La storia del Cavallino Rampante

Gli uomini da più di cento anni costruiscono automobili, Ferrari costruisce sogni che sono diventati un mito....un mito Italiano

TUTTA LA STORIA DELLA CASA AUTOMOBILISTICA PIU' FAMOSA DEL MONDO.....

La storia comincia il 18 febbraio 1898

Alla periferia di Modena il 18 febbraio 1898 Enzo Anselmo Ferrari nacque proprio in quel giorno, ma, a causa della neve, i suoi genitori poterono registrarne la nascita soltanto due giorni più tardi. Nell’infanzia di colui che sarà ricordato come il fondatore di un mito automobilistico, i motori fecero la loro prima comparsa nel 1908, quando Enzo venne portato dal padre, insieme al fratello Alfredo, ad assistere ad una corsa automobilistica sul circuito di Bologna, sulla via Emilia. La gara venne vinta da Felice Nazzaro ed il giovane Enzo ne rimase fortemente impressionato.
Ma fu soltanto dopo le vicissitudini legate al primo conflitto mondiale che Enzo si mise in cerca di un lavoro alla Fiat scoprendo, con suo enorme disappunto, che non c'erano posti vacanti. La passione per l'automobile lo spinse ad entrare nel settore anche se il Paese era ancora in una sorta di stato di guerra: la circolazione del traffico privato era proibita e ciò bloccava il mercato. Finalmente, alla fine del 1918, trovò occupazione a Torino in qualità di collaudatore di automobili. Il lavoro di Enzo consisteva nel guidare i camion, ridotti ad un semplice telaio dotato di motore, fino a Milano, dove venivano carrozzati. Nella città lombarda trovò un nuovo posto alla CMN (Costruzioni Meccaniche Nazionali) come collaudatore e, successivamente, come pilota da corsa.
Inizia in quel momento la carriera di pilota di Enzo Ferrari. La prima gara porta la data del 1919, la corsa in salita Parma-Poggio di Berceto, e dove Ferrari arrivò quarto nella categoria tre litri alla guida di una 4 cilindri, 2.3 litri, CMN 15/20. Nello stesso anno, partecipò anche alla Targa Florio dove non però ebbe altrettanto successo. Si rifece l’anno dopo, quando, dopo una serie di gare con alterna fortuna, Enzo arrivò secondo assoluto alla Targa Florio alla guida di un'Alfa Romeo. Iniziò, così, una collaborazione con la casa del Biscione che durerà vent'anni e lo porterà a ricoprire incarichi di collaudatore, pilota, collaboratore commerciale e, infine, direttore del reparto Alfa-Corse. Come pilota ufficiale dell'Alfa, Ferrari prese parte a diverse corse, con alcuni risultati positivi, come un 5° posto alla Targa Florio, ed un 2° posto al Circuito del Mugello. In quel periodo riportò anche il suo primo vero incidente: alla vigilia del Grand Prix di Brescia, categoria Gentlemen, uscì di strada per evitare una mandria di mucche che stava attraversando il tracciato. Quello fu un periodo da ricordare anche per un incontro che avrebbe segnato per sempre il giovane Ferrari. Nel 1923 vinse il primo Circuito del Savio e in quell’occasione conobbe il Conte Baracca, padre del famoso asso dell'aviazione italiana Francesco Baracca. Un incontro che si intreccia in modo inestricabile con il simbolo stesso del mito Ferrari. La storia del cavallino rampante è infatti semplice ed affascinante. Il cavallo era dipinto sulla carlinga del caccia di Francesco Baracca e lo stesso Enzo Ferrari scrisse: "Quando vinsi nel '23 il primo circuito del Savio, che si correva a Ravenna, conobbi il Conte Enrico Baracca, padre dell'eroe e successivamente la madre, la contessa Paolina. Fu lei a dirmi, un giorno, "Ferrari, perché non mette sulle sue macchine il cavallino rampante di mio figlio? Le porterebbe fortuna". Conservo ancora la fotografia di Baracca, con la dedica dei genitori, in cui mi affidano l'emblema. Il cavallino era ed è rimasto nero; io aggiunsi il fondo giallo canarino che è il colore di Modena.”
Le vittorie si susseguirono rapidamente e nel 1929 venne fondata a Modena la "Scuderia Ferrari", società sportiva che aveva come scopo quello di far correre i propri soci.
Fu l'inizio di un'intensa attività agonistica che porterà alla creazione di una squadra ufficiale; la Scuderia gareggiava sia con auto, soprattutto Alfa Romeo, sia con moto; col tempo diverrà una filiale tecnico-agonistica dell'Alfa Romeo, alla quale si sostituirà nel 1933 nella gestione dell'attività sportiva.
L'emblema della Scuderia Ferrari appare per la prima volta nel 1929 su tutte le pubblicazioni, le insegne e le carte ufficiali della Società, ma non sulle vetture, che erano dell'Alfa Romeo e ne riportavano il simbolo sportivo, un quadrifoglio verde in un triangolo bianco.
Il 9 agosto del 1931,al circuito delle Tre Province, Ferrari arrivò secondo, alla guida di un'Alfa Romeo 8C 2300 MM, dietro Nuvolari, ma la vicina nascita di Alfredo e Dino ed i sempre maggiori impegni come direttore della Scuderia lo portarono infine a decidere di ritirarsi dalle corse.
Nel novembre 1939 Enzo Ferrari lasciò l'Alfa Romeo, con l'accordo di non poter usare il nome Ferrari associato alle corse e alle macchine da corsa per almeno quattro anni. Da quel giorno, battere le Alfa Romeo con le vetture da lui costruite divenne l’obiettivo primario. Ferrari fondò l'Auto Avio Costruzioni a Modena, nel garage di Viale Trento e Trieste. Nel quartier generale della vecchia Scuderia iniziò la costruzione di due auto per la Mille Miglia, l'ultima prima della guerra; alle vetture (1500 cc, 8 cavalli, sportive) venne dato il nome di 815 e a condurle ci sarà anche il giovane Alberto Ascari. Nella sede modenese della Auto Avio Costruzioni vennero realizzati due esemplari della barchetta sport 815. Dopo la partecipazione alla Mille Miglia, l'inizio della Seconda Guerra Mondiale pose fine ad ogni attività sportiva. Nel 1943, in piena guerra, Ferrari iniziò la costruzione di una piccola fabbrica di rettificatrici oleodinamiche su un terreno che possedeva a Maranello; l'Auto Avio Costruzioni si trasferì quindi dal capoluogo alla provincia, dove venne costruita la prima parte di quella che sarà la sede della Ferrari. Nel 1944 l’officina venne bombardata, ma al termine del conflitto, ripristinati gli edifici, l'Azienda assunse la ragione sociale di "Ferrari". Un nuovo motore 12 cilindri, 1500 cc, venne collaudato sul banco prova il 26 settembre di quello stesso anno. Era il 1945. Il progetto era ambizioso: usare un motore 12 cilindri a V di appena 1500 cc - un tipo di propulsore che avrebbe segnato l'intera storia della marca - per una vettura dai molteplici usi: gare sport e di Formula ma anche stradale. In dicembre Ferrari distribuì alla stampa i primi dati e disegni della sua nuova vettura. Il 2 marzo guidò la 125 S nella prima uscita dalla fabbrica.
La nascita dell'azienda Ferrari comportò anche la creazione di un nuovo marchio, questa volta rettangolare, che apparirà su tutte le vetture costruite a Maranello. La prima fu proprio la 125 di Franco Cortese nel giorno del debutto della Casa di Maranello in gara, sul circuito di Piacenza l'11 maggio 1947.
Il debutto nel Campionato del Mondo di Formula 1 avvenne il 21 maggio 1950, in occasione del Gran Premio di Monaco: Alberto Ascari, alla guida di una 125 F1, ottenne il secondo posto. Alla fine della stagione, i piloti del Cavallino avevano raccolto altri due piazzamenti sul podio. Era l’inizio di un’avventura sui circuiti di tutto il mondo che continua tuttora.

La città di Maranello e la Ferrari

La storia della Ferrari e di Maranello sono fortemente legate da più di 70 anni.

Enzo Ferrari (1898-1988) iniziò dapprima una attività alternativa all’automobile in forza del contratto con l’Alfa Romeo, seguita dalla creazione del nuovo marchio Auto Avio Costruzioni nella sede tradizionale della Scuderia Ferrari in Via Trento e Trieste a Modena. Nel 1943 la guerra costrinse Ferrari a spostare la fabbrica fuori Modena. La scelta cadde su Maranello dove Ferrari già possedeva una casa colonica e un qualche appezzamento di terra. Il decentramento, sia pure imposto dalle leggi di guerra, fu una operazione che lo stesso Ferrari vedeva di buon occhio in quanto faceva parte del suo progetto globale che era quello di diventare costruttore di auto da corsa: la zona in cui aveva acquistato il terreno e dove avrebbe stabilito la sede della Scuderia Ferrari a Modena nel 1923 era periferica (con alcuni stallaggi per cavalli da tiro) ma all’inizio degli anni quaranta stava ormai diventando quasi centrale ed oggi è a fianco della centralissima Piazza Garibaldi. Cominciava ad essere evidente che sarebbero stati assai difficili eventuali ampliamenti, oltre a quelli già realizzati con l’acquisto di piccoli lotti vicini. Il problema semmai era decidere di quanto allontanarsi dal centro della città. Quanto alla scelta di Maranello si potrebbe definire una “seconda scelta” poiché in realtà la ricerca del terreno adatto si era svolta inizialmente nel vicino comune di Formigine. Ma la trattativa si interruppe, e così Ferrari, con i buoni uffici dell’allora Podestà di Maranello Giuseppe Ferrari Amorotti, seppe della possibilità di acquistare un terreno nel comune di Maranello contiguo a quello che Ferrari già possedeva, e precisamente quello denominato “Fondo Cavani” di proprietà dei coniugi Dante Colombini e Augusta Bertani in Colombini: alla loro figlia Fernanda si debbono le informazioni che hanno permesso di risalire alle origini della storia. Ci fu un primo, poi un secondo incontro per definire i dettagli economici e quindi, come si usava allora tra galantuomini di campagna, le trattative vennero concluse da una stretta di mano e festeggiate con una sostanziosa cena preparata dalla signora Augusta, conosciuta come ottima cuoca. Il tutto deve essere avvenuto prima della fine di novembre del 1942: infatti già il 30 novembre su carta intestata della ditta Auto Avio Costruzioni Scuderia Ferrari di Modena ed il 3 dicembre su carta da bollo di Lire 6 il titolare Enzo Ferrari presentava la prima richiesta di licenza edilizia al podestà di Maranello per impiantare un capannone metallico prefabbricato nella sua proprietà, appunto il “Fondo Cavani”. Con lodevole tempestività il Podestà concedeva l’autorizzazione il giorno 4 dicembre e questo è l’atto iniziale della lunga serie di avvenimenti che hanno portato all’impianto attuale. C’è da notare che in quel momento non si parlava ancora di industria meccanica (che stava a Modena) bensì di costruzioni ad uso agricolo come si evince da una seconda richiesta, datata 12 gennaio 1943, nella quale vengono elencati tutti i terreni che componevano l’azienda agricola, sede della futura fabbrica. Questi terreni comprendevano i fondi Fontanile, Convoglio, Nuovo, San Martino ed il Cavani di recente acquisizione per complessive 108 “biolche modenesi” circa (una misura di superficie usata localmente equivalente a 2836 m2).

Dalla nascita dello stabilimento il legame tra l’azienda e Maranello è cresciuto e si è consolidato nel tempo.

Gli anni ’70 sono da record per la casa di Maranello. Dal 1970 al 1979 l’albo d’oro della Ferrari si arricchisce di quattro titoli Costruttori e tre titoli Piloti (due con Niki Lauda e uno con Jody Scheckter) oltre a un Campionato del Mondo Marche nel 1972.
All’inizio del decennio la Ferrari schiera, sui circuiti del Campionato di Formula 1, la nuova 312 B, che inaugura la serie dei propulsori 12 cilindri boxer. La macchina si dimostra sempre più competitiva con il passare del tempo, ma anche la versione aggiornata, la 312 B2, non riesce a primeggiare: in entrambe le classifiche la Ferrari si aggiudica soltanto un quarto posto. Il 1973 è forse l’anno più lungo nella storia della Casa del Cavallino. I risultati tardano ad arrivare eppure a Maranello si respira aria di rivincita. Proprio alla fine di quell’anno approda alla Ferrari Luca di Montezemolo, un giovane avvocato che andrà a ricoprire il ruolo di direttore della Gestione Sportiva. Sotto la sua responsabilità Niki Lauda vincerà due titoli mondiali (1975 e 1977) e la Ferrari conquisterà tre titoli costruttori.
E’ l’inizio della rimonta. Il ’74 si apre con l’arrivo a Maranello di Niki Lauda. Allora è un giovane pilota di belle speranze e dotato di grande talento. Lauda correrà con la Ferrari ben 57 corse, vincendone 15 e finendo sul podio 32 volte. La stagione vede il ritorno della Ferrari al vertice: Clay Regazzoni sfiora il Mondiale Piloti, vinto da Emerson Fittipaldi, mentre in quello Costruttori la squadra è seconda. La 312 B3-74 è una macchina altamente competitiva, come dimostrano le 10 pole position, ma non altrettanto affidabile. Le vittorie sono tre (Lauda in Spagna ed Olanda, Regazzoni in Germania) ma resta la sensazione di un'occasione persa.
Il 1975 tuttavia realizza le speranze dell’anno precedente. Dopo undici anni di attesa, la Ferrari torna al successo, centrando la doppietta nei Campionati Piloti e Costruttori. Niki Lauda conquista cinque vittorie mentre Clay Regazzoni s'impone a Monza nel giorno in cui il suo compagno di squadra si laurea campione del mondo. La vettura è la 312 T, che inaugura la plurivittoriosa serie delle 12 cilindri con il cambio posto in posizione trasversale. E benché l’anno successivo si apra con altrettanto rosee promesse, (6 vittorie nelle prime 9 gare) il primo agosto al Nuerburgring un grave incidente sembra dover fermare i sogni di bis del campione austriaco. La squadra rinuncia al Gran Premio d'Austria e si presenta con il solo Regazzoni al via di quello d'Olanda. Lauda torna a Monza, non ancora ristabilito, per cercare di arginare la rimonta di Hunt, ma la gara si rivela per lui estremamente difficile. In Giappone l'epilogo: sotto un diluvio incessante, Lauda abbandona la gara e lascia via libera all'inglese. Alla Ferrari resta la vittoria del titolo Costruttori. La rivincita non tarda ad arrivare. L’anno seguente Lauda si riprende quello che la sorte gli aveva tolto, conquistando il suo secondo titolo mondiale. La Ferrari centra il tris, imponendosi nuovamente nel Campionato Costruttori grazie ad una 312 T2 riveduta e corretta. Laureatosi campione, Lauda lascia la sua macchina per le ultime due gare della stagione ad un giovane canadese: Gilles Villeneuve.
Dopo un anno relativamente anonimo, in cui è la Lotus a dominare la scena e Villeneuve conferma il suo talento, la vittoria torna in casa Ferrari, che domina entrambi i Campionati del 1979. Il pilota canadese intanto conquista un posto d’onore nel cuore degli appassionati: guiderà una Ferrari per sei anni, rimanendo in assoluto uno dei piloti più amati nella storia del Cavallino. Nel Campionato Piloti la lotta si accende proprio fra Gilles Villeneuve e il sudafricano Jody Scheckter, vincitori di tre gare ciascuno: la spunta quest'ultimo, grazie ad una maggiore regolarità. Le prime due gare vengono disputate con la 312 T3, mentre in Sudafrica debutta la T4: è subito doppietta, con Villeneuve primo e Scheckter subito dietro di lui. La macchina è ancora un'evoluzione di quella serie T che ha portato a Maranello tre titoli Piloti e quattro Costruttori. Un'altra doppietta, questa volta a Monza, segna l'apoteosi: vince Villeneuve e Scheckter si laurea campione del mondo.

Leggenda fra le leggende

La Scuderia Ferrari è la sola scuderia di F1 ancora in attività ad aver partecipato a tutti i campionati del mondo, dopo il 1950, anche se fu solo dal secondo Gran Premio, in maggio a Monaco. Gli anni 50, gli anni 60, 70 e 80 sono stati tutti segnati da exploits delle vetture Rosse e dei suoi piloti più o meno carismatici.
Tuttavia, dopo un lontano mese d'Ottobre 1979 con
Jody Scheckter (data dell'ultimo Gran Premio della stagione a Watkins Glen) nessun pilota della Scuderia ha ottenuto il titolo...............già 21 anni.
Gli anni 90 sono stati anni di "vacche magre" per la squadra italiana malgrado il reclutamento dei migliori piloti del momento: Michele Alboreto nel 1985, Gerhard Berger la prima volta nel 1987, Nigel Mansell nel 1989, Alain Prost nel 1990, poi il duo Alesi-Berger...nessuno ce l'ha fatta !
Ci vorrà tutto il peso della Fiat, appoggiata da Marlboro per reclutare Jean Todt, Michael Schumacher ed i suoi ingegneri per ridare blasone alle Rosse. In un attimo, il tedesco ha rimesso la scuderia al centro del dibattito, ma senza mai centrare il bersaglio finale: ottenere il titolo piloti. Nel 1999, il risollevamento del Cavallino si è avuto con la vittoria finale delle Rosse nel campionato mondiale costruttori, 16 anni dopo quello della 126 C3 nelle mani di Tambay e Arnoux.

Anno 2000

La scuderia italiana ha realizzato i propri sogni quando, dopo aver dominato l'inizio della stagione in Australia, Michael Schumacher fu consacrato Campione del Mondo piloti (era dal lontano 1979 che mancava a Maranello questo importante titolo) e la scuderia fu anch'essa incoronata nel Campionato dei costruttori, facendone una vittoria schiacciante nelle due categorie.

Anno 2001

Michael Schumacher domino' anche il Campionato 2001, vincendo cosi' il suo quarto titolo, il secondo con la scuderia Ferrari e il primo sin dal 1953, nel 13° GP della stagione. Questa vittoria segno' anche il terzo successo consecutivo del team.

Anno 2002

All'alba della nuova stagione, 2002 tutti aspettano che questo dominio del Tedesco continui perchè, dopo aver raggiunto molti primati nel 2001, possa raggiungere quello dei cinque titoli mondiali, detenuto dal leggendario pilota Juan Manuel Fangio così è stato vincendo la stagione 2002 con largo anticipo.

Anno 2003

Inizia non molto bene per il Tedesco bisogna aspettare il Gp di Imola per vedere Michael sul gradino piu' alto del podio,con un lutto al braccio, perche' il venerdi veniva a mancare la mamma Elisabet. Ma Schumi non demorde vince anche in Spagna, in Austria, e in Canada, poi subentra un problema di gomme la Bridgestone sembra avere problemi, con la rivale Michelin,ma Michael ci mette del suo e a Monza, e Indianapolis trionfa. A Suzuka ultimo Gp della stagione, a Schumi basta solo un punto per coronare il suo sogno e dopo una gara tormentata cosi e' stato all'alba del 12 ottobre 2003 Michael realizza il suo sogno, e quello di tutti i suoi tifosi e arriva il sesto mondiale irridato quattro consecutivi con una Ferrari. Il primato di Juan Manuel Fangio viene infranto da un'altro primato, quello di Michael Schumacher che raggiunge quota sei allori mondiali.

Anno 2004

Non è finita perchè Michael nella stagione 2004 si aggiudica ben 13 Gran Premi su 18 disputati, e cosi nel Gran Premio di Ungheria il 15 agosto diventa campione del mondo per la settima volta, la quinta consecutiva con la "Rossa di Maranello". E' il pilota che si è aggiudicato più titoli mondiali nella storia della formula uno, ben sette penso che sia un traguardo che durerà a lungo.

Anno 2005

La stagione 2005 e da archiviare alla svelta per la Ferrari e per il Tedesco che termina una stagione (solo 3° con 62 punti e 100 punti costruttori) tormentata da vari problemi quello principale sono le gomme Bridgestone che non danno il massimo alla rossa e alla sua guida maestosa di sicuro ci riprova l'anno 2006 con un nuovo compagno di squadra il Brasiliano Felipe Massa.

Anno 2006

La stagione 2006 si ripete di nuovo la Renault nei costruttori, sempre con lo spagnolo Fernando Alonso, la Ferrari è di nuovo seconda. Ma la novità arriva con il ritiro dalle competizioni, dell'inarrivabile Michael Schumacher che in dieci anni di permanenza a Maranello e riuscito a vincere, cinque titoli iridati portando a sette titoli personali la sua maestosa carriera nel mondo della formula uno, mai nessuno fino ad oggi è riuscito in un impresa del genere, non rimane che dire GRAZIE davvero MICHAEL SCHUMACHER di tutto quello che ai regalato alla Ferrarri e ai suoi tifosi.

Anno 2007

La stagione 2007 vede impegnato per il secondo anno consecutivo con la "rossa" il brasiliano Felipe Massa affiancato dall'acquisto del fillandese Kimi Raikkonen non rimane che augurare ai piloti e alla squadra buona fortuna per la stagione 2007.................(di sicuro Michael ci mancherai). La stagione 2007 si chiusa in favore della Ferrari dopo tante vicende con gialli risolti dopo lotte in pista e nei tribunali. Grazie alla squadra e ai due piloti Felipe e Kimi quest'ultimo laureato campione del mondo con una McLaren squalificata dopo la spice story.

Anno 2008

La stagione 2008 si riapre con la Ferrari campione del mondo con i soliti piloti dell'anno scorso cambia il muretto che vede Stefano Domenicali team manager e Jean Todt amministratore delegato con la super consulenza del sette volte campione del mondo Michael Schumacher e l'ingegnere Rory Byrne non resta che augurare buon lavoro Ferrari. La stagione 2008 si chiude in Brasile con la vittoria di Felippe Massa ma non è bastato al brasiliano per un punto si vede sfuggire il titolo piloti che và all'inglese Lewis Hamilton su MecLaren.

Anno 2009

La stagione 2009 riparte con cambiamenti significativi si torna alle gomme slick diminuisce l'area degli alettoni e viene inserito un dispositivo chiamato kers una sorta di accumulatore di energia che in fase di frenata viene immagazzinata e messa a disposizione del pilota che usa in fase di sorpasso o di rettilineo dando alla vettura una maggiore potenza. La Ferrari non giova molto dei cambiamenti anzi si trova in netta difficoltà. A circa metà della stagione nelle prove del gp di Ungheria Felipe Massa rimane vittima di un brutto incidente la macchina che lo precede quella del connazionale Rubens Barrichello perde una molla che finisce diretta sul casco di Massa causandone la fuori uscita di pista e una brutta lesione alla testa Massa resterà fermo per il resto della stagione. Al suo posto la Ferrari decide di far correre il collaudatore Luca Badoer ma nel frattempo entra in campo anche la possibilità di vedere tornare in pista il più grande di tutti......Michael Schumacher che effettua alcuni test con una "F2007" ma purtroppo il sogno di rivedere il campionissimo in pista sfuma per problemi al collo legati ad una caduta procuratosi ad effettuare dei test con la Ducati. Badoer non convince i tecnici del cavallino e ingaggiano un italiano di nome Giancarlo Fisichella attualmente in pista con la "Force India" per Fisichella si avvera un sogno quello di correre con la "Rossa di Maranello" prenderà il posto di Massa per gli ultimi cinque gran premi rimasti. Ma a fine mondiale "Fisico non raccatta neanche un punto con la "rossa. La stagione 2009 si chiude con neo entrata Brawn Gp e Jenson Button campioni del mondo.

Anno 2010

La stagione vede schierato nelle file del cavallino un grande pilota il due volte campione del mondo lo spagnolo Fernando Alonso affiancato dal veterano pilota Ferrari il brasiliano Felipe Massa. Ci sono molte novità in pista per l'anno 2010 nuove squadre e la cosa più sorprendente il ritorno in pista del più grande pilota della formula1 moderna il 7 volte campione del mondo (di qui 5 in Ferrari ) Michael Schumacher ma non in veste "rossa" ma con la grande rivale la nuova entrata in veste ufficiale la Mercedes. Per tutti i ferraristi è una doccia fredda chi avrebbe mai detto un rientro di Schumi dopo 3 anni dall'annuncio del ritiro dalle competizioni e per di più in Mercedes?......staremo a vedere che succede. La stagione 2010 è finita male per la Ferrari perdendo all'ultimo gp. il mondiale piloti con Alonso per 4 punti a favore della RedBull del pilota più giovane vincitore di un mondiale Sebastian Vettel speriamo nel nuovo anno!

Anno 2011

La prima gara della stagione in Australia è una doccia fredda per la Ferrari. Infatti inaspettatamente la F150 si trova dietro anche alle Mp4-26 che, sostituiti gli scarichi con modelli più convenzionali, risultano più veloci sia in qualifica che in gara. Allo stesso modo il divario in qualifica con la Red Bull di Vettel sembra addirittura aumentato. A fine gara Alonso sarà quarto e Massa solo settimo. L'unica consolazione è il giro più veloce in gara fatto segnare da Massa e il fatto che sul passo gara la F150 non è poi lontana dalle Red Bull. In Malesia il copione sembra lo stesso: Red Bull imprendibili in qualifica e Ferrari che in gara gli si avvicinano sensibilmente e si trovano a lottare con le rinate McLaren per il podio. Tuttavia un contatto tra Alonso ed Hamilton a pochi giri dalla fine vanifica le speranze di podio per il ferrarista. Infatti entrambe i piloti saranno costretti a fermarsi ai box per sostituire rispettivamente musetto e pneumatici. Alla fine Alonso terminerà sesto dietro il compagno di squadra. Lo spagnolo, al pari di Hamilton, sarà anche penalizzato di 20 secondi per l'incidente, penalità che tuttavia non influirà sulla classifica finale. l successivo GP di Cina sancisce la ritrovata competitività delle McLaren che con Hamilton riesce a sopravanzare Vettel, in crisi di gomme a pochi giri dalla fine, e a conquistare un'insperata vittoria dopo il dominio Red Bull in qualifica. Le Ferrari, in evidente crisi di gomme, arrivano addirittura dietro la Mercedes di Nico Rosberg con Massa sesto e Alonso settimo che nelle ultime fasi perdevano più di un secondo al giro dai primi. In Turchia la F150 riesce invece a conquistare il primo podio stagionale con Alonso che giunge terzo alle spalle di Vettel e Webber. Lo spagnolo riesce anche a tenere il ritmo delle due Reb Bull per buona parte della gara prima di doversi arrendere al momento di montare le gomme dure. Al contrario Massa, partito decimo, termina fuori dalla zona punti. Questa buona prestazione è principalmente dovuta al fatto che il circuito di Istanbul non richiede un carico aerodinamico elevato e quindi la differenza tra vetture molto efficienti dal punto di vista aerodinamico, come le Red Bull, e le Ferrari diminuisce sensibilmente. Nel successivo GP di Spagna la Ferrari toccherà invece uno dei punti più bassi della stagione. Nonostante l'ottima partenza di Alonso, che si ritrova in testa e comanderà la gara per 20 giri, la seconda parte di gara è infatti disastrosa con la F150 in netta crisi con le gomme dure e nei lunghi curvoni in appoggio dove non riesce a tenere il passo con Red Bull e McLaren. Alonso terminerà la gara quinto e doppiato di un giro mentre Massa è costretto al ritiro per un'uscita di pista. I successivi gran premi si rivelano invece favorevoli alla F150. Infatti si tratta di circuiti cittadini lenti dove la Pirelli decide di portare le gomme a mescola più morbida con le quali la F150 si trova più a suo agio mascherando le sue carenze aerodinamiche. A MonacoAlonso giunge secondo alle spalle di Vettel e deve rinunciare ad insediare il tedesco in difficoltà negli ultimi giri a causa di una bandiera rossa con conseguente ripartenza. Massa è invece costretto al ritiro dopo un contatto con Hamilton. In Canada Alonso, che era stato tra i più veloci per tutto il week-end, è invece costretto al ritiro per via di un contatto con Jenson Button durante un sorpasso mentre Massa, dopo un testacoda avvenuto durante un doppiaggio, arriva quinto beffando sul traguardo Kamui Kobayashi. A Valencia Alonso arriva ancora una volta secondo a poca distanza dal vincitore Vettel mentre Massa si deve accontentare ancora una volta del quinto posto nonostante recuperasse più di un secondo al giro su Hamilton in crisi con le gomme. La ritrovata competitività in queste gare è anche confermata dalle buone prestazioni in qualifica che avvicinano sensibilmente le Red Bull che però continuano ad essere imbattibili sul giro secco. In queste gare, la Ferrari riesce anche a conservare un treno di gomme morbide in qualifica da usare poi in gara al contrario delle prime gare dove era stata costretta a fare più stint con le gomme a mescola dura. Finalmente al GP di Gran Bretagna arriva la prima vittoria stagionale ad opera di Fernando Alonso che sfrutta un errore dei meccanici Red Bull durante il pit-stop di Vettel che giungerà secondo. La Ferrari può così festeggiare nel modo più appropriato il 60° anniversario della prima vittoria in F1, avvenuta proprio su quel tracciato, mentre Alonso eguaglia Jackie Stewart per il numero di vittorie in carriera. Massa arriva invece quinto subito dietro a Hamilton in crisi con il consumo di carburante e tenta, invano, di sorpassarlo all'ultima curva entrando anche in contatto con il britannico. Quel Gran Premio è stato anche caratterizzato dalle polemiche sugli scarichi soffiati che per quella gara erano stati vietati per poi essere riammessi, con alcune limitazioni, a partire dal GP successivo. I maligni sostengono che quella vittoria è arrivata proprio grazie a questo divieto ma gli scarichi soffiati fanno la differenza nelle curve lente e in frenata, non nei lunghi curvoni di Silverstone che si affrontano ad acceleratore spalancato. Le ragioni della vittoria vanno quindi ricercate negli aggiornamenti che la Ferrari ha apportato alla F150 prima della gara e che garantiscono maggiore carico aerodinamico e un migliore comportamento delle gomme. I due GP successivi (Germania e Ungheria) confermano il buon momento di forma della F150 che conquista ancora un secondo e un terzo posto con Alonso mentre Massa termina rispettivamente quinto e sesto con il giro più veloce in Ungheria. In Germania la vittoria sfuma a causa dell'ottima forma di Lewis Hamilton che con la sua McLaren si trova a proprio agio nelle basse temperature tedesche mentre in Ungheria la pioggia favorisce ancora una volta la McLaren che predilige le basse temperature e va a vincere con Button. Tuttavia queste buone prestazioni vengono vanificate dal fatto che Vettel nella prima parte di stagione ha accumulato talmente tanti punti di vantaggio che può permettersi di gestire mentre i suoi avversari si tolgono punti a vicenda. In occasione del GP del Belgio si è avuto un passo indietro rispetto alle gare precedenti anche grazie ai progressi tecnici degli avversari. Infatti la F150 torna ad avere problemi nel portare in temperatura le gomme e Alonso, con pneumatici a mescola media, è costretto a retrocedere dal 2° al 4° posto finale dopo essere stato superato a pochi giri di distanza sia da Webber che da Button. In Italia Alonso riesce ad agguantare il 7° podio stagionale arrivando 3° mentre Massa è solo 6° ritardato da una collisione con Webber che lo aveva fatto scivolare in fondo alla classifica.

Anno 2012

La stagione 2012 e alle porte (18.03.12 gp. dell'Australia) la "F2012" la monoposto per questa stagione è molto diversa, come tutti i team molte le modifiche apportate la più evidente e lo scalino sul muso. Anche per il 2012 la Ferrari vede schierata la solita coppia di piloti, Fernando Alonso e Felipe Massa.

La stagione 2012 è terminata, Fernando e la Ferrari hanno perso il mondiale per un soffio, Alonso punti 278 (Ferrari) Sebastian Vettel (RedBull) 281, ed anche il mondiale costruttori RedBull 460 Ferrari 400.

Anno 2013

Maranello, 2 febbraio – “La Speranzosa”, la Rossa, la F138 tenuta a battesimo ieri in una nebbiosa ed emozionante mattinata maranellese dai vertici della Ferrari, dai media, partner e dai milioni di tifosi del Cavallino Rampante, inizia la sua avventura. Il primo esemplare della monoposto ha lasciato Maranello questo pomeriggio per un lungo viaggio verso Jerez de la Frontera, Spagna, teatro del primo dei soli tre test della stagione. Ad attenderla già alcuni membri della squadra per dare il via, tra il 5 e l’8 febbraio, a quattro giorni di prove ed analisi sotto il sole andaluso. Domani in tarda mattinata è atteso l’arrivo degli ultimi componenti della squadra che lasceranno l’aeroporto di Bologna carichi di motivazione e con un solo obiettivo: lavorare minuziosamente al fine di acquisire preziosissimi dati sul comportamento della vettura.

La stagione 2013 è terminata con il secondo posto, il mondiale e finito nelle mani della Red Bull e di Sebastian Vettel.

 
Anno 2014

La stagione 2014, non inizia nel migliore dei modi, e non finisce meglio, Fernando termina la stagione 6° con 161 punti, e Kimi ben 12° con soli 55 punti, il mondiale va a Lewis Hamilton e alla sua Mercedes, la Ferrari deve accontentarsi del 4° posto con soli  216 punti. L'anno 2014 vede anche l'abbandono "in rosso" da parte dello Spagnolo Fernando Alonso e l'arrivo per la stagione 2015, del Tedesco 4 volte  campione del mondo Sebastian Vettel.

Anno 2015

La stagione 2015 vede alla guida della "rossa" il nuovo arrivo Sebastian Vettel quattro volte campione del mondo in Red Bull, e la riconferma del Finlandese  Kimi Raikkonen........La stagione 2015 termina a favore della Mercedes e di Lewis Hamilton, la Ferrari 2° nel mondiale costruttori con 428 punti ed i suoi piloti, 3° Sebastian Vettel con 278 punti e 4° Kimi Raikkonen con 150 punti.

Anno 2016

La stagione 2016 vede ancora schierati Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, la nuova vettura la SF16-H sembra molto competitiva, speriamo di riportare il titolo a Maranello. Purtroppo no! non ce l'abbiamo fatta, il titolo mondiale è andato alla Mercedes e il campionato piloti a Nico Rosberg (Mercedes) la Ferrari si è classificata 3° con 398 punti e i suoi piloti Sebastian Vettel 4° con 212 punti e Kimi Raikkonen 6° con 186 punti.......... tutte le speranze vanno alla stagione 2017!!!

Anno 2017

Stagione 2017 i piloti non cambiano, la squadra rinnova Kimi e Sebastian, entra a far parte dei collaudatori 3° guida del cavallino il giovanissimo Antonio Giovinazzi classe 1993, il team presenta il 24 febbraio la nuova monoposto dandole il nome SF70H, la 63esima della sua storia, speriamo sia l'anno della riscossa...............

Purtroppo anche questa stagione si è conclusa a favore della Mercedes e di Lewis Hamilton, la Ferrari è partita bene, ma nelle trasferte asiatiche accusa il colpo con due ritiri di Vettel Singapore e Giappone, vedendosi superare dalla Mercedes del rivale.......La stagione si conclude con Vettel secondo punti 317 e Raikkonen quarto punti 205 mentre per quanto riguarda i costruttori la Ferrari si piazza seconda con 522 punti.

Anno 2018

La stagione 2018 inizia nel migliore dei modi per la Ferrari, vincendo le prime due gare con Vettel, ma i problemi si fanno sentire quasi subito, infatti per rivedere la Ferrari sul gradino più alto del podio bisogna aspettare il gp del Canada. La Mercedes di Hamilton e sempre in agguato. Nel mese di luglio viene a mancare il Presidente del Cavallino Sergio Marchionne a da li a poco la Ferrari cade nel baratro, lasciando così campo libero al rivale Hamilton su Mercedes. LA stagione si conclude con 6 vittorie per la Ferrari, 5 con Vettel, ed 1 con Raikkonen, quest'ultimo alla fine del campionato lascia il sedile al giovanissimo Charles Leclerc, approdando alla nuova nata Alfa Romeo Sauber. La Ferrari chiude un'altra stagione tutta da dimenticare 2° con 571 punti nel mondiale costruttori, Sebastian Vettel 2° punti 320 Kimi Raikkonen 3° con 251.

Anno 2019

La stagione 2019 è alle porte, moltissime le novità, cambio al vertice del Team, Maurizio Arrivabene lascia il comando a Mattia Binotto, Kimi passa in Alfa Romeo, ed affiancare Vettel arriva il giovanissimo Charles Leclerc. Non resta che augurare a tutto il Team "buon lavoro"................

 

 ALCUNE CURIOSITA'

Perchè il Cavallino....

Image description "La storia del cavallino rampante è semplice e affascinante. Il cavallino era dipinto sulla carlinga del caccia di Francesco Baracca, l'eroico aviatore caduto sul Montello, l'asso degli assi della Prima Guerra Mondiale." Enzo Ferrari scrisse:"Quando vinsi nel '23 il primo circuito del Savio, che si correva a Ravenna, conobbi il conte Enrico Baracca, padre dell'eroe; da quell'incontro nacque il successivo, con la madre, la contessa Paolina. Fu essa a dirmi, un giorno: "Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna." Conservo ancora la fotografia di Baracca, con la dedica dei genitori, in cui mi affidano l'emblema. Il cavallino era ed è rimasto nero; io aggiunsi il fondo giallo canarino che è il colore di Modena".

 

Image description L'emblema della Scuderia Ferrari apparve per la prima volta nel 1929 su tutte le pubblicazioni, le insegne e le carte ufficiali della Società, ma non sulle vetture, che erano dell'Alfa Romeo e ne riportavano il simbolo sportivo, un quadrifoglio verde in un triangolo bianco. L'esordio dello scudetto sulle vetture avvenne il 9 e 10 luglio 1932, alla 24 Ore di Spa. Non poteva esserci occasione più propizia: la gara fu vinta dalla vettura di Taruffi e D'Ippolito seguita da quella di Siena e Brivio. Dopo quella vittoria lo scudetto ha contrassegnato tutte le partecipazioni ufficiali della Scuderia Ferrari negli anni Trenta fino al momento in cui ad essa subentrò il reparto speciale Alfa Corse, diretto da Enzo Ferrari, ma gestito dalla Casa milanese.

Image description La nascita dell'Azienda Ferrari comporta anche la creazione di un nuovo Marchio, questa volta rettangolare che apparirà su tutte le vetture costruite da Maranello. La prima fu la 125 di Franco Cortese nel giorno del debutto della Casa di Maranello in gara, sul circuito di Piacenza l'11 maggio 1947. Disegnato dall'Ufficio Tecnico della Ferrari e realizzato dalle Ditte Castelli e Gerosa di Milano e Cristiglio di Bologna, rimase inalterato fino al 1950.

Image description Per distinguere le vetture ufficiali da quelle dei moltissimi clienti che si cimentavano in gara, Enzo Ferrari decise nel 1952 di ripristinare il distintivo sportivo della vecchia Scuderia Ferrari, ammodernato e ingentilito nella forma. Il debutto avvenne il 16 marzo sulle vetture iscritte al Gran Premio di Siracusa, le 500 F2 di Ascari, Taruffi, Farina e Villoresi. Anche in questa occasione si trattò di un trionfo, con Ascari, Taruffi e Farina ad occupare le prime tre posizioni nell'ordine di arrivo. In quello stesso anno Ascari vinse, sempre con una 500 F2, il Campionato del Mondo piloti, il primo dei 25 titoli iridati della Ferrari. Questo simbolo fu da allora sempre scrupolosamente applicato, tranne sporadiche eccezioni, nella sua forma convenzionale mai più cambiata su tutte le vetture Ferrari di qualsiasi categoria.

Image description Dal 1953 al 1961 venne montato sulle vetture disegnate dalla Pininfarina un marchio riproducente le iniziali dei nomi Ferrari e Farina secondo le lettere dell'alfabeto marinaro. Il rombo rosso sul campo bianco simbolizza la lettera F che per il designer fu sostituita dalla lettera P (rettangolo bianco in campo blu) quando il cognome Farina diventò Pininfarina. Il marchio è stato abbandonato nel 1964, tranne che per i modelli 2+2. Attualmente è usato su tutte le vetture.

Image description Il cavallino come fregio della maschera del radiatore apparve nel 1959. Prodotto dal torinese Cerrato per le vetture carrozzate da Pininfarina e dall'incisore Incerti per le vetture Scaglietti, era ritagliato da lastre di ottone di 3 mm pantografato e cromato. È rimasto inalterato fino al 1962 e ne esisteva una versione speciale, seghettata e traforata a mano, utilizzata per qualche unità molto esclusiva e per le vetture destinate a mostre e saloni.

Image description Fra il 1962 e il 1963 fu presentato il cavallino in rilievo, che non piacque e fu montato solo per un anno perché giudicato stilisticamente e proporzionalmente mal riuscito.

Image description Image description Un rifacimento del cavallino in rilievo fu riproposto nel 1963 e accolto anche questa volta tiepidamente. Era considerato superfluo perché sulla calandra delle vetture si era ormai consolidata l'applicazione della versione piatta. Ciononostante la qualità decorativa di questa versione è stata presto apprezzata ed oggi viene ancora utilizzata su tutti i modelli. La proposta del 1963 diede il passo ad una versione successiva (cavallo piatto, pantografato su alluminio e lucidato a specchio), introdotta nel 1964, montata fino al modello BB e ripresa poi nel 1984 e montata sui modelli Mondial, 328 GTB e GTS mentre un'identica versione anodizzata in nero figura sui primi modelli Testarossa e 348. Nel 1982 la versione del cavallino del 1963 passa sull'anteriore delle vetture, sostituendo il modello pantografato piatto. Dal 1992, con precise codificazioni per l'anteriore e il posteriore, caratterizza l'intera gamma Ferrari.

Image description I marchi Ferrari attuali, cavallo nero di Baracca in campo giallo canarino, nelle versioni che distinguono la produzione industriale e l'attività tecnico-agonistica sono depositati e ad essi si riporta ogni altra conseguente stilizzazione grafica della Casa, dai progetti e disegni all'oggettistica Ferraridea, dai distintivi e decalcomanie alle insegne dei servizi di assistenza tecnica, dai documenti ufficiali alle immagini dei Ferrari Club riconosciuti.

Perchè "Rossa"....

LA FERRARI HA SEMPLICEMENTE MANTENUTO IL COLORE ROSSO CHE FIN DAGLI ANNI TRENTA NELL’AUTOMOBILISMO RAPPRESENTAVA L’ITALIA (MENTRE IN TUTTE LE ALTRE DISCIPLINE ERA L’AZZURRO) A QUELL’EPOCA ANCHE L’ALFA ROMEO COMPETEVA CON I BOLIDI ROSSI I COLORI DELLE ALTRE NAZIONI ERANO "VERDE PER LA GRAN BRETAGNA "BLU PER LA FRANCIA "ARGENTO PER LA GERMANIA "BIANCO E BLU PER GLI STATI UNITI E FURONO PROPRIO BIANCHE CON LA STRISCIA BLU LE VETTURE CHE NEL 1964 ENZO FERRARI UTILIZZO’ PER PROTESTA CONTRO LA FEDERAZIONE ITALIANA AUTOMOBILISMO CHE A SUO DIRE NON L’AVEVA TUTELATO IN UNA VERTENZA CON L’ORGANISMO INTERNAZIONALE.

"IL DRAKE"

Enzo Ferrari  

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