poste dietro al volante offrono una falicità di guida impressionante epermette di mantenere andature turistiche senza nessuna difficoltà. La parte inferiore dell'autò ha un pianale studiato a posta per permettere un maggiore effetto suolo, ragion per cui non è stato necessario montare vistosi alettoni. Il motore è montato in posizione centrale dietro ai passeggeri ed è coperto, come nella Modena, da materiale trasparente.

Gli spazi, all'interno, sono comodi come nella coupè; salire e scendere è facilissimo e per giunta rimane il vano dietro i sedili. Questi sono avvolgenti, ben sagomati e, nonostante la loro rigidità non affaticano i passeggeri. Il rivestimento è in pelle naturale e se ne possono scegliere 12 tipi diversi.

La versione con cambio manuale presenta la leva, a 6 rapporti più retromarcia, sul tunnel tra i sedili. Qui, nell'automatica, è presente una leva che gestisce la retromarcia.

Nella parte inferiore del cruscotto, al suo centro, sono presenti l'autoradio e, più in basso, il condizionatore che non prevede la selezione indipendente della temperatura (da una macchina di questa classe ci si poteva aspettare di meglio).

Estrenamente ad alcuni potrebbe ricordare la Porsche Turbo per la presenza dei due grandi bocchettoni per l'aria sul paraurti e pre quelli sulle fiancate. Nella zona posteriore spiccano due protuberanze che, più che delle scelte tecniche per l'areodinamica o per la sicurezzza sono una scelta stilistica che interrompe l'accentuata orizzontalità.

La capote è azionaa con un pulsante ed impiega 20 secondi per aprirsi o chiudersi. Il meccanismo impedisce il funzionamento ad una velocità più alta di 5km/h per motivi di sicurezza.

Stena ma efficacie la scelta dei pneumatici: 215/45 R18 gli anteriori e 275/40 ZR18 i posteriori.

Tutto sommato niente di nuovo, una bella spider da 279.000.000 di lire. Un piacere guidarla in lunghi rettilinei con il vento tra i capelli! A mio avviso si potrebbe optare per altre vetture di pari prestazioni, fascino, sicuramente più originali e meno commerciali ed anche meno care, sempre se non si è ammaliati dal marchi Ferrari.

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FERRARI ROSSA CONCEPT(anno 2000 prototipo)

L'autovettura è stata realizzata sul telaio della Ferrari 550 Maranello (un solo esemplare). È una spyder biposto a trazione posteriore e monta un motore anteriore V12 da 5,4 litri capace di sviluppare una potenza di 485 cavalli. È dotata di un cambio manuale a 6 marce.

Specifiche tecniche

Motore: 12 cilindri a V 65° anteriore, 48 valvole, 5474 cc, trazione posteriore

Potenza: 485 cavalli 7000 rmp

Velocità massima: 300 km\h

Lunghezza:4.290 mm

Larghezza:1.940 mm

Altezza:1.130 mm

Passo:2.500 mm

Stessa famiglia: 550 Maranello

Esemplari prodotti: 1

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FERRARI 360 MODENA (anno 1999)

La 360 Modena è una berlinetta sportiva che monta un motore a benzina con trazione posteriore. La "piccola" di casa Ferrari ha preso parte a numerosi eventi sportivi con la versione Challenge, alleggerita rispetto al modello di base ma con lo stesso motore. Questo nuovo modello segna una svolta decisiva per la storia della Ferrari, infatti non ha più i fanali anteriori "a scomparsa", sostituiti da altri "a vista" con nuove tecnologie di illuminazione; non presenta più neanche le classiche linee tese, come la sua progenitrice, la Ferrari F355. Il motore ora è il nuovo V8 a 5 valvole per cilindro, con angolo di 90° e con cilindrata portata a 3.586 cm3, ed eroga 400 cavalli a 8500 giri/minuto. Grazie ad un largo impiego di alluminio, ora ha un peso minore del 28% rispetto alla F355, nonostante abbia delle dimensioni maggiori.

Nel 2000 è nata la 360 Spider, una versione roadster. Disponibile anche con il cambio F1 di diretta derivazione dai modelli di Formula 1

Una caratteristica particolare di questo modello è il fatto che il motore, in posizione posteriore, è in bella vista attraverso il lunotto posteriore della vettura.

L'ultima versione presentata in ordine di tempo, nel 2003, è la Challenge Stradale che ripresenta la carrozzeria coupé della versione Modena con alcuni accorgimenti più corsaioli come l'adozione di specchietti più piccoli. Le modifiche più importanti sono in ogni caso un alleggerimento della vettura, grazie ad un maggiore utilizzo di metalli più leggeri; il peso è sceso, in questo modello a kg. 1.180, accompagnato anche da un incremento della potenza del motore, giunta a 425 CV. Con questa versione speciale della 360 Modena, si voleva arrivare ad un obiettivo preciso: quello di regalare al guidatore delle sensazioni che solo un'auto da competizione riesce a dare utilizzandola, oltre che in pista, anche su strada.

La Ferrari 360 Modena nelle competizioni

Nel 2000 la Ferrari sviluppa la 360 Challenge, in poco più di 300 esemplari, per le gare monomarca e per vari campionati FIA, utilizzando la meccanica di serie, ma con un peso ridotto a 1.170 kg (120 in meno rispetto alla 360 Modena di serie). Nel 2001, vide la luce una versione rivisitata della challenge, capace di 415 cavalli. Nel 2002, la 360 ha cominciato a gareggiare in campionati ufficiali più importanti, come la FIA GT e nella prestigiosa 24 Ore di Le Mans. Il reparto corse clienti, per partecipare, aveva progettato 20 esemplari di 360 Modena omologati dalla FIA che avevano una carrozzeria ribassata e composta da fibra di carbonio, con un vistoso alettone posteriore. Il motore era stato potenziato fino a 430 cavalli. Per gareggiare contro le Porsche GT3-RS, nel 2003 è stata sviluppata la 360 GTC, capace di 445 cavalli a 8750 g/m, ed il peso è stato diminuito a 1.100 kg.

Configurazione
Carrozzeria: Coupé Posizione motore: posteriore longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (Lungh.xLargh.xAlt.) 4.477 x 1.922 x 1.214 mm
Interasse: 2.600 mm Carreggiate: anteriore 1.669 - posteriore 1.617 Capacità serbatoio: 95 l
Posti totali: 2+2 Bagagliaio: -
Masse a vuoto: 1.290 kg
Meccanica
Tipo motore 8 cilindri a V
Distribuzione: Bialbero a camme in testa. Alimentazione: iniezione Bosch motronic ME 7.3
Cilindrata (Alesaggio x Corsa 85,0 x 79,0); totale 3.586 cm3
Prestazioni del motore Potenza: 400 CV, potenza specifica: 111,5 cv/litro
Accensione: elettronica Bosch ME 7.3 Impianto elettrico: -
Frizione: monodisco a secco Cambio: a 6 marce
Telaio
Corpo vettura Tipo "space frame" in alluminio.
  • pneumatici anteriori 255/40 ZR 18

  • pneumatici posteriori 295/35 ZR 18

 
Cerchi: da 18"
Prestazioni dichiarate
Velocità massima 300 km/h
Accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,6 sec. s

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FERRARI F50 (anno 1995)

La F50 nacque da una idea di Piero Ferrari che da tempo intendeva realizzare una sorta di "Formula 1 stradale".

Il motore è un 12 cilindri a V stretto derivato dal propulsore che equipaggiava la Ferrari 640 F1 [1] di Mansell nella stagione 1989. Come nelle F1 il telaio è totalmente realizzato in materiali compositi di carbonio e vincolato al gruppo motore-cambio tramite un telaio ausiliario, allo scopo di ottenere un'elevatissima rigidità strutturale pur mantenendo un peso molto contenuto (102 kg) della cellula fondamentale.

La carrozzeria, di linea particolarmente accattivante sia in versione spider che con il tetto montato, è stata realizzata dalla Pininfarina ad opera di Pietro Camardella ed ha richiesto oltre 2.000 ore di lavoro in galleria del vento per riuscire a raggiungere i previsti valori di deportanza sugli assali alle alte velocità. L'impianto frenante, appositamente progettato dalla Brembo è volutamente sprovvisto di ABS.

Caratteristiche tecniche

Motore

  • Architettura: 12 cilindri a V di 65°
  • Posizione: posteriore longitudinale
  • Cilindrata totale: 4.698,5 cc
  • Alesaggio: 85 mm
  • Corsa: 69 mm
  • Potenza massima: 383 kW / 520 CV a 8.500 giri/min
  • Coppia massima: 471 Nm (48 kgm) a 6.500 giri/min
  • Potenza specifica: 111 CV/Lt (81,52 kW/dm³)
  • monoblocco in ghisa
  • testate in lega leggera
  • Distribuzione: a 5 valvole per cilindro comandate da doppio albero a camme in testa per ogni bancata
  • Rapporto di compressione: 11,3:1
  • Accensione: elettronica statica Bosch
  • Iniezione: Bosch motronic 2.7
  • Peso Motore: 198 kg

Trasmissione

Telaio

  • Sospensioni: tipo push rod, montate su uniball, quadrilateri sovrapposti, molle elicoidali, ammortizzatori in tubi d'alluminio "Bilstein" con controllo elettronico dello smorzamento
  • Freni: 4 dischi Brembo da Ø 355 mm, autoventilati e forati, con pinze in alluminio a 4 pistoncini
  • Sterzo: a cremagliera "TWR"
  • Carreggiata anteriore: 1.620 mmm
  • Carreggiata posteriore: 1.602 mmm
  • Ripartizione del peso: assale anteriore 42%; assale posteriore 58%
  • Pneumatici: radiali tubeless anteriori 245/35 ZR 18, posteriori 335/30 ZR 18

Prestazioni

  • Accelerazione: 0-100 km/h in 3,87 secondi
  • Velocità massima: 335,1 km/h
  • Chilometro da fermo: 21,7 secondi

Il marketing

Il numero degli esemplari è stato deciso da uno studio marketing da cui risultò una previsione di 350 possibili clienti, nel mondo, disposti ad acquistare una simile vettura. Il numero venne poi ridotto a 349, in ossequio agli insegnamenti di Enzo Ferrari che sosteneva essere, il numero perfetto di produzione, pari ad un esemplare in meno del totale richiesto dal mercato.

La vettura venne messa in vendita al prezzo di 852.800.000 lire ed i 349 esemplari furono venduti in brevissimo tempo; molto prima della loro costruzione. Al fine di evitare i fenomeni speculativi precedentemente avvenuti in occasione di altre vetture di serie speciale, come la "F40", la Ferrari limitò le prenotazioni ad un solo esemplare per ogni cliente (concessionari compresi) ed impose il divieto di vendere la vettura prima che fossero trascorsi due anni dalla consegna.

Le previsioni marketing si rivelarono fortemente errate in difetto e la decisione della Ferrari di mantenere comunque inalterato in numero di produzione, causò una serrata lotta all'accaparramento da parte di facoltosi utenti e collezionisti, anche costellata di episodi penalmente rilevanti. Molti sono stati i casi di "F50" trafugate da autorimesse superprotette che gli esperti ritengono essere furti su commissione. Non sarebbe infatti possibile, data l'esiguità degli esemplari, reimmettere impunemente la vettura sul mercato. Il furto più eclatante è stato commesso, nel 2003, ai danni della concessionaria Ferrari di Philadelphia, dove un sedicente cliente si è presentato con tanto di autista e guardie del corpo, dileguandosi poi a bordo della "F50" sulla quale era salito per ascoltare il rombo del motore.[2]

Il primo esemplare-clienti della F50 venne consegnato al pugile americano Mike Tyson.

Ferrari F50 GT

Dato il numero di clienti che richiedevano la F50 ormai esaurito, nel 1996 la Ferrari mise in cantiere il progetto F50 GT[3], una concept car destinata alle gare per derivate di serie che nell'allora emergente Campionato BPR Global GT Series avevano il loro punto di riferimento.

Nonostante i convincenti risultati riscontrati nei test in pista, il programma venne abbandonato, probabilmente la Scuderia Ferrari intendeva concentrare tutti gli sforzi per la conquista del Campionato del mondo di F1 ed in un periodo in cui i regolamenti per vetture GT si prestavano a progetti sempre più spinti, l'ingresso di grandi costruttori automobilistici non avrebbe fatto che incrementare notevolmente i costi per sostenere un programma competitivo in GT. Della F50 GT furono costruiti e venduti (con la clausola che vieta di schierarla in qualsiasi competizione) solamente due esemplari, oltre al prototipo.

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FERRARI F355 (anno 1994)

La F355 Coupé ebbe molte evoluzioni, come la F355 GTS e la 355 F1. Il nome di questo modello, 355, indicava la cilindrata totale di 3,5 litri e le 5 valvole per cilindro.

Durante la realizzazione,la Ferrari, cominciò a trasferire alcune delle conoscenze derivate dal mondo della Formula 1 a quello delle vetture di serie: iniezione elettronica, fondo piatto, cambio sequenziale e sospensioni a controllo elettronico regolabili dall'abitacolo su due differenti settaggi, Normale e Sport. Quest'ultimo, in particolare, irrigidiva le sospensioni e, nelle versioni con cambio sequenziale elettroattuato, velocizzava la cambiata.

Il telaio della F355 era costruito interamente in acciaio, la scocca era essenzialmente basata sulla precedente Ferrari 348, il motore, ubicato nella parte centrale dell'auto, era un 8 cilindri a V di 90° con 5 valvole per cilindro, capace di sviluppare una potenza massima di 380 cv a 8250 giri/min.

La F355 fu molto innovativa anche grazie ad un profondo studio condotto da Pininfarina sull'aerodinamica, tanto per il passaggio dei flussi nel sottoscocca della vettura che attorno all'abitacolo. Il cambio della F355 era un 6 rapporti + RM che durante la produzione venne modificato e infine gestito elettronicamente. Inoltre nella versione F1, dietro il volante, erano posti i 2 bilancieri per l'inserimento e la scalata delle marce caratteristici delle monoposto di F1[1].

La versione GTS era invece dotata di un tettuccio asportabile, classico delle Vetture Targa.

La Ferrari, infine, decise di allestire un kit per la preparazione Challenge per la clientela più sportiva e per farla partecipare ad un campionato monomarca di grande successo.

La 355 lasciò posto nel 1999 alla nuova Ferrari 360.

Configurazione
Carrozzeria: Berlinetta Posizione motore: posteriore Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (Lungh.xLargh.xAlt.) 4.250 x 1.900 x 1.170 mm
Interasse: 2.450 mm Carreggiate: anteriore 1.514 - posteriore 1.615 Capacità serbatoio: -
Altezza minima da terra mm
Diametro minimo di sterzata m
Posti totali: 2 Bagagliaio: -
Masse a vuoto: 1.350 kg
Meccanica
Tipo motore 8 cilindri a V di 90° - Rapporto di compressione: 11:1 - Raffreddamento a liquido
Distribuzione: bialbero a camme in testa, 5 valvole per cilindro Alimentazione: iniezione elettronica Bosch Motronic
Cilindrata 3495,5 cm3
Prestazioni del motore Potenza: 380 cv a 8250 giri/min / Coppia: 363 N m (37 kgm) a 6000 giri/min
Accensione: elettronica statica Bosch Impianto elettrico: -
Frizione: monodisco a secco Cambio: in blocco col motore (6 rapporti + retromarcia
Telaio
Corpo vettura autoportante in acciaio
Sterzo a cremagliera
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti / posteriori: ruote indipendenti; quadrilateri deformabili, molle elicoidali, barre antirollio, ammortizzatori a gas
Freni anteriori: a disco autoventilanti / posteriori: a disco autoventilanti
Pneumatici anteriori:225/40 ZR 18 - Posteriori: 265/40 ZR 18
Prestazioni dichiarate
Velocità massima 295 km/h
Accelerazione 0-100 km/h in 4,7 s s

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FERRARI 348TB / 348TS (anno 1993)

La TB è caratterizzata dalla tipica carrozzeria a berlinetta mentre la TS è dotata di hard-top asportabile che la fa inserire anche nel tipo di auto definite come Vetture Targa.

Contesto

Anche in questo caso, come in molti precedenti, per la sigla che designa l'auto si è scelta l'indicazione numerica della cilindrata, 3,4 l (3.405 cc per esattezza), seguita dall'indicazione del numero dei cilindri.

La berlinetta si trovava particolarmente a suo agio in pista per via del posizionamento del suo motore centrale V8, che la rendeva ben equilibrata e agile. Queste sue doti si sono rivelate anche con le numerose vittorie della 348, versione da pista, la 348 Challenge, utilizzata in varie competizioni tra cui la 24 Ore di Le Mans.

Successivamente sono state introdotte altre varianti, ovverosia la Spider, la GTB e la GTS. Mentre la prima si tratta della versione con capote in tela ripiegabile, le altre due sono aggiornamenti delle precedenti TB e TS. Tutte queste nuove versioni sono caratterizzate da aggiornamenti estetici e meccanici, in particolare un aumento di potenza da 300 a 320cv.

Prodotte dal 1989 per un totale di 2.894 esemplari della TB, 4.228 della TS[2], fino al 1993 con la GTB, la GTS e la Spider.

Il design si doveva a Pininfarina ed era contraddistinto anche dai fari anteriori a scomparsa; alcuni esemplari risulta siano stati modificati in parte da un altro carrozziere italiano, Zagato, anche per adeguarli alle norme in merito alla sicurezza automobilistica in vigore negli Stati Uniti d'America.

Venne sostituita nel catalogo Ferrari dalla F355 presentata nel 1994.

Configurazione
Carrozzeria: berlinetta Posizione motore: centrale longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (Lungh.xLargh.xAlt.) 4.230 x 1.890 x 1.170 mm
Interasse: 2.450 mm Carreggiate: anteriore 1.502 - posteriore 1.578 Capacità serbatoio: 88 litri
Altezza minima da terra mm
Diametro minimo di sterzata m
Posti totali: 2+2 Bagagliaio: -
Masse a vuoto: 1.370 kg
Meccanica
Tipo motore 8 cilindri a V di 90°, basamento testata in lega leggera - Rapporto di compressione: 10,8:1
Distribuzione: 4 valvole per cilindro, 2 alberi a camme in testa Alimentazione: iniezione elettronica Bosch Motronic 2.7
Cilindrata Alesaggio e corsa: 85 x 75 mm; unitaria/totale 425,62/3.405 cm3
Prestazioni del motore Potenza: 320 CV a 7200 giri/min (GTB e GTS) 300 CV (TB e TS) / Coppia: 33 kgm a 5000 rpm
Accensione: statica Bosch Impianto elettrico: -
Frizione: doppio disco a secco (l'ultima versione: mono disco a secco) Cambio: 5 velocità + RM
Telaio
Corpo vettura struttura portante in acciaio a elementi di varie sezioni, con sottotelaio posteriore a traliccio in tubi
Sterzo a cremagliera
Sospensioni anteriori: quadrilateri deformabili con bracci trasversali, molle elicoidali e ammortizzatori telescopici a gas / posteriori: quadrilateri deformabili con bracci trasversali, molle elicoidali e ammortizzatori telescopici
Freni anteriori: a disco / posteriori: a disco; autoventilanti, pinze a 4 pistoni, doppio circuito ad alta pressione, servofreno, ABS
Pneumatici ant. 215/50 ZR 17, post. 255/45 ZR 17
Prestazioni dichiarate
Velocità massima (GTB, GTS) 280 km/h - (TB, TS) 275 km/h
Accelerazione 0-100 km/h 5,4" - 0-400 m 13,5" - 0-1000 m 24,4" s

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FERRARI F40 (anno 1987)

Nata per celebrare i primi quarant'anni di vita della casa automobilistica modenese, tra le altre particolarità ha quelle di risultare l'ultima auto vista e approvata da Enzo Ferrari e di essere stata, ai suoi tempi, la vettura stradale di serie più veloce mai costruita.

L'idea di festeggiare i 40 anni di vita della Ferrari con un'auto particolare si presenta subito complessa viste le prestazioni e le caratteristiche tecniche della 288 GTO. Pertanto viene realizzata un'auto che assomiglia a tutti gli effetti ad un'auto da Formula 1 dell'epoca adattata all'uso stradale. Si utilizza il kevlar per la scocca e la fibra di vetro per la carrozzeria. Il cofano motore (posteriore) si apre completamente come sulle vetture sport prototipo e presenta un estesa superficie trasparente in plexiglass che lascia in mostra il motore. Antesignana della F40 è la Gto Evoluzione, dall'aspetto esterno simile al modello poi deliberato ma sperimentale in molte soluzioni tecniche. Mentre il telaio di materiali compositi era già quello definitivo, il motore di 2885cc sprigionava anche 650 cv. La Ferrari intendeva così esplorare la robustezza del propulsore con tali potenze in gioco e la possibilità di evoluzioni per l'impiego agonostico. La F40 infatti rispondeva al clichè tecnico del Gruppo B, mai abolito ufficialmente negli allegati tecnici. Dopo varie prove in pista si omologò per la produzione un V8 con qualche cc(2936) in più e parecchi cavalli in meno, per soddisfare le esigenze di trattabilità ed emissioni. Come per la GTO, da subito anche l'F40 fu oggetto di speculazioni: all'inizio il prezzo di listino venne fissato intorno a 374 milioni lire, ma sul mercato non ufficiale le vetture vennero vendute a cifre vicine ai 1,5/2 miliardi di lire.

Il numero di esemplari prodotti, pianificati inizialmente in 400, venne aumentato fino al limite invalicabile di 1.000 esemplari. Ma proprio quando le quotazioni di mercato della F40 sono all'apice, la vettura ottiene l'omologazione negli Stati Uniti che fino ad allora era stata negata a causa delle caratteristiche estreme della macchina. La Ferrari deve quindi rispettare il contratto con l'importatore statunitense che obbliga la casa di Maranello a destinare il 22% della produzione di ogni modello al mercato americano. La produzione si estende al numero totale di F40 prodotte a 1.337 esemplari.

Caratteristiche tecniche

Motore

Il motore è un 8 cilindri a V di 90 gradi, cilindrata pari a 2936,2 cc, alesaggio 82,0 mm corsa 69,5 mm, sovralimentato con due turbocompressori IHI (è l'ultima auto con sovralimentazione prodotta dalla Ferrari), distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata, quattro valvole per cilindro con due iniettori per cilindro. La potenza massima erogata è di 478 CV (352 Kw) a 7000 giri/min, coppia massima 577 Nm a 4000 giri/min. Il rapporto di compressione è di 7,7:1. Il cambio è manuale a 5 marce, più retromarcia, con frizione bidisco a secco e montato longitudinalmente.

Corpo vettura

Berlinetta 2 posti, telaio a traliccio tubolare in acciaio con vasca abitacolo e pannelli di rinforzo in compositi. Uguale materiale per la carrozzeria dal peso totale di 46 kg. Le sospensioni anteriori e posteriori sono indipendenti, con bracci trasversali molle elicoidali e barra stabilizzatrice. Il passo è di 2.450 mm, la carreggiata anteriore di 1.594 mm e quella posteriore di 1.606 mm. Sterzo a cremagliera. Il peso totale è di 1155kg.

Prestazioni

Come da prova su strada della rivista Quattroruote.

  • Velocità massima: 326,193 Km/h.

  • Accelerazione da 0 a 60 km/h: 2,55 secondi

  • Accelerazione da 0 a 80 km/h: 3,27 secondi

  • Accelerazione da 0 a 100 km/h: 4,56 secondi

  • Accelerazione da 0 a 120 km/h: 5,51 secondi

  • Accelerazione da 0 a 160 km/h: 8,03 secondi

  • Accelerazione da 0 a 200 km/h: 11,30 secondi

  • Accelerazione da 0 a 220 km/h: 13,84 secondi

  • Accelerazione da 0 a 240 km/h: 16,39 secondi

  • Accelerazione da 0 a 260 km/h: 20,23 secondi

  • Ripresa in V da 70 a 80 km/h: 2,93 secondi

  • Ripresa in V da 70 a 100 km/h: 8,16 secondi

  • Ripresa in V da 70 a 120 km/h: 12,64 secondi

  • Ripresa in V da 70 a 140 km/h: 16,08 secondi

  • Ripresa in V da 70 a 160 km/h: 18,45 secondi

  • Ripresa in V da 70 a 180 km/h: 21,92 secondi

  • Ripresa in V da 70 a 200 km/h: 23,41 secondi

  • Ripresa in V da 70 a 220 km/h: 26,27 secondi

  • 400 metri da fermo: 11,920 secondi.

  • Chilometro da fermo: 20,980 secondi.

La F40 LM

In seguito alle numerose richieste di F40 preparate per le corse, vennero costruiti anche 19 esemplari di F40 LM (Le Mans) dal 1988 al 1994, modelli opportunamente modificati per le competizioni su pista richiesti espressamente dal presidente di Ferrari France Daniel Marin ad Enzo Ferrari in persona e realizzati dall'officina Michelotto (preparatore Ferrari) per competere nel Campionato IMSA GTO, nel quale la vettura fece il suo debutto nel 1989 sul Circuito di Laguna Seca con alla guida Jean Alesi, partita in seconda posizione terminò la gara al terzo posto. La stagione seguente la Ferrari France schierò una o due F40 LM in alcune prove di campionato conquistando in totale 4 podi, mancando però la vittoria, in seguito la Ferrari France rinunciò al programma corse, nonostante Michelotto avesse costruito 19 telai solamente 3 di essi furono realmente utilizzati dalla squadra francese. Tuttavia la carriera sportiva della F40 LM, non era giunta al termine, infatti venne impiegata nel Campionato BPR Global GT Series dal 1994 al 1996.

Rispetto al modello base, le F40 LM presentavano turbocompressori ed intercooler maggiorati, una nuova centralina elettronica di gestione del motore (siglato F120B), il rapporto di compressione salito a 8,0:1 e la pressione di sovralimentazione portata a 2,6 bar: tutte queste modifiche portavano la potenza massima a circa 720 CV disponibili in gara mentre in prova si potevano superare i 900 CV, questo per quanto riguarda le vetture che gareggiarono nell'IMSA GTO dal 1989 al 1990, mentre quelle schierate nel Campionato BPR Global GT Series erano limitate nella potenza massima per regolamento a 660 CV[3]. Il peso si aggirava normalmente sui 1050 kg, anche se alcuni esemplari scendevano sotto la soglia della tonnellata[4]. Le prestazioni velocistiche erano impressionanti: la punta massima si avvicinava ai 370 km/h e l'accelerazione da 0 a 100 km/h necessitava di circa 3 secondi[5].

La F40 GTE

La Ferrari F40 GTE ultima evoluzione della F40, realizzata appositamente per gareggiare nel Campionato BPR Global GT Series sfruttando le conoscenze acquisite con la versione LM, venne prodotta tra il 1994 e il 1996, aveva un motore con una cilindrata maggiorata a 3,5 litri dotato per regolamento di flange sui condotti di aspirazione erogava una potenza massima di 660 CV, montava un cambio sequenziale a 6 rapporti e dischi freno in carboceramica. Inizialmente colse numerosi successi in campionato anche contro le più moderne McLaren F1 GTR soprattutto nelle gare sprint; mentre nelle gare endurance manifestava problemi di affidabilità che ne limitavano i risultati, nella stagione 1996 era ormai poco competitiva nei confronti di vetture frutto di progetti più recenti e schierate da squadre ufficiali come la Porsche 911 GT1.

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FERRARI 288 GTO (anno 1984)

Lo sviluppo della 288 GTO venne avviato, partendo dalla meccanica della 308 GTB per partecipare alle gare del Gruppo B. Mauro Forghieri, capo progettista Ferrari, coinvolse nella progettazione del nuovo modello anche la Michelotto Automobili (scuderia che correva con delle 308 GTB dotate di carrozzeria modificata in vetroresina).

A sottolineare la derivazione dalla 308 GTB della 288 GTO, presentata al salone dell'automobile di Ginevra del 1984, contribuiva anche la linea di Pininfarina. Se esteticamente la nuova supercar di Maranello sembrava una 308 GTB gonfiata con gli steroidi (parafanghi allargati, spoiler maggiorati, feritoie), le novità erano parecchie. La carrozzeria (in realtà completamente nuova) era in Kevlar, mentre il motore V8, con cilindrata ridotta a 2855cc, derivato dal motore delle sport-prototipo Lancia LC2 che la Ferrari aveva contribuito a progettare. Era sovralimentato da due turbocompressori IHI con due intercooler. Il cambio, dotato di radiatore dell'olio, era, inoltre, montato a sbalzo dietro al propulsore. Fu la prima Ferrari dotata di iniezione elettronica derivata dalla formula 1 la Weber-Marelli IAW che ne addolciva leggermente il pur rude carattere.

Con una pressione di sovralimentazione di 0,8 bar e 400cv di potenza massima, per la 288 GTO erano dichiarati i 305 km/h di velocità massima e il tempo di 12,7 sec per coprire i 400 mt da fermo. Nonostante i "numeri" da primato la vettura, priva di dispositivi elettronici di controllo, era assai nervosa a causa anche dell'erogazione della potenza poco lineare (il famoso ritardo di risposta dei motori turbo di quegli anni).

Il programma di partecipazione alle competizioni non venne mai portato a termine, ma i 272 esemplari di GTO prodotti furono venduti rapidamente. La sua erede ideale fu la F40 del 1987.

La 288 GTO Evoluzione

Nel corso del 1985 vennero costruiti 5 esemplari di 288 GTO Evoluzione allo scopo di schierarli nelle competizioni aperte al Gruppo B. La messa al bando per motivi di sicurezza, a partire dal 1987, di tale categoria convinse la Ferrari a trasformarle in vetture-laboratorio. Le modifiche apportate comprendevano una nuova veste aerodinamica per la carrozzeria, interventi di rinforzo del telaio e alleggerimento della carrozzeria (con la massa totale ridotta a 940 kg) e l'elaborazione del motore (potenziato a 650cv mediante l'uso di turbocompressori di dimensioni maggiori, pistoni riprogettati e altri adeguamenti): a seguito di questi interventi la velocità massima è stata teorizzata intorno a 360 km/h, molto vicina a quella degli sportprototipi che dominavano la scena in quegli anni e con cui avrebbe dovuto competere nelle gare endurance. A occuparsi dell'allestimento di quelli che, di fatto, sarebbero stati a tutti gli effetti i muletti della successiva F40, fu direttamente la carrozzeria Michelotto di Padova. Le 288 GTO Evoluzione tuttora esistenti sono tre.

Configurazione
Carrozzeria: Berlinetta Posizione motore: centrale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (Lungh.xLargh.xAlt.) 4.290 x 1.910 x 1.1120 mm
Interasse: 2.450 mm Carreggiate: anteriore 1.559 - posteriore 1.562 Capacità serbatoio: 120
Altezza minima da terra mm
Posti totali: 2 Bagagliaio: -
Masse a vuoto: 1.160 kg / in ordine di marcia: 1.320 kg
Meccanica
Tipo motore 8 cilindri a V da 90°, 2 turbocompressori con intercooler
Distribuzione: 4 alberi a camme in testa con 4 valvole in testa per cilindro Alimentazione: iniezione elettronica
Cilindrata Alesaggio 80 mm - Corsa 71 mm; totale: 2.855 cm3
Prestazioni del motore Potenza: 400 CV a 7.000 giri/min
Accensione: - Impianto elettrico: -
Frizione: bidisco Cambio: a 5 marce
Telaio
Corpo vettura tubolare
Sterzo a cremagliera
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti con barra stabilizzatrice / posteriori: a ruote indipendenti
Freni anteriori: a disco / posteriori: a disco
Pneumatici anteriori: 225/55 VR 16, posteriori: 265/50 VR 16
Prestazioni dichiarate
Velocità massima dichiarata 305 - rilevata 292,3 km/h
Accelerazione 0-100 km/h: 4,9 secondi, 1 chilometro con partenza da fermo: 26,6 secondi s
Consumi medio 22 litri/100 km
Omologazione  
Emissioni CO2 g/km
Altro
Rapporto di compressione 7,6:1

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FERRARI TESTAROSSA (anno 1984)

Al Salone dell'Automobile di Parigi del 1984 la Ferrari svelò l'erede della 512 BB, di cui conservava la meccanica. La vettura, con la sua linea, opera di Pininfarina, caratterizzata dalla coda notevolmente allargata (dominata dalle luci rettangolari immerse in una serie di barre orizzontali) e dalle grandi griglie laterali, suscitò subito ampi consensi (e qualche critica: qualcuno la considerò persino eccessiva, più vicina all'ostentazione Lamborghini che all'eleganza sportiva Ferrari). Anche gli interni, lussuosamente rifiniti, erano opulenti.

In origine la Testarossa aveva un solo specchietto retrovisore molto sporgente e posto curiosamente a metà del montante del parabrezza, per tentare di migliorare la scarsissima visibilità posteriore, ostacolata dalla massiccia coda; tale collocazione non era, in effetti, particolarmente elegante, per cui ben presto si passò ad una soluzione più tradizionale, con due specchietti alla base dei montanti.

La meccanica era mutuata dal modello precedente, ma venne affinata: il 12 cilindri boxer di 4.942 cm3 beneficiò di una nuova testata a 4 valvole per cilindro ed erogava ora una potenza di 390 CV. Il retrotreno venne dotato di doppi ammortizzatori.

La Testarossa originaria rimase in produzione praticamente invariata (salvo modifiche di dettaglio a cerchi e dotazioni) fino al 1992. Nel 1989, però, per adeguarsi alla normativa antinquinamento, venne montata la marmitta catalitica, con conseguente calo di potenza a 380 CV.

La 512 TR

Al Salone di Los Angeles del 1992 debuttò la 512 TR, evoluzione della prima Testarossa. Le modifiche estetiche erano assai limitate (nuovo frontale, con diversa mascherina, e nuovi paraurti), ma quelle agli interni (totalmente nuovi) e alla meccanica erano sostanziose.

Il motore, modificato anche nei pistoni, nell'albero motore e nei condotti d'aspirazione e scarico, ottenne un nuovo impianto di iniezione Bosch. La potenza salì a 428 CV e la velocità massima a 314 km/h. L'accelerazione da 0 a 100 km/h avveniva in 4,8 sec.

Anche il telaio venne sottoposto a numerose modifiche (come l'adozione di tubi d'acciaio di sezione più grande) volte a migliorarne la rigidità torsionale e la resistenza in caso d'urto. L' ABS divenne di serie.

La F512 M

Nel 1994 debuttò l'ultima evoluzione della Testarossa, la F512 M.

Le novità estetiche riguardavano soprattutto il frontale (con mascherina ridisegnata e fari a vista carenati da una copertura in plexiglass, anziché a scomparsa come sulle serie precedenti), i paraurti (nuovi), i gruppi ottici posteriori (doppi, circolari e privi di grigliatura) e i cerchi. All'interno cambiavano alcuni dettagli, mentre sotto l'aspetto tecnico le novità erano maggiori.

La carrozzeria, fermo restando il telaio a tubi d'acciaio (ora a sezione differenziata), divenne interamente in alluminio (prima le parti strutturali erano in lamiera d'acciaio), mentre la potenza del motore crebbe a 440 CV. Le prestazioni, grazie anche al peso ridotto di 60 kg, parlavano di una velocità di 315 km/h e di un'accelerazione in 4,68 sec. Lo scatto da 0 a 1000 m veniva coperto in 22'7 sec.

Ad oggi rimane una delle Ferrari più ricercate, sia per via dell'esiguo numero di esemplari prodotti (meno di 500), sia per il fatto di essere l'ultima Ferrari prodotta con il V12 boxer, la cui prima presentazione risaliva alla Ferrari 365 GT4 BB presentata nel 1973.

La F512 M uscì di listino nel 1996, per lasciar spazio alla 550 Maranello. In totale vennero prodotte circa 10.000 tra Testarossa, 512 TR e F 512 M.

Configurazione
Carrozzeria: Berlinetta Posizione motore: centrale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (Lungh.xLargh.xAlt.)  ? x ? x ? mm
Interasse: 2.550 mm Carreggiate: anteriore 1.518 - posteriore 1.660 Capacità serbatoio: -
Posti totali: - Bagagliaio: -
Masse  
Meccanica
Tipo motore 12 cilindri (angolo tra le bancate di 185°) - rapporto di compressione: 9,2:1
Distribuzione: 4 valvole per cilindro Alimentazione: -
Cilindrata (alesaggio x corsa: 82x78 mm); unitaria 411,92, totale 4943,04 cm3
Prestazioni del motore Potenza: 390 CV a 6300 giri/minuto (potenza specifica: 78 CV/litro)
Accensione: - Impianto elettrico: -
Frizione: doppio disco a secco Cambio: 5 velocità + retromarcia
Prestazioni dichiarate
Velocità massima 290 km/h
Accelerazione 0-100 km/h: 5,8 s s

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FERRARI MONDIAL (anno 1980)

Genesi, Mondial 8, Mondial 4V

La Dino 308 GT4 (anche se non propriamente una "vera Ferrari" per il nome Dino, promosso a vero e proprio marchio di fabbrica e utilizzato in luogo di quello della Ferrari, e mai apparso nelle 208 gt4) non aveva avuto il successo sperato , secondo Enzo Ferrari, non per l'impostazione meccanica (coupé 2+2 con motore centrale) in sé, ma per la linea di Bertone. Sotto questi auspici nacque nel 1980 la Mondial 8.

La denominazione "Mondial" intendeva ricordare la vittoria nel campionato mondiale di F1 dell'anno precedente, come già fatto per un celebre modello degli anni cinquanta.

Questa volta la linea era stata affidata alla Pininfarina, e l'estetica della Mondial anche se 2+2 si distanziava dalla forma a "cuneo" della 308gt4. Una linea meno aggressiva delle 308 e Bb, molto più adatta ad un'auto 4 posti, con delle griglie aria pronunciate e piacevoli

La Mondial fu una delle prime "world Car" della Ferrari, con un telaio tubolare, un passo allungato, motore trasversale, sospensioni indipendenti, cinque marce, e un innovativo telaio a retrotreno removibile per facilitare le operazioni di meccanica.

L'abitacolo elegante e ben definito, montava dei nuovi inserti in plastica e pulsanti elettrici a rimpiazzo dei problematici vecchi pulsanti tiranti. Completavano il tutto 4 comodi sedili in pregiata pelle connolly.

L'auto adottava un motore V8 di 2926cc, identico alla sorella Ferrari 308 gtsi 308 GTBi, e un' alimentazione a iniezione (Bosch K-Jetronic). La potenza era di circa 214 cv.

In Europa l'auto venne ben accolta, soprattutto in Gran Bretagna dalle ottime recensioni della rivista CAR.

Purtroppo, la versione di esportazione Usa per via delle severe norme antinquinamento USA dovette adottare una più bassa compressione, e un catalizzatore, che ne abbassava la potenza. Infatti molti compratori esteri non gradirono questa riduzione (a detta di molti la Mondial 8 europea era pari prestazioni alla futura 4v usa)

Nel 1982 col lancio della Mondial Quattrovalvole, spinta dal V8 dotato di testata a 32 valvole. la potenza cresceva a 240cv e le prestazioni,miglioravano globalmente.

il grande successo arrivò nel 1983 col lancio della Mondial QV Cabriolet. L'assenza del tetto giovava parecchio alla linea e la presenza del telaio tubolare, che limitava la necessità di rinforzi, consentì di contenere l'incremento di peso in soli 55kg. La Mondial Cabriolet ottenne grande successo, soprattutto negli Stati Uniti (che assorbivano l'80% della produzione).

La Mondial 3.2

Nel 1985 le Mondial coupé e cabriolet vennero aggiornate nell'estetica e nella meccanica. Per avere un design simile alla nuova arrivata 328. Le modifiche alla carrozzeria riguardarono esclusivamente il frontale (con un nuova mascherina) ed i paraurti (in tinta con la carrozzeria), mentre, dal punto di vista tecnico, le maggiori novità erano concentrate nel motore, la cui cilindrata cresceva a 3185cc. Grazie alla potenza di 270cv le prestazioni erano eccellenti.

La Mondial T

Al Salone dell'automobile di Ginevra del 1989, venne presentata la Mondial T. A dispetto delle lievissime modifiche estetiche alla mascherina anteriore (ma gli interni vennero completamente ridisegnati), la nuova versione presentava interessanti novità tecniche: il nuovo motore longitudinale anziché trasversale permise, oltre che a migliorare l'efficienza degli scarichi, ad abbassare il baricentro della vettura di ben 12 cm; l'ABS montato di serie; il servosterzo; il comando elettronico a taratura variabile delle sospensioni nelle modalità Soft, Auto (una centralina adatta le sospensioni a seconda del fondo stradale) e Hard. Il cambio divenne trasversale (da qui la T del nome), con frizione bidisco posteriore a sbalzo.

La cilindrata del motore crebbe a 3405cc (con un alesaggio di mm 85 e una corsa di mm 75) e la potenza raggiunse i 300cv a 7.200 giri/minuto (con una coppia massima è di 33 kgm a 4.200 giri/minuto). Con la nuova distribuzione dei pesi e la maggior potenza, la Mondial (prodotta sempre in versione chiusa e cabriolet), raggiungeva i 100 km/h in 6,3 secondi e la velocità massima salì a 255 km/h, mantenendo una buona facilità di guida.

Una delle ultime evoluzioni della mondial, era la mondial VALEO, dotata di un innovativo cambio a frizione elettronica,(quindi pedale assente) che permetteva di cambiare marcia senza alcuna pressione o presenza della frizione.

La produzione cessò, definitivamente, nel 1993. La Mondial può essere considerata un successo per la Ferrari, infatti restò in produzione per circa 12 anni.

Con essa terminò anche la produzione di Ferrari "2+2" con motore V8. Può essere considerata sua erede la 456 GT, equipaggiata però da un più classico (per la produzione Ferrari) V12, montato anteriormente. Di fatto la 456 GT era la più diretta discendente della 412, uscita di listino qualche anno prima.

La Mondial: la Ferrari del papa

Il 4 giugno del 1988 il papa Giovanni Paolo II visita gli stabilimenti Ferrari. Enzo Ferrari è malato e può avere con il pontefice solo un colloquio telefonico. Il papa, al di fuori da ogni protocollo, chiede che gli venga fornita un'automobile Ferrari per salutare i fedeli raccoltisi lungo la pista di Fiorano. Il suo desiderio viene rapidamente esaudito. L'auto è una Mondial cabriolet e viene guidata dal figlio di Enzo Ferrari, Piero Ferrari. L'immagine del papa sulla Ferrari Mondial fa rapidamente il giro del mondo.

Mondial Moneytron

A ribadire le ottime prestazioni e tenuta di strada dell'auto, nel 1989 2 esemplari di Mondial 3.2 elaborati a 340 cv, vengono utilizzati dal team MONEYTRON per la corsa delle 24 Ore di Spa in Belgio nel Circuito di Spa-Francorchamps. Le 2 Mondial erano guidate da Bertrand Gachot (B)/Harald Huysman (B)/Keke Rosberg (SF).

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FERRARI 308 GTB / GTS (anno 1975)

Al Salone dell'Automobile di Parigi del 1975 venne presentata una delle Ferrari di maggior successo: la 308 GTB. La nuova berlinetta (come amavano definirla a Maranello: GTB era acronimo di Gran Turismo Berlinetta) Ferrari, nata dalla matita di Pininfarina, venne presentata in tutta fretta per rimediare al parziale insuccesso dell'erede dell'apprezzata Dino 246 GT, la Dino 308 GT4 di Bertone.

Abbandonata la configurazione 2+2 con motore centrale della GT4, la 308 GTB si presentava, stilisticamente, come un'evoluzione anni settanta della Dino 246 GT, di cui riprendeva i concetti ispiratori.

Meccanicamente, invece, veniva confermato l'ottimo V8 di 2926cc con distribuzione bialbero su ogni bancata della 308 GT4, ulteriormente impreziosito dalla lubrificazione a carter secco (cioè con circuito dell'olio privo di coppa: una soluzione usata, solitamente nei motori da corsa per evitare momenti di mancato pescaggio dovuti alle forze centrifughe). Molto sportivi anche il telaio, con traliccio centrale, le sospensioni a ruote indipendenti con triangoli sovrapposti ed i freni, 4 dischi autoventilati. Il cambio era manuale a 5 rapporti con differenziale autobloccante. Grazie all'alimentazione a 4 carburatori a doppio corpo, il V8 erogava ben 255cv.

Data la smania del Drake di lanciare il modello, i primi 800 esemplari di 308 GTB vennero assemblati dalla Scaglietti con carrozzeria in vetroresina, mentre a Maranello erano ancora in allestimento gli stampi per la carrozzeria in lamiera d'acciaio.

All'inizio del 1977 le 308 GTB, ora costruite a Maranello con carrozzeria in acciaio, vennero affiancate dalle 308 GTS, con tetto rigido asportabile. La versione targa conservava la meccanica della coupé.

Grazie al gradimento del mercato USA la GTS ebbe sempre vendite superiori alla GTB. Nel 1980 per fronteggiare le più severe norme antinquinamento statunitensi il motore V8, che perse la lubrificazione a carter secco in favore di un circuito convenzionale con coppa, adottò l'alimentazione a iniezione ed un rapporto di compressione più basso. La potenza calò drasticamente a 215cv.

Alla fine del 1982, per fronteggiare le proteste dei clienti delusi dal calo prestazionale, venne lanciata la 308 Quattrovalvole (sia GTB che GTS), dotata di testata a 4 valvole per cilindro. La potenza risaliva a 240cv. La Quattrovalvole si distingueva per una nuova mascherina ampliata (con fendinebbia rettangolari integrati) e lo spoiler anteriore.

Esemplari 308 GTB Esemplari 308 GTS Anni di produzione
26 - 1975
844 - 1976
763 106 1977
415 884 1978
417 1.029 1979
432 1.200 1980
2.897 3.219 Totale

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FERRARI DINO 246 GTS (anno 1972)

Fu prodotta in 2 versioni, coupé (GT) e spyder (GTS) avendo molto successo. La carrozzeria fu ideata dal designer della Pininfarina Aldo Brovarone ed il motore era derivato dall'ultimo propulsore sportivo progettato di Dino Ferrari, scomparso nel 1956. Si trattava di un 6 cilindri a V di 65° trasversale, primo motore di questo tipo montato su un veicolo della casa di Maranello che aveva, fino ad allora, sempre preferito propulsori a 12 cilindri. Per questo fatto venne anche definita una "baby" Ferrari ma le sue prestazioni facevano invidia a molti altri modelli con motori più frazionati ed il pubblico ne decretò il successo con una produzione di oltre 3.500 esemplari, numeri importanti per quel periodo.

La 246, rispetto all'antenata 206, aveva oltre che una cilindrata maggiorata a 2,4 l una diversa impostazione generale, con ad esempio la carrozzeria in acciaio anziché in alluminio. L'aumento di peso che ne derivava non inficiava più di tanto le prestazioni generali dato anche il corrispettivo aumento di potenza messa a disposizione dal nuovo motore.

Questo propulsore fu anche quello che equipaggiò un'altra famosa vettura del periodo, la Lancia Stratos e, in versione depotenziata, la Fiat Dino.

La prima ad essere presentata fu la versione a tetto rigido, la versione scoperta entrò in produzione solo nel 1972. Nel 1973 uscì dal listino della casa, sostituita, nella serie Dino, dalla Dino GT4 disegnata invece da Bertone.

Caratteristiche tecniche

Dimensioni e massa
Lunghezza 4.343 mm
Larghezza 1.702 mm
Altezza 1.150 mm
Passo 2.340 mm
Massa 1.125 kg
Altro
Sostituita Ferrari Dino 308 gt4
Esemplari prodotti 3.761
Design Aldo Brovarone per Pininfarina
Altre versioni Spyder
Tipo Coupè
Stessa famiglia Fiat Dino Lancia Stratos

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FERRARI 512 PININFARINA MODULO (anno 1970 prototipo)

Si trattava di un veicolo dalla forma eccezionale e dotato di soluzioni graficamente speculari considerate troppo avveniristiche per l'epoca; in particolare non era dotata di sportelli ma tutto il parabrezza e la parte anteriore del tetto e dei finestrini veniva spostata manualmente in avanti in modo da permetterne l'ingresso. Questo sistema è derivato dalla ricerca sull'accesso in vetture di altezza limitata (meno di un metro nel caso specifico) ed era una consuetudine trovare soluzioni alternative in questo genere di prototipi denominati dream car, il suo grande difetto era l'impossibilità di uscire in caso di incidente stradale in quanto i binari del telaio si sarebbero potuti piegare facilmente (questo sistema è stato ripresentato dopo quarant'anni, automatizzato e come esercizio stilistico, sulla Maserati Birdcage 75th nel 2005).

Sono da notare anche gli interni, decisamente avveniristici, in cui tutti i comandi sono disposti su una particolare sfera dotata di pulsanti rivolta verso il guidatore e posizionata alla sua sinistra, questa disposizione era possibile per l'eccezionale larghezza della vettura, sebbene il guidatore e il passeggero si ritrovino molto vicini l'uno all'altro. La leva del cambio è invece posizionata in asse col cruscotto, come nelle Renault degli anni settanta (R4 e R5 in primis). Il motore, posteriore, è lo stesso V-12 da 550 cavalli della Ferrari 512 S come altre componenti meccaniche.

Venne presentata al salone dell'auto di Ginevra nel 1970 con una colorazione nera metallizzata e venne accolta come protagonista indiscussa di quell'annata, sebbene poi il prototipo sia stato ricolorato con il colore originale, azzurro chiaro perlato. Vinse oltre 22 premi internazionali per design e concetto.

Attualmente l'unico prototipo costruito è conservato presso il Centro Stile Pininfarina di Cambiano in provincia di Torino.

Lunghezza: 4.480 mm

Larghezza: 2.040 mm

Altezza: 935 mm

Passo:2.405 mm

Design: Paolo Martin

Stessa famiglia: Ferrari 512

Esemplari prodotti: 1

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FERRARI 330 GTC/GTS (anno 1970)

La 330 GTC e la 330 GTS sono state delle autovetture sportive prodotte dalla Ferrari dal 1966 al 1968. La prima era una coupé, mentre la seconda era l’omologa versione spyder. Avevano dimensioni leggermente differenti, ma possedevano la stessa meccanica.

Il contesto generale

Entrambe furono disegnate da Pininfarina. Il contributo del celebre carrozziere non si fermava solamente alla progettazione; assemblava anche il corpo vettura, dotato anche degli interni, nelle sue officine di Torino. Tutto poi era inviato agli stabilimenti Ferrari di Maranello per l’ultimazione della vettura con il montaggio delle parti meccaniche. Di entrambi i modelli ne furono anche realizzate versioni speciali per clienti selezionati. Aveva una peculiarità per essere una Ferrari dell’epoca: fu la prima ad avere il nome del modello apposto sul cofano posteriore. Infatti la Casa automobilistica di Maranello lo applicava di norma solo ad alcune vetture speciali.

La 330 GTC

La 330 GTC fu presentata al salone dell'automobile di Ginevra del 1966. Veniva offerta in contemporanea alla molto più sportiva 275 GTB e alla più ordinaria 330 GT 2+2 [1]. Con la prima aveva in comune il telaio, mentre con la seconda il motore V12 da 4 litri di cilindrata [1], che era a sua volta l’evoluzione di quello installato sulla 400 Superamerica [2]. Anche per la linea s’ispirava ad altri modelli: la parte anteriore richiamava la 500 Superfast, mentre quella posteriore la 275 GTS. Ne furono prodotti 598 esemplari.

La 330 GTS

La 330 GTS era indistinguibile alla 330 GTC, tranne che per la capote in tela. Mostrata per la prima volta al pubblico al salone dell'automobile di Parigi del 1966, aveva lo stesso motore dell’omologa. È stata la prima Ferrari ad essere trasformata in vettura Targa. Ne furono prodotti 100 esemplari[2].

Caratteristiche tecniche

Il motore era un V12 a 60° anteriore e longitudinale. L’alesaggio e la corsa erano rispettivamente 77 mm e 71 mm. La cilindrata era di 3967,44 cc, mentre il rapporto di compressione era di 8,8:1. La potenza massima erogata dal propulsore era di 300 CV a 7000 giri al minuto [1][2].

La distribuzione era monoalbero per bancata di cilindri, con due valvole per ciascuno di essi. L’alimentazione era assicurata da tre carburatori di marca Weber a doppio corpo e modello 40 DCZ/6 o 40 DFI/2. La frizione era monodisco e la lubrificazione era a carter umido [1][2].

Il telaio era tubolare in acciaio, mentre la carrozzeria era a 2 posti. Le sospensioni erano indipendenti, con quadrilateri trasversali, molle elicoidali coassiali con gli ammortizzatori telescopici e barre stabilizzatrici. I freni erano a disco mentre il cambio era a cinque rapporti più la retromarcia. La sterzo era a vite e rullo conico[1][2].

I modelli raggiungevano una velocità massima di 242 km/h.

Lunghezza: 4430 4470  mm

Larghezza: 1665 1675  mm

Altezza: 1250 1282  mm

Passo: 2400  mm

Massa: 1200 1300 kg

Design: Pininfarina

Altre antenate: Ferrari 275 GTS

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FERRARI 125 S (anno 1947)

La 125 S o 125 Sport fu la prima autovettura costruita, in soli due esemplari, dalla neonata Ferrari. Fu collaudata e guidata da Franco Cortese, primo pilota Ferrari. Si trattava di una barchetta a ruote coperte, dalla cui meccanica venne ricavata, l'anno successivo, la Ferrari 125 F1 destinata alle competizioni automobilistiche per le vetture a ruote scoperte.

Oltre ad essere la prima con il marchio Ferrari fu anche l'ultima vettura a scendere in pista con il vecchio colore "rosso corsa Alfa Romeo" che aveva sempre caratterizzato le macchine della Scuderia Ferrari. In seguito, la scuderia di Maranello adottò stabilmente per le sue vetture il "rosso corsa FIAT".

Caratteristiche tecniche

Motore Anteriore, longitudinale, 12 cilindri V (60°)
Alesaggio x Corsa 55 x 52,5 mm
Cilindrata unitaria 124,73 cc
Cilindrata totale 1496,77 cc
Numero valvole 2 per cilindro
Monoalbero a camme in testa
Rapporto di compressione 7,5:1
Alimentazione 3 carburatori Weber 30DCF
Raffreddamento a liquido
Potenza massima 118 CV a 6800 giri/minuto
Potenza specifica 78,8 CV/litro
Trazione posteriore
Frizione monodisco a secco
Cambio in blocco col motore a 5 rapporti + RM
Telaio Longheroni e traverse
Sospensione anteriore Ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, balestra trasversale, ammortizzatori idraulici
Sospensione posteriore Ponte rigido, balestre longitudinali, barra antirollio, ammortizzatori idraulici
Freni a tamburo
Serbatoio da 75 litri
Pneumatici anteriori 5,50-15 - posteriori 6,00-15.

Prestazioni

Velocità massima 170 km/h
Rapporto peso/potenza 6,3 kg/CV.

Produzione: 1947

Sostituita da: Ferrari 159 S

Esemplari prodotti: 2

Lunghezza: 4.500 mm

Larghezza: 1.550 mm

Altezza: 1.500 mm

Passo: 2.420 mm

Massa: 750 kg

Stessa famiglia: Ferrari 125 F1

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